Cobolli Gigli: "Sabato sera vince la Juve" | JMania

Cobolli Gigli: “Sabato sera vince la Juve”

Ovviamente si invitano tutti i fratelli bianconeri a fare gli scongiuri del caso (sgrat sgrat!)… La prima Juventus-Inter senza Cobolli Gigli in versione presi­dente: come si vive questa vigilia, pri­vi della tensione presidenziale? «Con dentro l’adrenalina che dà la pas­sione per la propria squadra: che, mi creda, è rimasta intatta e dunque è tan­ta». Possibilità di vederla …

Giovanni Cobolli GigliOvviamente si invitano tutti i fratelli bianconeri a fare gli scongiuri del caso (sgrat sgrat!)…

La prima Juventus-Inter senza Cobolli Gigli in versione presi­dente: come si vive questa vigilia, pri­vi della tensione presidenziale? «Con dentro l’adrenalina che dà la pas­sione per la propria squadra: che, mi creda, è rimasta intatta e dunque è tan­ta».

Possibilità di vederla allo stadio?
«Nessuna. Non ci sono mai andato, non credo di andarci più. Ma ciò non na­sconde alcun atteggiamento polemico, sia chiarissimo: io sono e resterò tifoso della Juventus, ma lo stadio non imma­gino possa restare un mio luogo di fre­quentazione. Parentesi della mia vita che si è chiusa, vado oltre».

Giudizio secco sull’avversaria.
«L’Inter è una portaerei. Ha valori as­soluti che restano inarrivabili, ma che sono stati avvicinati e possono comun­que esser messi in discussione. Però è indiscutibile che nell’ultimo decennio, gli investimenti abbiano contribuito ad allestire un organico di enorme spesso­re».

Quasi invincibile, quindi?
«Non dico ciò, però. E’ evidente che gli otto punti di vantaggio hanno dilata­to le distanze e che, in caso di sconfit­ta, diventerebbe complicato poter con­tinuare ad avere grandissime speranze di scudetto. Però, mai dire mai. Io ci credo».

Nella vittoria o nello scudetto?
«Cominciamo con il vincere, poi si ve­drà. I campionati si decidono nel giro­ne di ritorno, quando – come dimostra la storia dei campionati – club che sem­brano inarrivabili hanno dilapidato un patrimonio di punti quasi inestimabi­le».

La sua Juventus ha ricostruito – e ve­locemente, felicemente – dalle mace­rie di Calciopoli, ma quanto ancora re­sta da fare per restringere la forbice dall’Inter?
«I Diego, i Felipe Melo, i Cannavaro, i Caceres sono serviti e tanto per ridi­mensionare il gap, ora c’è una struttu­ra ch’è ulteriormente sviluppata. Serve lavoro quotidiano e pazienza, ma nel calcio spesso si va di fretta. L’Inter è un vascello poderoso, però dopodoma­ni sera si può pensare di batterla».

Scelga il personaggio della serata.
«Non vorrei che fosse Balotelli…».

Concetto ampio, par di capire, con al­lusioni extracalcistiche.
«C’è una tendenza crescente che è og­gettiva, negli stadi. Però a me sembra che talvolta i corsi e gli sfottò rappre­sentino il frutto di una violenza verba­le. Però il razzismo va tenuto d’occhio».

Torniamo in campo, allora…
«Protagonisti saranno i calciatori, co­me sempre. Io conto su Del Piero e Diego, il valore aggiunto che sinora non è stato espresso per una serie di accidenti che hanno contribuito a scin­dere la coppia. Abbiamo bisogno del lo­ro estro e del loro talento».

Leggi il resto dell’intervista sull’edizione del Corriere dello Sport-Stadio oggi in edicola

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