De Paola: "Juventus, tutti in discussione" | JMania

De Paola: “Juventus, tutti in discussione”

Il fallimento della Juve in Champions non può essere liquidato con un’analisi condizionata dal campiona­to da salvare o da altri traguardi (coppa Italia? Europa League?) da raggiungere. L’avevamo detto a inizio sta­gione, lo ribadiamo adesso: l’uscita dalla principale com­petizione europea, oltre a una mazzata economica, rap­presenta anche una cocente delusione sportiva. Ed è un momento …

melo_diego_amauriIl fallimento della Juve in Champions non può essere liquidato con un’analisi condizionata dal campiona­to da salvare o da altri traguardi (coppa Italia? Europa League?) da raggiungere. L’avevamo detto a inizio sta­gione, lo ribadiamo adesso: l’uscita dalla principale com­petizione europea, oltre a una mazzata economica, rap­presenta anche una cocente delusione sportiva. Ed è un momento terminale della stagione, purtroppo. Urge ca­pirne le cause e trovare le possibili soluzioni.
Cominciamo dalle prime. Abbiamo seguito con grande attenzione l’avventura del debuttante Ciro Ferrara sul­la panchina bianconera, le due partite conclusive dello scorso campionato (determinanti per raggiungere il se­condo posto), la nuova stagione, l’entusiasmo a Pinzolo, le prime amichevoli convincenti poi il campanello d’al­larme contro il Villarreal (4-1). Da allora un inizio trion­fante con quattro vittorie consecutive. I guai iniziano do­po. Con le incertezze in Champions e, a seguire, con quel­le in campionato. Molti cambiamenti tattici (4-3-1-2, 4­2-3-1, 4-4-2 alternati più volte), tanti infortuni (addirit­tura più della scorsa stagione), ma anche una costante mancanza di brillantezza atletica e una allarmante po­chezza di gioco. E vogliamo parlare dei brasiliani? Dovevano garantire il salto di qualità, sono i protagonisti di un salto nel vuo­to. I motivi? Vanno cercati nello spogliatoio. Forse Fer­rara non ha la capacità di farsi comprendere, oppure al­cuni giocatori non mostrano la volontà di capire. E’un grosso problema. In certi casi – e qui siamo alle soluzio­ni – risulta determinante una società che intervenga o con i giocatori o con l’allenatore. Questo al netto dei dubbi su preparazione e infortuni. Lo ripetiamo, pur ricono­scendo a Blanc una certificata qualità manageriale, nel­le Juve si sente la mancanza di un indispensabile referen­te sportivo. Lippi? Non si può aspettare tanto. In questo momento tutto è in discussione.
Dal Blog del direttore di Tuttosport

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