Diego e Felipe Melo, i disobbedienti di Ferrara | JMania

Diego e Felipe Melo, i disobbedienti di Ferrara

Facendo di professione il maestro, colpe ne avrà pure Ferrara, ma qualche disobbediente dalla testa dura nella Juve c’è, e sarebbe ora ascoltasse le indicazioni che gli arrivano nei confessionali dello spogliatoio o dagli urlacci del tecnico durante le partite. Altrimenti, i bianconeri potranno pure variare assetto, e ieri Ciro ha testato il 4-2-3-1, ma …

Diego_MeloFacendo di professione il maestro, colpe ne avrà pure Ferrara, ma qualche disobbediente dalla testa dura nella Juve c’è, e sarebbe ora ascoltasse le indicazioni che gli arrivano nei confessionali dello spogliatoio o dagli urlacci del tecnico durante le partite. Altrimenti, i bianconeri potranno pure variare assetto, e ieri Ciro ha testato il 4-2-3-1, ma non per questo risultati. Ovvio, sul prato s’accampa anche il nemico e di solito vuole impedirti di svolgere i tuoi piani, ma alcuni movimenti juventini non si vedono, semplicemente perché non vengono fatti.

La lista dei cattivi esecutori, partita dopo partita, da inizio stagione, l’ha fatta lo stesso allenatore. Si va dai disinvolti dribbling di Felipe Melo all’abuso di gioco aereo verso le punte, fino al Diego ritiratosi nelle retrovie di centrocampo. Il vizio del mediano, di concedersi spensierati dribbling ai bordi della propria area ha radici nelle serate d’agosto, quando a Ferrara, ne fu chiesto conto. Risposta: «Ne ho parlato con Felipe e, nonostante il suo valore, lui sa benissimo che certe cose non si possono fare in zone pericolose del campo». Come no. Frase ripetuta, nella sostanza, la vigilia di Genoa-Juve, 23 settembre. Bene, dopo un paio di minuti, su un campanile spiovente dalle parti della linea di fondo, a quattro metri dalla porta di Buffon, il buon Felipe invece di «buttare il pallone in tribuna» (come consigliato) lo stoppò e s’avventurò in una samba folle. Andò bene per centimetri, e la collaborazione di un compagno. L’usanza, che comprende tocchi d’esterno e stop modello brasil, s’è ripetuta con il Bologna, e da lì scattò la punizione del pareggio rossoblù, e con il Palermo (porta spalancata a Pastore e Cavani). Per il futuro, prego attenersi scrupolosamente alle indicazioni dell’allenatore.

Altro comportamento da limitare, i lanci sparati dalle parti di Amauri e Iaquinta: passi come extrema ratio sul pressing, ma come abitudine è di quelle che sopprimono il gioco. Pure questo, Ciro l’ha ripetuto: «Abbiamo alzato troppo il pallone». L’ultimo iscritto all’elenco dei disobbedienti è Diego: attaccato il campionato errante per il campo, ma sempre pronto agli inserimenti offensivi (da cui i gol), ora il brasiliano s’è disperso in mezzo al centrocampo, smistando palloni a cinquanta metri dalla porta. Anche qui Ferrara è stato piuttosto chiaro, senza tanto spazio per le incomprensioni: «Vorrei che Diego puntasse di più la porta, per sfruttare gli spazi aperti di Amauri e Iaquinta». Magari gli sarà più facile farlo dentro al nuovo telaio provato ieri che prevede tre mezze punte (qualche chance anche per Giovinco) alle spalle di un solo attaccante (ieri, Trezeguet). La prova generale del nuovo modulo potrebbe già esserci domani contro il Maccabi Haifa, in una partita che non si può sbagliare. Tutti gli studenti universitari (con tesserino) potranno vedersela in curva, tribuna laterale est, est Tim e parterre est a 5 euro: sarebbe carino dar loro il buon esempio, ascoltando le indicazioni di Ciro.

Credits: La Stampa
Fracassi Enrico – Juvemania.it

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