Derby Juventus-Torino: la chiave tattica | JMania

Derby Juventus-Torino: la chiave tattica

Derby Juventus-Torino: la chiave tattica

Il derby della “Mole” sul palcoscenico del calcio italiano mancava ormai da troppo tempo. Come tutti i derby ci sarà grande rivalità tra le opposte fazioni cittadine e, come tutti i derby, difficile avanzare dei pronostici. Certo la Juve parte favorita per una serie di ragioni. In primo luogo perché presumibilmente avrà la fame giusta …

Il derby della “Mole” sul palcoscenico del calcio italiano mancava ormai da troppo tempo. Come tutti i derby ci sarà grande rivalità tra le opposte fazioni cittadine e, come tutti i derby, difficile avanzare dei pronostici. Certo la Juve parte favorita per una serie di ragioni. In primo luogo perché presumibilmente avrà la fame giusta per scendere in campo e riscattare il ko col Milan. E poi perché si avvicina il rientro di Conte in panchina (previsto per il nove dicembre a Palermo) e perché il tecnico salentino ha messo davvero sotto torchio i suoi dopo la brutta sconfitta con la formazione meneghina. La Juve è, peraltro, superiore tecnicamente ad un Torino che in ogni caso è avversario rognoso, ostico difficile da perforare. D’altra parte, proprio i granata, così come i bianconeri, hanno tanti motivi per fare bene nella stracittadine torinese.

Ventura ironizzava qualche giorno fa su come siano stati pochi i derby giocati negli ultimi tempi. La sua squadra ha tanta voglia di far bene contro i campioni d’Italia, ma il successo pieno manca addirittura dal 1995 quando una doppietta di Ruggiero Rizzitelli stese la Juventus. Indimenticabile poi il 3-3 con annessa straordinaria rimonta granata grazie anche a quell’episodio sul rigore di Maspero e con il bruttissimo penalty a sua volta calciato dallo juventino Salas. Quell’anno fu poi, al ritorno, il derby di Ferrante e Maresca. Toro in vantaggio e ripreso dal un gran colpo di testa di Enzo Maresca che nell’esultare dopo il pari si improvvisò vero toro. E la tattica del derby di domani?

Intanto sarà una partita a scacchi tra due allenatori molto capaci. Ventura è un maestro di calcio, fa giocare alla perfezione le sue squadre (chi non ricorda i fasti di Bari?) e anche quest’anno sta dando davvero un’anima e un’identità precisa al suo Torino. Presumibilmente sarà 4-3-3 contro 3-5-2. Ventura potrebbe coprirsi in mezzo al campo affiancando Vives in mediana a Basha e Gazzi con conseguente panchina per i vari Meggiorini e Sansone. Il punto di forza del Torino è il gioco sugli esterni e la legna in mezzo al campo prodotta dal duo Basha-Gazzi. Cerci e Santana sono imprescindibili nello schema tattico del tecnico genovese. La loro velocità, la loro imprevedibilità, la loro abilità nel dribbling consente al Torino di essere pericoloso in avanti soprattutto quando riesce a ripartire in contropiede (prova ne è la splendida azione che ha portato al goal dell’1-0 di Cerci contro la Fiorentina). Logico che occorrerà bloccare il gioco sulle fasce dei granata provando a tenere bassi Santana e Cerci magari facendoli correre a rinculare in fase difensiva. Darmian e D’Ambrosio (i due terzini) non sono dei fulmini di guerra e dunque sarà compito dei vari Lichsteneir e/o Asamoah o Giaccherini esaltare il gioco a sua volta sulle fasce della Juventus.

La superiorità a centrocampo è chiave di volta di ogni match e lo sarà a maggior ragione in questo derby. Pirlo sarà il baricentro di un gioco che dovrà essere aggressivo fin dal primo minuto, pressing alto e ripartenze letali. Con le dovute proporzioni la Juve deve scendere in campo con la stessa mentalità con la quale è riuscita a travolgere il Chelsea in Champions. Il Torino ha una mentalità coriacea e la fa risaltare in ogni partita e, dunque, proverà a chiudere gli spazi fin dal primo minuto. Potrebbe essere uno zero a zero sulla carta e allora potrebbe anche risolverla la giocata di un campione. Una punizione, un tiro da fuori, un episodio da calcio da fermo. Aspettiamoci una partita forse anche bruttina dal punto di vista tecnico, molto spigolosa, forse anche nervosa dal punto di vista tattico. Conte recupera Chiellini e dovrebbe fare a meno di Vidal (al suo posto Pogba).

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