Dunga attacca la Juve: "Stanno rovinando Diego e Felipe Melo" | JMania

Dunga attacca la Juve: “Stanno rovinando Diego e Felipe Melo”

Il sole di Porto Alegre accompagna un Natale tutto di corsa. La giornaliera visita al padre, appena uscito dall’ospedale; i regali per i figli; il programma, ancora da definire, per l’avvicinamento al Sudafrica. Carlos Dunga, quantomeno, ha potuto «spengere» la televisione. Per qualche giorno niente partite da vedere o da registrare. «Nell’ultimo mese — spiega …

dungaIl sole di Porto Alegre accompagna un Natale tutto di corsa. La giornaliera visita al padre, appena uscito dall’ospedale; i regali per i figli; il programma, ancora da definire, per l’avvicinamento al Sudafrica. Carlos Dunga, quantomeno, ha potuto «spengere» la televisione. Per qualche giorno niente partite da vedere o da registrare. «Nell’ultimo mese — spiega il c.t. della Seleçao —ho seguito quasi tutte le partite del Milan. Leonardo sta lavorando bene. E ha restituito al calcio un Ronaldinho vero».

Il campione rossonero spera di partecipare al Mondiale.
«In televisione ho visto Ronaldinho sorridere. Sembra un dettaglio, invece è una “notizia” importante. Dinho fa la
differenza quando è felice. Per lui il pallone è allegria, non un lavoro. L’ho anche visto lottare, correre, soffrire dietro a un avversario. Altri segnali positivi».

Ha un messaggio da inviargli?
«Lo seguo. Lo aspetto. Le porte della Seleçao non sono chiuse. Ho ancora sei mesi di tempo per scegliere i onvocati.
Ronaldinho continui così, ricordando che nel calcio non conta il passato. Conta soltanto il presente. L’opinione pubblica vorrebbe Dinho in Sudafrica. Ma questo è normale: la gente fa il tifo per chi sta fuori. Succede anche in Italia, giusto? Leggo che i tifosi vorrebbero Cassano o Totti».

Anche Pato sogna il Sudafrica.
«A suo tempo dissi che Pato poteva diventare il nuovo Ronaldo. Questo a dimostrazione di quanto alta sia la mia considerazione per l’attaccante del Milan. Però, deve trovare continuità. Sto seguendo anche lui, naturalmente».

Il cannoniere rossonero è uscito dalla Seleçao dopo una deludente Confederations Cup.
«In quel torneo non era il vero Pato. La verità è che quando sei dentro la nazionale brasiliana devi lottare con il coltello tra i denti per difendere il tuo posto perché dietro ci sono altri cento giocatori di valore in lista d’attesa. Pato è molto giovane, deve imparare a convivere con le responsabilità».

Nel Milan c’è anche Thiago Silva.
«Un giovane con la testa sulle spalle. E con un grande talento. Mi piace. Eccome se mi piace».

Nella Juve è esploso il caso Felipe Melo.
«Mah, non capisco. Mi chiedo: la Juve conosceva le caratteristiche tecniche di Felipe? Lui non è un regista classico. Nella Seleçao non ha mai sbagliato partita».

Un consiglio a Ferrara.
«Deve aver fiducia in Felipe. Deve parlarci, deve spiegargli che cos’è la Juve. Però, centrocampisti così forti ce ne sono pochi in giro per il mondo».

Anche Diego è sotto processo.
«In Italia non c’è equilibrio nei giudizi. Dopo il primo mese di campionato Diego era il nuovo Zidane, oggi è un giocatore qualunque. Diego non è Zidane e neppure Platini. Ma anche Platini e Zidane hanno avuto bisogno di tempo per capire la Serie A, giusto? Diego non è un giocatore che fa squadra da solo. Per esaltare la sua fantasia ha bisogno di essere inserito in un’orchestra che funziona. E, in questo momento, la Juventus ha dei problemi».

Intanto l’Inter è in fuga.
«E’ la favorita per lo scudetto e andrà avanti anche in Champions. Con “uomini” come Julio Cesar, Maicon e Lucio puoi sfidare il mondo. Sono vincenti dentro».

Kakà non si è ancora inserito nel Real.

«Ha detto che, ancora, non si diverte. Niente di preoccupante. Sono piccoli problemi. Kakà è un campione. Un campione vero. Ed è anche un ragazzo in gamba. Ho letto che qualcuno nel Milan è felice per averlo ceduto a peso d’oro. Mah, anche queste sono cose che non capisco. Kakà è uno dei pochi calciatori al mondo che fanno la differenza. Ed è un uomoche vorrei avere sempre dentro il mio spogliatoio».

Adriano ha vinto lo scudetto in Brasile.
«Lo sapete, è un ragazzo a cui voglio bene. Ed è un campione ».

Il Bayern e anche qualche club italiano lo stanno corteggiando.
«Adriano può giocare in qualsiasi squadra del mondo. E segnare, dovunque, valanghe di gol. Ma, se vuole tornare in Europa, si ricordi degli errori che aveva commesso quando era nell’Inter. Errori da non ripetere».

Tre giovani talentida consigliare al calcio italiano.
«Nella nostra Under 20 ci sono buoni “progetti”. Sandro dell’Internacional, per esempio, ha qualità e talento. E’ un centrocampista offensivo che vede la porta. Si dice sia seguito da Inter e Fiorentina. Mi piace anche Douglas del Gremio che però è già valutato venti milioni di dollari. E attenti a Giuliano dell’Internacional. Sono giocatori che presto vedrete in Europa».

Si parla anche di Nilmar, seguito dalla Juve.
«E’ molto giovane. Ha talento. Mi ricorda un pò Robinho».

Che cosa farà Dunga dopo la nazionale brasiliana?
«Intanto pensiamo al Mondiale  in Sudafrica. Vogliamo essere protagonisti. Siamo finiti in un girone duro, ma il Brasile è il Brasile. Dobbiamo rispettare tutti, ma sappiamo di poter vincere contro tutti».

(Intervista de La Gazzetta dello Sport)

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