Diego o non Diego? Questo è il dilemma... | JMania

Diego o non Diego? Questo è il dilemma…

Mancano solo 8 partite alla fine del calvario della Juventus 2009-2010. La squadra bianconera è ormai allo sbando, logora, stanca, depressa. Si stanno battendo tutti i record negativi di sempre e sono stati falliti quasi tutti gli obiettivi possibili. E’ rimasta solo una flebile speranza per il quarto posto. Flebile, perché il cambio tecnico Zaccheroni-Ferrara …

SOCCER-ITALY/Mancano solo 8 partite alla fine del calvario della Juventus 2009-2010.
La squadra bianconera è ormai allo sbando, logora, stanca, depressa. Si stanno battendo tutti i record negativi di sempre e sono stati falliti quasi tutti gli obiettivi possibili. E’ rimasta solo una flebile speranza per il quarto posto.
Flebile, perché il cambio tecnico Zaccheroni-Ferrara non ha portato alla Juve nessun vantaggio, se non un po’ di fortuna per il tecnico romagnolo nelle prime gare così come era capitato anche a Ferrara lo scorso anno subito dopo il subentro a Ranieri.
Flebile, perché non si riesce minimamente ad arrestare la sequenza di infortuni che sta devastando la rosa della squadra bianconera. Sorrido nel ricordare che ad inizio stagione Blanc parlava di “infortuni Juve nella media europea”.
Flebile, perché le altre squadre coinvolte nella lotta per il quarto posto Napoli, Sampdoria, Palermo e Genoa (la Fiorentina ormai è tagliata fuori) hanno quella marcia in più tipica di chi con una qualificazione in Champions scriverebbe una pagina storica.
Ma da dove nasce questo disastro sportivo?
Che la Juventus sia gestita da persone non adeguate lo sanno ormai anche i muri. Persone che prima di Calciopoli o non si occupavano di calcio o avevano ruoli marginali in squadre marginali potevamo mai esser in grado di gestire una piazza così esigente come quella di Torino? Assolutamente no. Forse solo John Elkann ci poteva credere, ma spero per lui e per la sua intelligenza che non l’abbia fatto.
Ok. La Juve è gestita da una banda di dilettanti allo sbaraglio ma a livello di campo come è messa?
E’ innegabile che se parliamo del lato sportivo, il giocatore simbolo del fallimento è Diego, il “campione o presunto tale” comprato a furor di popolo per curare la Juve da tutti i mali. 25 milioni di euro investiti per quello che nell’ideale popolare bianconero sarebbe dovuto diventare il nuovo Zidane.
E allora via Ranieri che lo vedeva solo come seconda punta, scartato Conte che non lo vedeva trequartista, pensionato Nedved perché non si sarebbe giocato più sulle fasce e svenduto Marchionni per lo stesso motivo, l’acquisto di Diego ha condizionato la stagione bianconera su tutti i fronti: prima su quello tecnico e poi su quello tattico.
L’illusione di aver trovato il nuovo Zidane è durata 2 partite, quando all’Olimpico di Roma c’era già chi lo definiva “un fenomeno”. Poi invece aspettare ed ancora aspettare perché “anche Platini il primo anno ci mise a carburare”. Ricordo però di aver sentito le stesse giustificazioni anche ai tempi di Zavarov….
Auguro a Diego di trovare la forza di smentirci, ma ad oggi è un giocatore che alla Juve ha creato più problemi di quanti ne abbia risolti.
Ed allora, nella prossima stagione, che dovrà necessariamente esser quella della rifondazione bianconera, che fare? Continuare a puntare su Diego o venderlo al miglior offerente?
Questo è il vero dilemma da cui passa il futuro bianconero.
Diego è un campione sul quale costruire la squadra o è un semplice buon giocatore che eventualmente si deve adattare al gioco scelto dall’allenatore?
Un ex campione d’Italia con la maglia del Milan, che sta avendo anche una brillante carriera da allenatore, un giorno durante un fuori onda di Studio Stadio mi ha detto “ma quale campione Diego, Maiellaro era più forte!”. Luciano Moggi invece che della trasmissione ne è il conduttore, mi ha più volte espresso il suo giudizio tecnico sul giocatore brasiliano ribadendo che secondo lui Diego è un buon giocatore e niente più. Fidarsi di loro?
Non sarà facile decidere in merito, perché nei tifosi serpeggia anche la paura di un nuovo caso Henry, ovvero svendere senza appello un talento inespresso per poi rimpiangerlo in seguito.
Certo il buon rendimento di Candreva, che di Diego ne occupa praticamente la stessa posizione in campo, potrebbe anche indurre la società a sacrificare il brasiliano dalla difficile collocazione tattica per arrivare magari a giocatori più duttili, senza però scomodare nomi inarrivabili come quello di Ribery.
Certo fa sorridere che alla fine a condizionare la stagione juventina in negativo sia stato proprio quel Diego malvoluto da Ranieri, che adesso con la Roma si sta togliendo tanti di quei sassolini.
Con la brillante vittoria ottenuta nell’anticipo contro l’Inter di Mourinho ha definitivamente riaperto il campionato .
Se pensate dove Ranieri ha preso la Roma ad inizio stagione, quando la squadra allenata da Spalletti era allo sbando più totale, siamo di fronte ad un vero miracolo calcistico.
Molti media, giornali, dirigenti e tifosi dovrebbero chiedere scusa in ginocchio a Ranieri per come l’hanno trattato lo scorso anno a Torino.
Perchè Ranieri non sarà certo Capello o Lippi, ma se invece di Diego gli avessero comprato Silva e se non l’avessero esonerato per puntare sulla chimera Ferrara di sicuro la Juventus adesso non sarebbe in queste condizioni così drammatiche.
Su questo nessuno può replicare.
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
Vero Blanc?

di Discreti Stefano
Editorialista web, opinionista tv e speaker radiofonico
Sito:
www.stefanodiscreti.blogspot.com

“Tutti pazzi per la Juve”,
tutti i venerdì dalle ore 22,00 alle ore 24,00 su RadioErre2.
www.tuttipazziperlajuve.com

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