Chiarenza: "Vi spiego dove sbaglia Felipe Melo" | JMania

Chiarenza: “Vi spiego dove sbaglia Felipe Melo”

Giunti a questo punto, sono tante le riflessioni da fare in casa Juventus. Non è semplice inquadrare la situazione del club bianconero, ma un ex tecnico, nonché giocatore bianconero, come Vincenzo Chiarenza può darci una mano a capire meglio il momento che stanno vivendo a Torino. Pensava che potesse concludersi così l’avventura in Champions della …

Melo-DiegoGiunti a questo punto, sono tante le riflessioni da fare in casa Juventus. Non è semplice inquadrare la situazione del club bianconero, ma un ex tecnico, nonché giocatore bianconero, come Vincenzo Chiarenza può darci una mano a capire meglio il momento che stanno vivendo a Torino.

Pensava che potesse concludersi così l’avventura in Champions della Juve?
“Personalmente non me l’aspettavo, credevo che Ferrara e il suo staff potessero iniziare un bel progetto che, però, a quanto pare è già morto all’inizio”.

A posteriori considera la vittoria di sabato come una buona prova della Juve o a causa di un’Inter in crisi?
“L’Inter non ha giocato sui livelli delle partite precedenti, la Juventus ha fatto una buona gara e il risultato più giusto forse era il pareggio. Il primo gol dei bianconeri è arrivato in maniera abbastanza particolare, con un rimpallo, e a far la differenza è poi stata la giocata di Marchisio. La partita non è stata bellissima per il pubblico, da entrambe le parti. La Juventus sembrava comunque in crescita, ma col Bayern non c’è stata partita. Hanno giocato male, mentre il Bayern è stato eccezionale”.

E’ possibile che alcuni giocatori non vedano Ferrara come mister?
“Fare l’allenatore dopo pochi anni che hai smesso di giocare porta sempre delle problematiche. Alla luce degli occhi lui pare sia riuscito a gestire bene questo fatto, ma forse non è così. La squadra ha giocato senza gioco, carattere, determinazione e gli uomini chiave hanno fallito la partita. Per Diego e Melo si sono spesi tanti soldi e si pretende molto di più, ma anche da altri. Non penso, però, che i senatori remino contro Ferrara, ma certi giocatori determinanti come Trezeguet e Del Piero non hanno più la corsa di qualche tempo fa. Se poi Diego gioca a metà campo, a ridosso dei difensori, non può fare la differenza ed è stato comprato per giocare negli ultimi venti metri”.

Diego quindi è utilizzato fuori posizione?
“Non è utilizzato nella posizione per cui è stato comprato. Dovrebbe giocare seconda punta o trequartista dietro le due punte, invece non è così e per questo bisognerebbe chiedere a Ferrara”.

Una nota positiva, invece, viene da giovani che lei ha allenato

“Marchisio su tutti. Ai tempi di Deschamps dicevo di far giocare lui, De Ceglie, Lanzafame, ora a Parma, che erano già pronti e ora stanno dimostrando di poter essere giocatori di alto rendimento. Attorno a loro bisogna costruire la squadra”.

In questa situazione ha colpe la dirigenza attuale?

“La dirigenza attuale di colpe certamente ne ha se si falliscono questi appuntamenti. Quando le cose van male, dal magazziniere al presidente, son tutti responsabili secondo me”.

A proposito di Lanzafame, pensa sia stato un errore cederlo?
“Non so se sia ancora della Juventus, almeno in parte, ma è chiaramente un giocatore di prospettiva. E’ una punta con classe, determinazione, fantasia, tecnica ed è in costante crescita a quanto dicono da Parma. Criscito pure sta facendo bene, se dovessi fare una squadra con i miei ex ragazzini verrebbe certamente una squadra da media A”.

Su Criscito qualche colpa ce l’ha anche Ranieri?
“Ce l’ha Ranieri, ma anche i giornalisti. Alla prima partita così così con la Roma è stato massacrato e non è giusto per un giovane. Lì l’allenatore doveva andare avanti con lui se ci credeva, anche se il suo ruolo è di esterno e non centrale”.

Se lei fosse Lippi porterebbe Criscito e Marchisio in Nazionale?
“Sicuramente, gli farei fare anche i titolari perché sono giovani validi, di prospettiva e già adesso fanno la differenza nelle loro squadre. Hanno personalità da vendere”.

Pensa che la Juventus, con le cessioni di Marchionni e Zanetti, abbia perso qualcosa a centrocampo?

“Soprattutto sulle fasce laterali, l’ho sempre detto fin dall’inizio. Questa squadra è stata costruita per giocare con il rombo a centrocampo e di esterni ci sono solo Camoranesi e De Ceglie, che ultimamente non sta giocando. I cambi sulle fasce mancano e lì ci sono stati i problemi maggiori. Quando vengono attaccati sugli esterni a volte il difensore si trova in inferiorità numerica e lì la squadra patisce”.

Il non utilizzo di De Ceglie è un’altra colpa di Ferrara?

“I giocatori non li alleno e non li vedo in settimana, ma De Ceglie è un carro armato e farebbe bene in qualsiasi squadra”.

Giovinco è stato bersagliato, tanto da aver detto che se si chiamasse con un nome brasiliano non sarebbe così. Lei cosa ne pensa?
“Giovinco quando ha giocato ha fatto la differenza e va saputo utilizzare. E’ una punta esterna o può giocare dietro le punte. Sull’uno contro uno è devastante, supera sempre l’uomo e mette in difficoltà gli avversari. Io lo farei giocare sempre”.

Invece si dà spazio a giocatori come Amauri che, al momento, non fa la differenza
“E’ fuori forma come quasi tutti i giocatori della Juventus. Le altre squadre vanno a mille all’ora e la Juventus a cento per fare una proporzione. Questo è molto negativo nel calcio di adesso dove, se non corri più degli altri, non prendi mai la palla. Anche martedì Trezeguet e Del Piero non l’hanno mai presa”.

Demerito della Juve più che meriti del Bayern?
“Il Bayern ha giocato a calcio e credo che i tifosi del Bayern si siano divertiti. Quando giochi bene c’è anche l’altra squadra non in forma, ma tanto di cappello”.

Si parla di giocatori come Schelotto e Verratti per il mercato. Li considera già pronti?
“Vedendoli così mi sembra di sì, ma bisogna vedere nel dettaglio. Non è facile fare gli acquisti per una grande, la maglia della Juventus pesa molto e non servono buone caratteristiche tecniche, ma tanta personalità e determinazione”.

A questo proposito le continue critiche su Melo possono distrarlo?
“Dipende dal suo equilibrio interiore. Giocando in quel ruolo lui non sta facendo le cose per bene: la tocca troppo, non gioca di prima, non verticalizza e perde spesso la palla in zone di campo dove non dovrebbe. Può darsi che la valutazione così alta possa avergli creato qualche problema”.

A Firenze giocava anche diversamente
“Giocando come fa la Juventus se lui perde quei palloni diventa letale per la squadra. Si può cambiare per l’ennesima volta modulo, ma finora Ferrara non è riuscito a dare un’identità alla squadra”.

A questo punto Ferrara rischia?
“Non si era mai verificato che un allenatore come Ranieri fosse esonerato a due giornate dalla fine alla Juventus, perciò tutto può succedere. In giro ci sono allenatori importanti, come Mancini ad esempio, e basta scegliere, ma non so se la Juventus possa decidere di fare questo passo ora”.

Vede un posto per Lippi il prossimo anno?
“Dipende da come andranno i Mondiali e dai progetti della famiglia Agnelli”.

La ricetta per uscire da questo momento?
“Devono pedalare più delle altre sotto l’aspetto fisico, poi le qualità tecniche ci sono. Non dico che non si allenano bene, ma devono correre di più ed essere più determinati degli avversari per uscire da questa situazione. Inoltre devono puntare sui giovani perché stanno facendo la differenza”.
(Credits: TMW)

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