Calciopoli e la "famosa" Juventus-Parma (1-1) del 06-01-2005 | JMania

Calciopoli e la “famosa” Juventus-Parma (1-1) del 06-01-2005

Premessa: trovate l’articolo completo con gli audio e i documenti nel blog dell’Uccellino di Del Piero, dell’amico Antonio Corsa. Quello di seguito è solo un esempio di come anche le informative dei Carabinieri possano essere oggetto di contestazione, nel merito. Ci fingiamo per un giorno avvocati difensori, per provare a dimostrare come non si possa …

Massimo De SantisPremessa: trovate l’articolo completo con gli audio e i documenti nel blog dell’Uccellino di Del Piero, dell’amico Antonio Corsa.

Quello di seguito è solo un esempio di come anche le informative dei Carabinieri possano essere oggetto di contestazione, nel merito. Ci fingiamo per un giorno avvocati difensori, per provare a dimostrare come non si possa fare affidamento solo su alcune telefonate trascritte, avendo invece gli inquirenti dovuto riscontrare le stesse, senza che assumessero – per il solo fatto di esistere – valenza probatoria. Perchè il mondo del calcio è pieno di giochi di potere, di interessi, di millantatori, di bugie, di politica. Come tutta l’Italia, del resto. Analizziamo in questo dossier il “caso De Santis” relativo a Parma-Juve del 2005. La partita non è oggetto di un capo d’imputazione specifico (lo è la partita precedente del Parma dove vengono ammoniti i diffidati Pisanu e Contini: avessi detto Zambrotta e Cannavaro..), ma viene usata dai Carabinieri per dimostrare la vicinanza di De Santis a Moggi e alla Cupola, con quest’ultimo che lo protegge anche in caso di errore. Cominciamo perciò il lungo viaggio all’interno dell’informativa (ci si baserà solo sulla teoria accusatoria, cercando di “smontarla”), iniziando dalla prima telefonata “attenzionata” da Auricchio & co., datata 5 gennaio, vigilia del match.

TELEFONATA BOSCHI-LANESE DEL 5 GENNAIO (ORE 10,52)

L’analisi dei Carabinieri inizia esaminando una telefonata intercettata tra Alberto Boschi, osservatore arbitrale designato da Bergamo per giudicare De Santis in Parma-Juventus, e Tullio Lanese, suo superiore e presidente dell’AIA. Come vi dimostreremo, ci sono sempre due modi diversi di “leggere” le telefonate, e di interpretarle. Di seguito, in rosso, vi riporto quella dei Carabinieri, poi le mie osservazioni.

Il 5 gennaio u.s. alle ore 10,52 (vds prog. 38614 utenza 335/75…. in uso a Tullio LANESE) il LANESE viene chiamato dall’utenza 335/72525.., risultata intestata alla FIGC ed in uso, cosi come potuto rilevare dalle successive telefonate a tale Alberto BOSCHI, responsabile del settore tecnico dell’AIA e osservatore della sezione di Parma. Proprio quest’ultimo si lamenta con il LANESE relativamente alla situazione ambientale tesa, creatasi a seguito della designazione dell’arbitro DE SANTIS per la partita Parma-Juventus del 06 gennaio u.s.. In particolare, BOSCHI fa riferimento proprio a DE SANTIS criticandolo per aver indossato in alcune foto pubblicate sulla Gazzetta dello Sport nel corso di un intervista, la divisa arbitrale con lo sponsor della Puma e non quello ufficiale degli arbitri che risulta essere la Diadora; BOSCHI continua nelle sue lamentele tanto che il LANESE gli consiglia “…e mai io non ci andrei, io gli direi di mandare un altro, glielo dici chiaramente c’è una forte contestazione e oh ! Non ho capito…” ed il BOSCHI replica “…comunque, comunque o ascolta, si poteva benissimo evitare di mandarlo…” trovando d’accordo il suo interlocutore che verosimilmente riferendosi alla posizione delicata ricoperta da BOSCHI che è osservatore della squadra della sua stessa città, aggiunge anche “…e ma questa è questi non ci pensano, se ne sbattono i coglioni, questi..pensa importante è che sistemano a GUIDI (ndr Alessandro GUIDI Alessandro osservatore della sezione AIA di Bologna) e quell’altro di Livorno (verosimilmente Stefano LUCARELLI osservatore della sezione AIA di Livorno)…”. A tal punto BOSCHI interrompe il suo interlocutore, precisandogli “…poteva evitare di mandare anche DE SANTIS li voglio dire, tra l’altro mi ha chiamato poi BERGAMO ieri sera…” ed il LANESE alquanto sorpreso chiede cosa volesse ed il suo interlocutore precisa “…sai ha detto è delicata, bisogna stare attenti…- inc – …poi facciamo il 50% per uno !…”.

Testo Integrale della telefonata prog. 38614 del 05.01.05 utenza 335/75…. Tullio Lanese

……..Omissi…… Nella prima parte della telefonata Lanese e Boschi discutono ed esprimono le proprie idee in merito all’ipotesi di mettere un arbitro dietro la porta.

BOSCHI ALBERTO: Ascolta, ascolta, qui sta succedendo un casino
LANESE TULLIO: Cioè?
BOSCHI ALBERTO: Allucinante per la partita di domani
LANESE TULLIO: E ma io lo immagino
BOSCHI ALBERTO: Questo ha fatto poi anche un’intervista con la Puma
LANESE TULLIO: Si lo so lo so
BOSCHI ALBERTO: Senti il sponsor della Juventus?
LANESE TULLIO: Come?….inc…lo sponsor della Juventus?
BOSCHI ALBERTO: E non so se c’è la Juventus o chi
LANESE TULLIO: No no mi pare Nike, Nike,
BOSCHI ALBERTO: O Nike vabbè, vabbè…
LANESE TULLIO: No, l’Italia è lo sponsor eeee la Puma è lo sponsor dell’Italia……inc….
BOSCHI ALBERTO: Domani domani mi faccio il segno della croce
LANESE TULLIO: E ma io non ci andrei, io gli direi di mandare un altro, glielo dici chiaramente c’è una forte contestazione e oh! Non ho capito
BOSCHI ALBERTO: Comunque comunque o ascolta, si poteva benissimo evitare di mandarlo
LANESE TULLIO: E ma questa questi non ci pensano, se ne sbattono i coglioni, questi…pensa importante è che sistemano a Guidi e a quell’altro di Livorno ……
BOSCHI ALBERTO: Poteva evitare di mandare anche De Santis lì voglio dire, tra l’altro mi ha chiamato poi Bergamo ieri sera
LANESE TULLIO: Ah ah, Che voleva?
BOSCHI ALBERTO: Sai ha detto è delicata, bisogna stare attenti ….inc….poi facciamo il 50% per uno!
LANESE TULLIO: È’ una testa di cazzo.
BOSCHI ALBERTO: Comunque guarda speriamo che vadano a litigà davvero così almeno
LANESE TULLIO: Tanto sono in lite, sono in lite te lo confermo io
BOSCHI ALBERTO: E lo so lo so, ascolta io poi chiamo Piero per quel programma ….
LANESE TULLIO: Si si si si
BOSCHI ALBERTO: Va bene
LANESE TULLIO: Va bene
BOSCHI ALBERTO: ok ciao ciao ciao
LANESE TULLIO: Ciao

Se uno si limitasse a leggere il compendio dei Carabinieri senza avere ricordi di quel campionato specifico, sarebbe portato a pensare che, come ci vogliono far credere gli inquirenti, tutto il mondo del calcio fosse preoccupato senza altre ragioni per quella designazione esclusivamente per la “Juventinità” di De Santis, tanto è vero che, non la cito integralmente per ragioni di opportunità, subito prima di questa, il team del Col. Auricchio fa menzione di una telefonata Cellino-Ghirelli dove il primo definisce “juventino” l’arbitro di Tivoli in uno sfogo. Il lettore è perciò forzatamente portato a credere lo stesso anche in riferimento ai soggetti di questa telefonata. In realtà, la cosa che non viene evidenziata e che invece è importante, è che ci si riferisce ad un episodio specifico, e cioè al fatto che, cinque anni prima, sempre  col Parma, il De Santis si rese involontario protagonista di uno degli errori più famosi e “discussi” della storia del calcio recente, ovvero il fischio per fallo di confusione, che effettivamente non c’era, su un corner (inesistente) battuto dal Parma con Cannavaro che realizza indisturbato su colpo di testa. Lo ricorderete tutti. Anche se fu ininfluente per la vittoria finale dello Scudetto (che non vinse la Juventus), per molti – compreso il GUP De Gregorio (cfr: sentenza Giraudo) – quell’episodio certificò la nascita del binomio De Santis-Moggi e dell’alterazione dei campionati (alterava anche quelli persi) di quest’ultimo.

L’inopportunità è perciò multipla: di Boschi, perché – nonostante fosse di Parma – venne designato da Bergamo per osservare un match del Parma così delicato; di De Santis, perché tornava ad arbitrare quel match cinque anni dopo in una partita che ovviamente era stata annunciata da tutti i media come “il ritorno” del fischietto romano a Parma, ovviamente con l’errore di cinque anni prima mandato in rotazione su tutti i telegiornali.

Come vedremo in seguito, e a conferma di ciò, il Boschi giustifica totalmente De Santis, prendendosela esclusivamente con i designatori per la scelta dell’ex internazionale di Tivoli (scelta che, è bene però ribadirla perchè questo fatto molti, compreso Boschi, tendono a dimenticarlo, era affidata ad un sorteggio). Ne esce fuori perciò un quadro diverso da quello presunto dai Carabinieri. Tutti si è preoccupati per il precedente di De Santis, e per il fatto che non potesse essere sereno per la paura di sbagliare (aggiungiamo noi, e ne avremo conferma in seguito: soprattutto a favore della Juventus). Non è una questione di “juventinità” o meno del direttore di gara, ma di situazione psicologica difficile, come il Boschi scriverà addirittura nel suo rapporto di valutazione dell’arbitro.

Ciò nonostante, cioè nonostante la giustificazione reale alle preoccupazioni dovute ad un “precedente”, si aggiunge poi anche, probabilmente, una serie di pregiudizi sull’arbitro. Commentando infatti una disattenzione dell’ex fischietto internazionale che fece discutere molto in FIGC (la spieghiamo: indossò una divisa Puma invece che la consueta Diadora, sponsor ufficiale unico degli arbitri, in una foto pubblicata da La Gazzetta dello Sport), il Boschi si lascia scappare una malignità gratuita, chiedendo se la Puma fosse lo sponsor della Juventus (non lo era, essendo come sappiamo bene noi tifosi la Nike, ed essendo la Puma lo sponsor tecnico della Nazionale di calcio).

Ciò premesso, passiamo alle contestazioni “vere”: emerge infatti un altro aspetto indicativo dalla telefonata, che probabilmente ci servirà per inquadrare meglio l’attendibilità di Alberto Boschi. Ad un certo punto viene menzionata dall’osservatore una telefonata ricevuta da Paolo Bergamo la sera prima, e si fa riferimento ad una frase molto sospetta – riportata giustamente dai Carabinieri che ne danno enfasi – che il designatore avrebbe pronunciato al Boschi: “poi facciamo il 50% per uno!”.

Grazie all’ottimo lavoro di Nicola Penta, oggi siamo in grado di smentire Boschi: la sera prima vi furono infatti 4 contatti tra Boschi e Bergamo, e tutti e quattro in questa direzione. Fu perciò il Boschi, e non Bergamo, a telefonare e, nell’ultimo dei quattro tentativi, a parlare col designatore (i “contatti” comprendono anche telefonate non andate a buon fine). Prima bugia, perciò, che si somma alla malignità precedente del Boschi e alla decisiva omissione dei Carabinieri che non fanno menzione del Parma-Juventus del 2000. Ma c’è di più: come possiamo dimostrare pubblicando l’audio originale di quella telefonata, Bergamo non fece affatto menzione di un 50%.

Boschi, perciò, esce da questa telefonata con un una malignità gratuita e con due bugie. Come vedete, anche le informative dei Carabinieri possono essere contestate, e non vanno mai prese per testi sacri.

Riporto i passaggi della telefonata (si capisce perchè) ignorata dai Carabinieri:

“Quando e se avete bisogno di me non preoccupatevi più della distanza eh, voglio dire..”, dice Boschi (facendo riferimento ad impedimenti precedenti). “No va bè ma sai c’avevamo questa occasione che la gara è delicata.. c’è De Santis che lo sai.. che c’ha avuto dei precedenti con il Parma.. quindi avevamo piacere che questa gara te la vedessi te..”, gli risponde Bergamo (Boschi era, come abbiamo letto dall’informativa, responsabile del settore tecnico dell’AIA, e quindi persona molto competente e adatta per una partita così delicata: si ha piacere insomma che la gara la vedesse il più preparato). Boschi allora chiede conferme: “Ascolta, a me non mi ha chiamato nessuno! Io non so neanche dove devo andare!”; conferme che arrivano da Bergamo: “Eh, perché non ce l’hanno ancora fatta a chiamarti, comunque te vai a vedere Parma-Juventus..”. Boschi reagisce bene, e ripete: “Va bene, ma però Paolo ti voglio dire: voi siete stati gentilissimi, però adesso io posso andare da qualsiasi parte, eh”. A questo punto Bergamo risponde comprendendo la richiesta: “Ah! Ah! Non ti preoccupare..”, e poi aggiunge “Comunque per domenica (giovedì, ndr), siccome abbiamo avuto una giornata convulsa perché gli assistenti..”. Boschi lo interrompe: “Si ma vai tranquillo..”, e Bergamo continua “andiamo.. cioè siamo qui con gli assistenti.. comunque.. te vai a vedere Parma-Juventus, va bo’?”. La risposta di Boschi è: “Ok, va bene, non ti preoccupare”.

Se i Carabinieri avessero attenzionato anche questa telefonata e non solo quella “di comodo” al loro teorema accusatorio, non avrebbero potuto riportare il presunto condizionamento di Bergamo, mai avvenuto. E, senza il lavoro certosino delle difese, e di Nicola Penta in particolare, non si sarebbe potuta fare emergere la verità.

TELEFONATA BOSCHI-LANESE DEL 5 GENNAIO ORE (12,49)

Andiamo avanti: una seconda telefonata è “attenzionata” (cit.) dai Carabinieri, ed intercorre tra gli stessi protagonisti. Boschi riferisce alla vigilia del match di essere stato chiamato da Oreste Cinquini, direttore sportivo del Parma, il quale gli chiedeva garanzie e spiegazioni.

Sempre lo stesso giorno alle ore 12,49 (vds prog. 38742 utenza 335/75…. in uso a Tullio LANESE) interviene una nuova conversazione tra il BOSCHI ed il LANESE. In particolare, l’osservatore informa il suo interlocutore che: “…poi mi ha chiamato Cinquini (Oreste CINQUINI direttore sportivo del Parma Calcio ndr) …” e proseguendo illustra il discorso fattogli da quest’ultimo “…sa la volevo conoscere … – inc – … l ’unica cosa che chiedevo è di farsi garante, insomma, che non ci trattino male … – inc – … io adesso le parlo dell’AIA. L’AIA è un’associazione cristallina con il presidente cristallino, e su questo lei…- inc – …tranquillo. Per quanto riguarda le designazioni, ce n’è un altro, io son di Parma … – inc – …per cui questo è tutto quello che succede … – inc – … lei non può capire bene …no, no io … – inc – … mi batterò con voi se siete d’accordo… – inc – … questo è un nostro problema…”, aggiungendo prima di concludere anche “…a parte che gli volevo dire altre cose…” venendo interrotto dal LANESE che sconsigliandolo nel procedere nel suo proposito, replica “…vabbè, meglio evitare, tengo uno nuovo è meglio non dirgli niente…”.

Testo Integrale della telefonata prog. 38742 del 05.01.05 utenza 335/75…. Lanese Tullio

……..Omissi…… Nella prima parte della telefonata Lanese e Boschi parlano di una bandiera elettronica che vorrebbe portare in Federazione.

BOSCHI ALBERTO: Poi, mi ha chiamato Cinquini,
LANESE TULLIO: Ah!
BOSCHI ALBERTO: Sovrapposizione di voci
LANESE TULLIO: Si si lo so
BOSCHI ALBERTO: Sa, la volevo conoscere …inc… l’unica cosa che chiedevo è di farsi garante, insomma, che non ci trattino male …..inc…. io adesso le parlo dell’AIA. L’AIA è un’associazione cristallina con il presidente cristallino, e su questo lei…inc…tranquillo. Per quanto riguarda le designazioni, ce n’è un altro, io son di Parma ….inc… per cui questo è tutto quello che succede …inc… lei non può capire bene …..no no io …inc….mi batterò con voi se siete d’accordo ….inc….questo è un nostro problema
LANESE TULLIO: Sovrapposizione di voci…..
BOSCHI ALBERTO: A parte che gli volevo dire altre cose…
LANESE TULLIO: Vabè, meglio evitare, tengo uno nuovo è meglio non dirgli niente
BOSCHI ALBERTO: No no io gli ho detto solamente ….
LANESE TULLIO: Si si tanto ho capito…..leggiti sta cosa e ti richiamo dopo
BOSCHI ALBERTO: Va bene ciao
LANESE TULLIO: Ciao

Ad essere sinceri, non si capisce bene la valenza “accusatoria” di questa telefonata, specie in relazione al rapporto De Santis-Juventus. Quello che appare è infatti, semmai, un tentativo da parte del Parma di approcciare a Boschi e, più in generale, all’AIA di Lanese per tramite Boschi. Il Parma si mostra “vicino” al presidente (Lanese, ndr), pronto a combattere battaglie assieme. Vi faccio notare inoltre una risposta di Lanese: “Vabè, meglio evitare, tengo uno nuovo è meglio non dirgli niente”. La capiremo probabilmente continuando nell’analisi, e analizzando proprio i rapporti tra i due.

Vi riporto un’altra telefonata, cortesia di Nicola Penta, avvenuta sempre lo stesso giorno alle 14,22, cioè poco dopo.

“Ho qui di fianco a me la Francesca (presumibilmente Tanzi, ndr) incazzata nera”, “è una vergogna”, “è come il discorso che mi ha fatto stamattina Cinquini..”.. Oltre alla vicinanza accertata con Cinquini, perciò, ne emerge una con la Tanzi. Che si ripete anche nei mesi successivi.

Il 28 maggio 2005 alle 18:43, infatti, Alberto Boschi si rivolge a Tullio Lanese mostrando quasi un atteggiamento di riverenza: “No, ti ho sentito un po’ giù prima e quando ti sento così io non sto mica tanto bene, ricordatelo! Perché… ti ripeto un’altra cosa: io quello che posso fare per te.. lo faccio, hai capito? Anche a buttarmi dentro al fosso. Per cui quando ti sento così non sto molto bene. Tu sai sempre che se io combino qualcosa che non va me lo devi dire. Ne ho parlato prima con la Francesca.. (presumibilmente Tanzi, ndr)”, e dentro ancora riferimenti al Parma!

Tra l’altro l’atteggiamento di Boschi è spiegabile con un’altra telefonata, l’ultima che usiamo a supporto in questo spazio limitato (ci sono decine e decine di telefonate tra i due “attenzionate” – come direbbe Auricchio – da Nicola Penta). Nella telefonata del 7 maggio 2005 delle 12:04, Alberto Boschi si lamenta con Tullio Lanese per una telefonata ricevuta da Paolo Bergamo che lo rimprovera (così almeno sostiene Boschi) di non essere presente ad un raduno a Coverciano. Lo accusa di avere un tono gelido, e aggiunge: “Perché questi qui ormai sono un po’ alla deriva, secondo me”. Seguito da un “Comunque oh, possono anda’ a fanculo!”, che sembra – almeno a parere di chi scrive – più una frase per compiacere Lanese che altro. Lanese, sentite le lamentele, risponde: “Sisi ma lasciamolo stare, ragazzi (notate l’uso del plurale. Qui parla perciò il presidente dell’A.I.A., che si schiera apertamente contro i designatori e si rivolge alle persone che di loro si lamentano, Boschi in testa)”. I toni di Lanese sono rassicuranti “Lascialo perdere”. Tanto da potersi permettere un affondo micidiale: “Tanto questo si deve aspettare per un paio di mesi.. che sia uno che tenterà di creare casino con tutti. Fino a quando poi, se non viene nominato (confermato, ndr), si metterà nella sua stalla e morirà. Perché io lo farò morire”. E ancora “Lasciamolo perdere, andiamo avanti tranquilli”, alle nuove lamentele di Boschi.

Notare che Lanese dovrebbe essere un sodale dei designatori e della Cupola, un uomo di fiducia. Evidentemente mal riposta, ma questa è un’altra storia…

TELEFONATA DE SANTIS-SUO AMICO DEL 6 GENNAIO (ORE 20,05)

Torniamo all’informativa. La successiva telefonata intercettata usata dai Carabinieri intercorre tra l’arbitro Massimo De Santis e un suo amico, alla sera dopo la partita. Non vi è alcun “tabellino” della partita, alcun riferimento, alcuna analisi, alcuna moviola. Chi legge il testo, perciò, è portato a direttamente a dare credito alle telefonate, senza una analisi oggettiva (che faremo noi, citando fonti esterne) del match.

Torniamo però prima alla telefonata: i due parlano della partita. Leggiamo l’informativa e poi la trascrizione.

Il 6 gennaio u.s. alle ore 20,05 (vds prog. 4575 utenza 392/07…in uso a Massimo DE SANTIS) il DE SANTIS parla con uomo in corso di identificazione e mentre commentano la giornata di campionato, fanno riferimento anche all’incontro Parma-Juventus diretto proprio dal DE SANTIS; l’uomo informa il DE SANTIS che CAPELLO (ndr Fabio CAPELLO allenatore della Juventus) si è lamentato, nel corso delle interviste post-partita, di un rigore non concesso alla squadra da lui allenata. DE SANTIS sul punto replica che tale comportamento era dovuto, aggiungendo “…no ma difatti, difatti è venuto so venuti MOGGI e GIRAUDO nello spogliatoio, m’ha detto guarda te non la potevi vede’ , a Piero (ndr FARNETI P. Giuseppe assistente dell’incontro) gli hanno detto te come fai a non vede la…<<>>…la prossima volta te regalamo un paio de’ occhiali gli ha detto…”, e ancora aggiunge dovizie sul suo dialogo “privato” avuto con MOGGI negli spogliatoi “…poi a me, stavamo da soli, m’ha detto guarda te posso di per quanto te riguarda ti diciamo pure che hai fatto bene a non darlo perché…<<>>…perché dice se tu lo davi, lo davi pur non avendo visto niente…<<>>…perché tu non potevi vede’ niente…”. I due poi proseguono commentando gli altri episodi dell’incontro.

Testo Integrale della telefonata prog. 4575 del 06.01.05 utenza 392/07…De Santis Massimo

……..Omissis…… si trascrive solo la parte della telefonata che va dal minuto 2,55 al minuto 4,07 circa. La prima parte della telefonata e l’ultima sono ininfluenti. Massimo De Santis riceve una telefonata da un Uomo con il quale discute dell’episodio del rigore “non dato” alla Juve, nell’incontro Parma-Juventus.

UOMO: Ci hanno detto che Capello, nell’intervista, si è lamentato per questooo
DE SANTIS MASSIMO: Episodio?
UOMO: Episodio, si
DE SANTIS MASSIMO: Vabbè loro lo dovevano fa per forza, oh!
UOMO: E vabbè però
DE SANTIS MASSIMO: D’altra parte dopo….
UOMO: Non si può però mica cercare di spremere
DE SANTIS MASSIMO: No ma difatti difatti è venuto so venuti Moggi e Giraudo nello spogliatoio, m’ha detto guarda te non la potevi vedè, a Piero gli hanno detto te come fai a non vedella
UOMO: Ride……
DE SANTIS MASSIMO: La prossima volta te regalamo un paio de occhiali gli ha detto
UOMO: Ecco appo…..ride…. appunto appunto no ma la….
DE SANTIS MASSIMO: Poi a me, stavamo da soli, m’ha detto guarda te posso di per quanto te riguarda ti diciamo pure che hai fatto bene a non darlo perché…
UOMO: Si perché poi avrebbe …un bordello poi….
DE SANTIS MASSIMO: Perché dice se tu lo davi, lo davi pur non avendo visto niente …..
UOMO: Certo
DE SANTIS MASSIMO: Perché tu non potevi vedè niente
UOMO: So d’accordo so d’accordo
DE SANTIS MASSIMO: Dice, se te lo dava l’assistente…
UOMO: No ma poi lì Montero ha fatto quell’altra cazzata
DE SANTIS MASSIMO: Ma l’hai visto che cazzo a combinato? No ma poi aspetta, non solo ha lisciato la palla è riuscito pure, è riuscito pure a buttà giù coso…… Zambrotta…

…..Omissis…. Nella parte successiva alla trascrizione, interviene, nella telefonata, anche tale Matteo con il quale commenta l’espulsione di Nesta e altri episodi di altre partite.

Per gli inquirenti questa telefonata dimostrerebbe la benevolenza di Moggi nei confronti di De Santis, protetto e perdonato anche in caso di errore in virtù della loro amicizia/collaborazione.

Qui allora siamo costretti a fermarci un attimo, e a ricordare cosa successe in quella partita. Non anticipiamo molto (ci torneremo dopo con documenti importanti), ma restiamo all’episodio di cui si fa menzione nella telefonata: al 37° del p.t., il difensore del Parma Bovo devia la palla di mano in area di rigore. Il braccio è molto largo e, a termini di regolamento, si tratta di un calcio di rigore per la Juventus.

A testimonianza di ciò riporto, a differenza dei Carabinieri, le moviole di quel match effettuate da La Gazzetta dello Sport e da La Repubblica, i due giornali più consultati dagli inquirenti (evidentemente però solo quando conviene…).

Così scrisse La Gazzetta dello Sport:

Nel primo tempo Del Piero chiede un rigore indicando un fallo di mano di Bovo. Ha ragione: il tocco c’ è e il braccio è allargato.

Così invece scrissero i colleghi di La Repubblica:

Torna De Santis ad arbitrare una sfida fra Parma e Juventus dopo le polemiche del maggio 2000: ma stavolta l’ arbitro romano, fra i candidati ai Mondiali 2006, sbaglia a svantaggio della Juve (non aiutato dall’ assistente). Perché il mani di Bovo su Del Piero non sembra affatto involontario e devia chiaramente la traiettoria del pallone.

Alcune considerazioni. La prima: non si fa nemmeno in questo caso menzione del “precedente” di cinque anni prima, ed evidentemente lo si fa scientemente. Cambia infatti l’intera lettura della telefonata. Moggi sostiene infatti che se De Santis – che era coperto e non potè vedere direttamente il tocco di mano di Bovo in area di rigore – avesse fischiato a favore della Juventus pur non avendolo potuto vedere, sarebbe scoppiato il finimondo (sospetti a non finire). Ricordando appunto “il precedente”, che pesava tantissimo sulla partita. Non è perciò una giustificazione all’amico/sodale, ma è un riferimento esplicito e preciso ad una situazione che avrebbe creato un polverone contro la Juventus. Moggi difende perciò la Juventus, non De Santis. E dice che per il loro bene è stato addirittura meglio così: meglio un non fischio che un fischio di De Santis coperto. Tanto è vero che dice che, se la segnalazione del tocco di mani fosse giunta dall’assistente, allora sarebbe stato diverso. Ed è comunque molto arrabbiato. Ed è esattamente per questa ragione che il Moggi si arrabbia con Farneti.

Come vedete è una lettura opposta. Ancora una volta sono i particolari (e le omissioni) a fare la differenza.

A sostegno di ciò vi sono anche delle importanti telefonate, che probabilmente avrete già ascoltato, tra Luciano Moggi e Giorgio Tosatti, datata aprile 2010. Vi riportiamo alcuni passaggi, citati anche dall’avv. Gallinelli (difesa De Santis) in tribunale durante il controesame del Col. Auricchio:

MOGGI LUCIANO: “Ma ci fosse un cane (riferito alla stampa di Torino, ndr) che ha detto che quest’arbitro (De Santis, ndr) se perdiamo lo Scudetto è lui uno dei responsabili perchè ha sbagliato a Palermo, a Parma, ha sbagliato ieri sera (contro l’Inter, ndr)… 6 punti! Nessuno l’ha detto..”
TOSATTI GIORGIO: “Non gliene frega un cazzo! Ma non solo.. Quella merda di Ansaldo dice “Eh, può succedere persino che il portafortuna De Santis stasera non sia un portafortuna: ma cazzo ma non ti sei accorto che a Palermo e a Parma ti è venuto in culo?”
MOGGI LUCIANO: “Guarda, è una cosa vergognosa!”

MOGGI LUCIANO: “De Santis ha proprio rotto i coglioni, ha rotto!”
TOSATTI GIORGIO: “Ormai gli arbitri ti pisciano addosso a te…”.
MOGGI LUCIANO: “Oggi ci è proprio contro alla grande”.
TOSATTI GIORGIO: “Ho detto in federazione: avete fatto apposta a mandare De Santis, perché vada nel sedere alla Juve”.
MOGGI LUCIANO: “e già, e questo quest’anno ci costa tra Palermo, Parma e questa qui (Juve-Inter, ndr), ci costa tranquillamente sei punti, è una cosa incredibile guarda”.

MOGGI LUCIANO: “(De Santis, ndr) E’ un figlio di puttana”
TOSATTI GIORGIO: “Sì, ma proprio alla grande”.
MOGGI LUCIANO: “Ci ha creato un sacco di difficoltà, se noi perdiamo il campionato uno degli artefici è lui! Perché c’ha dato troppo contro: a Palermo non c’ha dato un rigore, a Parma c’era rigore e non ce l’ha dato, oggi deva cacciare Cordoba e non lo caccia!”
TOSATTI GIORGIO: “Ed il rigore su Nedved? Non lo dà”
MOGGI LUCIANO: “E’ un casino”.
TOSATTI GIORGIO: “Non vede il fallo di Mihajlovic su Ibrahimovic”
MOGGI LUCIANO: “Non l’ho neppure salutato, non mi va di parlarci, manco l’ho cagato… Ha beccato tutti i giocatori diffidati”

Come vedete, Moggi si arrabbiò, e si arrabbiò così tanto che anche ad oltre quattro mesi di distanza ancora non gli scende giù l’arbitraggio. Bastava riportare anche questa telefonata…

Curiosità finale, infine, sull’ultima parte del dialogo della telefonata di De Santis con l’amico: per chi non lo ricordasse – ed è a questo che De Santis fa riferimento – il gol del Parma, nel finale, avvenne su controllo di Marchionni, appena entrato, che con un pallonettò saltò due difensori bianconeri: Montero, in particolare, andò a franare contro Zambrotta, procurandogli un infortunio, e questo spianò la strada al tornante gialloblu che prima si fece respingere una sassata da Buffon, e poi insaccò su respinta.

TELEFONATA LANESE-BOSCHI DEL 7 GENNAIO (ORE 10,36)

La penultima telefonata “attenzionata” con riguardo a Parma-Juventus è quella fra Lanese e Boschi, con quest’ultimo che racconta come ha giudicato l’arbitraggio di De Santis e cosa gli ha detto nel colloquio post-partita. Per il team del Colonnello Auricchio questa telefonata ha una doppia valenza: certifica l’arbitraggio pro-Juventus di De Santis, e conferma l’illecito dialogo “privato” avvenuto nello spogliatoio tra la terna arbitrale e Luciano Moggi. Cito l’informativa.

Il 7 gennaio u.s. alle ore 10,36 (vds prog. 39179 utenza 335/75…. in uso a Tullio LANESE) viene intercettata una nuova conversazione tra LANESE e l’osservatore BOSCHI avente quale argomento sempre l’incontro Parma-Juventus; l’osservatore alla richiesta del suo interlocutore di come si fosse svolto il predetto incontro, risponde ponendo soprattutto l’accento sul comportamento “protettivo” tenuto da DE SANTIS nei confronti dei calciatori della Juventus, citando anche alcuni episodi in cui non ha sanzionato alcuni gravi falli commessi dai calciatori juventini: “…ma come è andata io ho parlato con loro, io a parte l ’episodio del rigore o meno, che era difficile da vedere, per cui ….inc… di Del Piero come del resto io e l’assistente, su quello non voglio neanche discutere perché lo assolvo, ma è una questione generale ragazzi. Io glielo ho detto non si può mica comunque è un arbitro internazionale, prima di tutto, gli ho detto, per un ammonito … – inc – …nei denti, con Bergamo e con Pairetto, te lo dico, che.. – inc – …per ammonire un giocatore del la Juventus uno di debba da’ una coltellata altrimenti non ammonisce è. Dopo venti minuti, Zebina ha fatto il classico fallo da tergo proprio una randellata dietro, niente……inc…..e Montero esce fuori dall’area per fare un fallo tattico a tre quarti di campo buttando giù l’uomo, niente e lo ammonisce dopo cinque, due minuti dopo. Io vado dentro e gli ho detto ascolta MASSIMO, ascolta una cosa, io posso capire che la partita per te oggi è psicologicamente meno difficile, e siamo d’accordo su questo, allora però adesso ti devo dire una serie di cose che al tuo livello non possono essere commesse. Uno, il rapporto con i giocatori, lasciamo stare, lo spostamento lasciamo stare…”. BOSCHI continua ad illustrare l’andamento dell’arbitraggio e quasi al termine pone l’accento sull’esagerato recupero dato ed in particolare sulle possibili conseguenze in caso di goal della Juventus “…adesso hai fatto cinque minuti di recupero, ascolta, ho detto, quando ne fai quattro, va bene. Perché indichi … – inc – …per quale motivo, anche perché dal quarto minuto al quinto succede qualcosa esce u goal del la Juventus, viene fuori un casino che non finisce più, ma chi te lo fa fare ? …”. Alla successiva domanda del LANESE se negli spogliatoi c’era contestazione, BOSCHI risponde, fornendo indirettamente la conferma al colloquio “privato” avuto da MOGGI con DE SANTIS negli spogliatoi dello stadio Tardini di Parma “…No no non c’era nessuna contestazione, no no no nessuna contestazione a parte il fatto che sono entrato negli spogliatoi e chi c’erano? Indovina? …” ed il LANESE prontamente risponde “…MOGGI , MOGGI…” ed il BOSCHI ribatte “…Bravo, complimenti! Ah ciao come stai? Stai bene? Gli ho detto io sto bene. Ti faccio tanti auguri e certo li faccio anche a te tanti auguri. Poi dopo è uscito e abbiamo parlato con DE SANTIS, però, io ho parlato poi con loro e comunque guardate io non lo penalizzo col voto perché chiaramente quella era una partita che forse era meglio che lui non ci andasse per tutti i risvolti psicologici, però ricordatevi che come gestione questo qua non è una cima è…”. Tali ultime battute fra i due interlocutori, fanno chiaramente trasparire di come il MOGGI non sia nuovo a tale atteggiamenti ed inoltre dimostra lo stretto “legame” esistente tra il predetto e l’arbitro DE SANTIS.

Testo Integrale della telefonata prog. 39179 del 07.01 .05 utenza 3 35/75…. Lanese Tullio

LANESE TULLIO: Alberto, scusa per ieri, ma era…..
BOSCHI ALBERTO: Nooooma sto a scherzà
LANESE TULLIO: È morto il padre…..come è andata?
BOSCHI ALBERTO: Ma come è andata io ho parlato con loro, io a parte l’episodio del rigore o meno, che era difficile da vedere, per cui ….inc… di Del Piero come del resto io e l’assistente, su quello non voglio neanche discutere perché lo assolvo, ma è una questione generale ragazzi. Io glielo ho detto non si può mica comunque è un arbitro internazionale, prima di tutto, gli ho detto, per un ammonito ….inc…nei denti, con Bergamo e con Pairetto, te lo dico, che..inc…per ammonire un giocatore della Juventus uno di debba da una coltellata altrimenti non ammonisce è. Dopo venti minuti, Zebina ha fatto il classico fallo da tergo proprio una randellata dietro, niente……inc…..e Montero esce fuori dall’area per fare un fallo tattico a tre quarti di campo buttando giù l’uomo, niente e lo ammonisce dopo cinque, due minuti dopo. Io vado dentro e gli ho detto ascolta Massimo, ascolta una cosa, io posso capire che la partita per te oggi è psicologicamente meno difficile, e siamo d’accorso su questo, allora però adesso ti devo dire una serie di cose che al tuo livello non possono essere commesse. Uno, il rapporto con i giocatori, lasciamo stare, lo spostamento lasciamo stare..
LANESE TULLIO: Aspetta stranamente c’è un vigile, aspetta… si dimmi Alberto
BOSCHI ALBERTO: Lasciamo stare quelle cose lì, dal punto di vista tecnico, gli ho detto stammi ad ascolta una cosa, tu hai fatto due cose che certamente non ci potevano stare, lasciamo stare l’episodio del rigore che ti assolvo, non è questo il problema questo, uno: a metà del secondo tempo visto che la partita era salita su di tono, ci sono stati un paio di interventi che se l’uomo rimane gli spaccano la gamba, e tu non hai fischiato, lì, qualche fischio in più lo dovevi dare perché tu devi capire che ad un certo punto la gara vuole tenuta ferma da un punto di vista agonistico, va bene?, poi ti sei intestardito a dare dei vantaggi del cazzo, ecco proprio tu che sei arbitro FIFA e sai che la FIFA da questo punto ha dato disposizioni che i vantaggi o li dai uno due che sono importanti o non li dai, ad un certo punto fermi eee dai un vantaggio a centrocampo su un fallo di Emerson, fanno un lancio, naturalmente i giocatori del Parma erano in fuorigioco, ed è un vantaggio del cazzo, tu cosa fai? Fischi e ammonisci Emerson perchè ha fatto un fallo da ammonizione, e riprendi il gioco con un calcio di punizione sul fuorigioco. Secondo te che cazzo di vantaggio è quello lì? Certo per cui queste qui sono gestioni che vanno fatte in maniera diversa. Adesso hai fatto cinque minuti di recupero, ascolta, ho detto, quando ne fai quattro, va bene, perché indichi…inc…per qule motivo, anche perché dal quarto minuto al quinto succede qualcosa o esce un goal della Juventus, viene fuori un casino che non finisce più, ma chi te lo fa fare?
LANESE TULLIO: Ma negli spogliatoi chi c’erà? Contestazione?
BOSCHI ALBERTO: No no non c’era nessuna contestazione, no no no nessuna contestazione a parte il fatto che sono entrato negli spogliatoi e chi c’erano? Indovina?
LANESE TULLIO: Moggi , Moggi
BOSCHI ALBERTO: Bravo, complimenti! Ah ciao come stai? Stai bene? Gli ho detto io sto bene. Ti faccio tanti auguri e certo li faccio anche a te tanti auguri. Poi dopo è uscito e abbiamo parlato con De Santis, però, io ho parlato poi con loro e comunque guardate io non lo penalizzo col voto perché chiaramente quella era una partita che forse era meglio che lui non ci andasse per tutti i risvolti psicologici, però ricordatevi che come gestione questo qua non è una cima eh..
LANESE TULLIO: Si si si si
BOSCHI ALBERTO: Non è una cima, infatti……cade la linea…..

Cominciamo dalla fine: come leggiamo dall’informativa, si fa riferimento nuovamente a questo incontro “privato” Moggi-De Santis, “prova” della loro amicizia. E’ ora perciò di contestare anche questo, nel merito.

Diciamo innanzitutto che, come abbiamo appreso consultando la Circolare n.7 della Lega Calcio del 5 agosto 2004 depositata dal De Santis in tribunale, l’ingresso negli spogliatoi da parte di “rappresentanti del Presidente” (e Moggi, membro del CdA della Juventus, lo era) era consentito sempre fino a 20 minuti dall’inizio della partita (per i saluti) e dopo la partita, a condizione che il referto fosse già stato compilato, imbustato e sigillato. Potete leggere qui pag.1 e pag.2 del documento (cortesia Ju29ro).

Ma c’è di più.

Abbiamo ascoltato la versione fornitaci da Massimo De Santis, che ha voluto esternarci la sua verità storica (in prospettiva processuale) attraverso il legale, Avv. Paolo Gallinelli, suo difensore nel processo in corso a Napoli. Innanzitutto un chiarimento, perchè pochi conoscono cosa realmente succede dopo il triplice fischio dell’arbitro. La terna arbitrale, assieme al quarto uomo, si reca negli spogliatoi. Assieme a loro entrano immediatamente i due team manager delle squadre, i quali ricevono dall’arbitro un documento che certifica i giocatori ammoniti durante il match e i tesserini dei calciatori, consegnati prima del match per le distinte (e che serviranno per gli esami antidoping). Quando presente, inoltre, entra nello spogliatoio l’osservatore arbitrale che discute con la terna del match. Non vi è perciò possibilità che una persona non autorizzata possa entrare nello spogliatoio per un incontro “privato”, come sostiene invece l’informativa.

Passiamo ora al racconto di quel dopopartita. Diciamo innanzitutto che lo spogliatoio di Parma è piccolissimo, uno dei più piccoli della Serie A. Al suo interno, subito dopo il triplice fischio finale, vi erano i quattro arbitri, un dirigente del Parma (De Santis non ricorda il nome, ndr), i due team manager di Juventus (Alesso Secco, ndr) e Parma (Luca Minotti, ndr), e l’osservatore Boschi. Il Boschi tra l’altro (proprio a dimostrazione di ciò), come raccontatoci dall’Avv. Gallinelli, chiede proprio ad Alessio Secco una maglietta di Zlatan Ibrahimovic, ricevendone un’altra (non era disponibile in quel momento) e scambiando sia il numero di telefono che l’indirizzo per la spedizione. E’ in quel momento e in quel contesto per nulla “privato” che entra nello spogliatoio, la cui porta – è importante dirlo – resta sempre aperta, Luciano Moggi, che saluta rapidamente ed esce subito dopo i saluti.  La porta verrà chiusa subito dopo, quando tutti usciranno. Come abbiamo potuto leggere dalla già citata Circolare n. 7 della Lega, è da quel momento responsabilità della squadra ospitante fare in modo che nessuno entri nello spogliatoio, e ci sono degli addetti del Parma Calcio che presidiano la porta. Dopo la doccia, vi è effettivamente un dialogo tra gli arbitri e il duo Moggi-Giraudo, avvenuto però nei corridoi. Dialogo non “privato” e molto rapido, dovendo il De Santis, per tornare a casa, prendere un aereo in partenza da Milano due ore e mezzo dopo la fine del match. E’ allora che Moggi si lamenta dell’arbitraggio, così come tutta la Juventus (abbiamo letto dal dialogo tra De Santis e un amico che Capello si era fatto intervistare dopo la gara reclamando il rigore non concesso), ed è allora che se la prende in particolare con l’assistente Farneti.

Passando invece al presunto arbitraggio pro-Juventus, dopo avervi postato gli articoli che già da soli smentiscono tale tesi, vi postiamo – su gentile concessione proprio del De Santis – il rapporto ufficiale compilato da Alberto Boschi sulla direzione di gara, che naturalmente i Carabinieri evitano di allegare e “attenzionare”. Potete leggerlo scaricando l’esclusivo pdf.

Come possiamo notare, il Boschi non tiene conto dell’errore sul calcio di rigore (eppure è stato influente! Ve lo immaginate a parti invertite cosa sarebbe successo? Con De Santis che, proprio in quella partita, non fischia un rigore per il Parma?), e la sua valutazione complessiva è di 8.50. Una valutazione più che discreta, sicuramente non penalizzante come i toni della telefonata con Lanese potevano far pensare. In particolare, alla voce: “Commette errori di natura tecnica gravi e/o determinanti?” la risposta di Boschi è “No”. Anche se, come abbiamo visto, c’è in realtà un errore grave contro la Juventus. Il Boschi non può però vederlo, perchè coperto (così come arbitro e assistente), e non è sicuro dell’episodio (ci mette un punto interrogativo).

Un’altra cosa che possiamo notare (non ci affidiamo ai tabellini della Gazzetta, perché a volte contengono errori….) è come nessun giocatore del Parma fu ammonito, contro i due della Juventus (Montero ed Emerson, entrambi per gioco falloso), e che effettivamente l’unica contestazione “vera” è un giallo a Montero ritardato di 3-4 minuti, e un non giallo a Zebina. Poca cosa, francamente, a confronto di un calcio di rigore netto. Tanto è vero che, a fine partita, sarà la Juventus a lamentarsi, mentre i giocatori del Parma, soddisfattissimi, andranno sotto la curva a festeggiare, prima dell’invasione degli ultras e della famosa scazzottata con gli ultras bianconeri.

Sorprende infine l’8.70 a Farneti, l’assistente di De Santis vittima degli attacchi di Moggi: per Boschi era coperto da Del Piero in occasione del rigore, e non poteva vedere.

Quello che sembra dai toni della telefonata un “cazziatone”, è quindi in realtà un buon voto, con normali disattenzioni che non hanno in alcun modo (errore sul rigore incluso) inficiato la buona prestazione del direttore di gara. Che infatti riceve un 8.50.

TELEFONATA DE SANTIS-BERGAMO DELL’11 GENNAIO (ORE 14,44)

L’ultima telefonata – interminabile – che per gli inquirenti prova l’avvenuto dialogo “privato” tra l’arbitro e Luciano Moggi, è quella intercorsa l’11 gennaio tra il De Santis e Paolo Bergamo (prog. 17245). E’ però una telefonata lunghissima, che affaccia tantissimi temi, tutti diversi comunque da Parma-Juventus. Ce ne occuperemo in seguito quindi, come fatto dagli stessi Carabinieri, la “stralciamo” e la riutilizzeremo quando parleremo dei rapporti del De Santis con Bergamo, con Luciano Moggi e con la Maria Grazia Fazi.

Chiudiamo però il nostro viaggio all’interno dell’informativa, per riallacciarci un pò al discorso della presunta associazione, visto che cronologicamente è importante per capire la posizione di De Santis al momento di Parma-Juventus, vi riporto  una parte dell’esame condotto dall’avv. Aurilio Prioreschi, difesa Moggi, il 23 marzo scorso col Col. Auricchio (cortesia Ju29ro).

Avv. Prioreschi: (Commentando una telefonata di De Santis con Manfredi Martino) Lei parla di una vicinanza particolare tra i due. Mi sa dire a che si riferisce? Glielo dico io? Alle magliette?
Auricchio: Un po’ riduttivo, ma sì.
Avv. Prioreschi: Ma si rende conto? Lei parla di una vicinanza tra l’arbitro e la Juve perché De Santis ha avuto 23 magliette della Juve? Lei lo sa che è prassi che a fine partita le società regalino le magliette agli arbitri?
Auricchio: Immagino di sì, ma non credo nei termini della telefonata.

(nota: abbiamo potuto leggere sempre dalla Circolare n. 7 come fosse permesso relagare gadgets tra cui magliette agli arbitri, per scopi pubblicitari)

Il rapporto tra Moggi e De Santis viene ulteriormente approfondito:

Avv. Prioreschi: Colonnello, spiluccando nelle intercettazioni, ne abbiamo anche trovate altre di Moggi su De Santis, che Lei si è ben guardato dall’evidenziare. La Fazi racconta a Bergamo di un colloquio con Moggi. Lei dice: Ce l’ha con Massimo: a me non mi deve regalare niente, quello che c’è me lo deve dare questo bastardo. Quindi sono due associati che parlano, una riferisce quello che gli avrebbe detto l’associato principale e che si esprime in questi termini. Dov’è l’associazione?
Auricchio: De Santis ha modificato il suo atteggiamento nei confronti della Juve, aveva i suoi obiettivi e voleva sdoganarsi dal concetto di essere arbitro a favore della Juve.
Avv. Prioreschi: Queste sono sue considerazioni. Poco prima la Fazi dice che Moggi ha la cacarella. Sa perché?
Auricchio: Perché era un momento di testa a testa col Milan.
(Prioreschi sbuffa)
Avv. Prioreschi: Palermo-Juve del febbraio 2005, arbitra De Santis, la Juve perde e il Milan va a 2 punti, questa partita Lei l’ha vista?
Auricchio: La ricordo vagamente.
Avv. Prioreschi: Al 90′ De Santis, amico, sodale, non dà un rigore netto alla Juve. Ha fatto indagini per verificare?
Auricchio: Lo dice Lei un rigore netto.
Avv. Prioreschi: No, lo dice la Gazzetta, proprio stavolta…
Auricchio: Non ricordo, ma questa non era una partita attenzionata…
Prioreschi legge la cronaca della gara con un rigore non dato per fallo su Zambrotta, col difensore che ha un piede sulla linea..
Auricchio: E Lei parla di rigore netto?
Avv. Prioreschi: Quello della Roma fuori area era un elemento a favore e poi questo era sulla linea?
Auricchio: In quel momento De Santis aveva situazioni processuali da risolvere (Gabriele e Palanca) e proprio in quel periodo aveva bisogno di sdoganarsi dal target di arbitro pro Juventus, proprio in quel periodo modificò il suo atteggiamento. Quindi, lui nasce come arbitro amico, successivamante dal febbraio 2005, mette in atto atteggiamenti atti a sdoganarsi.
Avv. Prioreschi: De Santis il 30.4.2005 arbitra Fiorentina-Milan, precedente Milan-Juve, con tre giocatori del Milan in diffida. Le risulta se De Santis ha ammonito qualcuno di questi?
Auricchio: Non mi risulta.
Avv. Prioreschi: Le risulta che De Santis nega due rigori alla Fiorentina?
Auricchio: Non mi risulta, ma anche questa gara rientra nel periodo di cui sopra.
Avv. Prioreschi: Poi arbitra Juve-Parma e nega un rigore netto a Del Piero.
Auricchio: Sì, lo ricordo bene, anche senza l’ausilio della Gazzetta.

Si passa ad un’altra telefonata, quella del 20 aprile 2005.
Avv. Prioreschi: Tosatti chiama Moggi e dice “Gli arbitri ti pisciano addosso?” e Moggi poi parla male di De Santis.
Auricchio: Questa telefonata per noi, conferma quello che dicevo prima sull’atteggiamento dell’arbitro.
Avv. Prioreschi: Ancora con Tosatti, Moggi parla di tutto il campionato dicendo che se la Juve lo perde è colpa di De Santis
Auricchio: Le ho già detto: il De Santis nelle due gare in un momento importante, Palermo e Parma, si è oggettivamente comportato contro la Juve. Tosatti si meraviglia proprio di questo, parlano solo di De Santis.
Avv. Prioreschi: Colonnello, secondo la sua prospettiva, De Santis era il capo di una combriccola…
Auricchio: Di arbitri, però, e non ci sono arbitri della “combriccola romana” che arbitrano la Juventus. E’ un concetto differente rispetto agli arbitraggi della Juve: è un gruppo di arbitri che sono amici tra di loro. In questo gruppo, il referente più importante è De Santis che è un arbitro legato alla Juve e, successivamente, si registra un comportamento sdoganante su De Santis.
Auricchio: Colonnello, Lei ha fatto una informativa sulla “combriccola romana” per la quale ha ottenuto di effettuare intercettazioni e adesso ci viene e dire che era tutta un’altra cosa?

Per essere un Cupolaro e amico, ne ha fatti di errori.

Comprendiamo perciò che il De Santis si svincola dall’associazione a partire da “febbraio 2005″. L’errore contro la Juve in Parma-Juventus, perciò, è avvenuto con l’arbitro vincolato. E troviamo conferma nelle parole di Auricchio di come contro il Parma l’arbitro “nega un rigore netto a Del Piero” e “si è oggettivamente comportato contro la Juve”. Inspiegabile proprio per questo. Ma c’è altro: lo sdoganamento terminerà solo all’ultima giornata di campionato, a maggio, in occasione di Lecce-Parma (già analizzata, e probabilmente la più assurda accusa di tutte!), utile per salvare la Fiorentina. E se vi dicessi che proprio da svincolato il De Santis effettuerebbe, per i Carabinieri, le telefonate con la sim svizzera? Anche qui, vi riporto uno stralcio dell’interrogatorio del 15 maggio scorso dell’Avv. Gallinelli, difesa De Santis, effettuato a Di Laroni, il collega di Auricchio che si è occupato di sim svizzere (cortesia Giulemanidallajuve)

Gallinelli: «Veniamo ai raduni arbitrati .Voi avete, se non erro, io sempre mi riferisco a quanto lei precedente dichiarato nelle scorse udienze (10 e13 novembre 2009), avete evidenziato dei contatti tra sim svizzere e celle ubicate..secondo voi in prossimità del ritiro arbitrale di Coverciano no? Con riferimento alla posizione di una serie soggetti che io non le sto ad a indicare – nella maggior parte imputati in questo processo- ci può indicare a quali raduni lei ha fatto riferimento, in che data?».
Di Laroni: «A quali?».
Gallinelli: «A raduni arbitrali a Coverciano. Parliamo del 2004, si ricorda se ci sono stati?».
Di Laroni: «Nel 2004 io…».
Gallinelli: «Si ricorda se ci sono stati, a me sembra nelle trascrizioni appunto – dichiarazione da lei rese nelle scorse udienze- lei parla dei raduni di Coverciano in giorni di novembre dicembre in cui avete accertato che alcune schede svizzere agganciava la cella di via Soldani 23, che voi appunto ritenevate essere cella di signore al ritiro arbitrale di Coverciano, giusto?».
Di Laroni: «Si».
Gallinelli: «In quel periodo il De Santis, la scheda appunto da lei indicata numericamente prima ha agganciato tali celle, la cella di via Soldani 23?».
Di Laroni: «Ma non nel 2004 perché noi i dati del 2004.. ».
Gallinelli: «Poi ci arriamo. Io ho chiesto, andiamo per ordine.. ci sono stati una serie di raduni arbitrali, ci può dire quanti..a lei risultano ritiri arbitrali dal settembre al dicembre 2004?».
Di Laroni: «Una ventina. Non lo so il dato esatto».
Gallinelli: «in questi enti di questi raduni che duravano che.. quanto più o meno duravano questi raduni?».
Di Laroni: «…2-3gg, dal giovedì pomeriggio al sabato.. dopo dalla partita.. ».
Gallinelli: «La scheda appunto che voi avete attribuita al De Santis ha agganciato nel corso, nei giorni in cui venivano effettuati questi ritiri, la cella di Via Soldani 23 oppure altre celle di Firenze?».
Di Laroni: «Noi abbiamo, nel corso del raduno di Coverciano che va dal 20 al 22..».
Gallinelli: «Chiedo scusa maresciallo, la domanda… le chiedo si o no».
Di Laroni: «Si».
Casoria: «Stava passando oltre.. dice si.. poi sta spiegando».
Di Laroni: «È stata agganciata la cella di Firenze via Morini, 48 che è sempre adiacente presso il centro tecnico di Covercino il 21.01.2005 relativa a questa utenza ed era in occasione del decimo raduno tecnico atletico arbitrale che si è svolto tra il 20 e il 22 gennaio 2005 ..e poi abbiamo un’altra occasione.. ».
Gallinelli: «Chiedo scusa presidente, ci arrivavo dopo, io ho chiesto …la mia domanda è semplice, da settembre a dicembre.. ».
Casoria: «Da settembre a dicembre non agganciava».
Di Laroni: «Da settembre a dicembre noi non avevamo dati..».
Gallinelli: «Perché non avevate dati scuse? Agganciava o no da settembre?».
Capuano: «Facciamo finire di rispondere il teste, però ».
Gallinelli: «Facciamo finire di fare la domanda all’avvocato per cortesia, Dr Capunao o si deve alzare..
Di Laroni: «Da settembre a dicembre, noi abbiamo chiesto ai gestori (il traffico) che va da giungno 2004 a gennaio 2006 e i gestori ci dicono che questa utenza in questione inizia il traffico il 7 gennaio 2005».
Gallinelli: «Io non sto rispondendo male al collega, io ho chiesto semplicemente al Dr. Capuano.. ».
Capuano: «Avvocato faccia finire anche le risposte a.. ».
Casoria: «Pm ci mettiamo a litigare con l’avvocato?».
Capuano: «Sentiamo anche le risposte del teste, solo questo».
Gallinelli: «Se c’erano dati di traffico di questa..».
Casoria: «Ha spiegato che non ci sono».
Gallinelli: «Ah perfetto. Quando iniziano questi dati di traffico?».
Di Laroni: «Il 7 gennaio 2005»
Gallinelli: «E cosa succede il giorno prima del 7 gennaio 2005?».
Di Laroni: «De Santis arbitra una partita, Parma-Juventus a Parma il ..
Gallinelli: «Ah.. sta ricordando.. ma si ricorda il risultato di questa partita?».
Di Laroni: «No non lo ricordo».
Gallinelli: «Non lo ricorda?».
Di Laroni: «Mi sembra fosse finito in pareggio sinceramente non lo ricordo».
Gallinelli: «Se non se lo ricorda, non se lo ricorda. Si ricorda che il 7 gennaio inizia il traffico, non si ricorda di come finì la partita. Ricorda se ci furono contestazioni da parte della Juventus all’esito di questa partita?».
Di Laroni: «No».
Gallinelli: «Tabellini sportivi, lei consultava tabellini sportivi?».
Di Laroni: «Si».
Gallinelli: «Avete fatto indagini anche su questo? si ricorda se ci furono polemiche?».
Di Laroni: «Non lo ricordo perché io, la materia è questa delle utenze, celle e tutte».
Gallinelli: «Vede presidente..cercherò di spiegare al tribunale la rilevanza di quella domanda che feci prima sull’indizio di appartenenza..Il colonnello Auricchio ci disse appunto che il De Santis, uscito da questa associazione ..allora inizia il traffico di questa sim, quindi voi fate un’attività di monitoraggio su questa sim, quindi ritenevate che De Santis appartenente ad un associazione per delinquere o no nel momento in cui inizia il traffico su questa scheda che voi attribuite a De Santis?».
Di Laroni: «Questi dati avvocato sono stati analizzati nel 2007, tardo 2007, quando abbiamo avuto accortezza di questi ma, se noi lo sapevamo nel momento avremmo fatto un’ indagine su questa..all’epoca non l’avevano questi dati sono nati…».
Gallinelli: «Questa è un’altra storia io non le ho chiesto..io, vede poi che..Allora come avete appunto ritenuto, avete acquisito o ipotizzato, oppure acquisito.. altri elementi in data 7 gennaio che vi inducevano a ritenere che De Santis fosse l’utilizzatore di questa sim straniera?».
Di Laroni: «E’ iniziato il traffico il 7 gennaio il traffico di questa sim poi..».
Gallinelli: «Fino».
Di Laroni: «Fino al 05.11.2005, ma c’è da dire che il traffico costante è avvenuto fino al 28.03.2005, successivamente ha avuto contatti solo con utenze in entrata e in uscita italiane che prima ho elencato».

Gallinelli: «Dopo il 28 marzo non c’erano più?».
Di Laroni: «Contatti con utenze svizzere».
Gallinelli: «No, lei dice nelle sue precedenti dichiarazioni, che non faceva più traffico, così leggo nelle sue precedenti dichiarazioni, che questa scheda faceva traffico fino al 28 marzo».
Di Laroni: «Forse non ho precisato sbagliando, cioè non faceva traffico con le utenze estere ma faceva traffico solo con le utenze italiane».
Casoria: «Tanto è vero che poi le ha utilizzate, lo ha spiegato».
Gallinelli: «Senta, lei parlando di Palermo-Juventus – ritorno un attimo – avete evidenziato il fatto che De Santis andasse ad arbitrare un partita e magari la scheda svizzera che voi associavate a De Santis contattava la cella della città dove De Santis andava ad arbitrare giusto?».
Di Laroni: «Giusto».
Gallinelli: «Analoghi contatti sono stati da voi accertati con riferimento alla partita Lecce-Parma del 28 Maggio 2005 che è oggetto di contestazione, oggetto di imputazione a De Santis questo glielo dico io. Avete accertato dei contatti da tale sim e la cella di Lecce per dire?».
Di Laroni: «Non avevamo dati in quel momento».

Gallinelli: «Se avete accertato l’esistenza di contatti (non le chiedo la via ..anche della cella, l’ubicazione) , una cella di Lecce qualsiasi, Maresciallo».
Di Laroni: «I gestori per il giorno 28 maggio non ci hanno fornito..».
Gallinelli: «Può dire che non c’era traffico, può ritenere.. può dire che non c’era traffico telefonico?».
Di Laroni: «Quel giorno non c’era traffico, era spento, lo aveva lasciato a casa, non lo so».
Gallinelli: «Vede presidente, lo aveva lasciato a casa..».
Di Laroni: «Non c’è stato fornito i dati, i gestori».
Casoria: «Non c’era traffico il 28 maggio».
Gallinelli: «E’ di cattivo gusto..».
Casoria: «Il commento del teste, non se ne tiene conto».
Di Laroni: «I gestori per la data 28 maggio non ci hanno com.. ».
Gallinelli: «Quindi avete interrogato tutti i gestori?».
Di Laroni: «Certo i nazionali si».
Gallinelli: «Perfetto!».
Gallinelli: «…E prima della partita Juve-Inter? Prima della partita..Juve-Inter, 20 aprile 2005, avete a Milano.. avete trovato traffico, a Torino scusi , sim svizzera associata a De Santis che aggancia celle di Torino?».
Di Laroni: «Vale la stessa risposta di prima».
Casoria: «Non insista, ha detto fino a marzo».
Capuano: «Presidente il teste ha già riposto».
Gallinelli: «Presidente chiedo scusa, per onestà, da una parte vale la risposta del teste e poi non vale in più. Ha detto fino a marzo, però poi ha precisato che però contattava, faceva traffico su utenze.. ».
Casoria: «Allora deve specificare».
Gallinelli: «Io ho chiesto in genere..poi se lui mi dice utenze …».
Casoria: «Allora vuole sapere in genere..non più tra svizzere-svizzere».
Gallinelli: «Allora ripeto tutto, per Lecce-Parma, in genere, questa sim ha agganciato chiamando utenze schede svizzere, neozelandesi, australiane italiane.. ».
Casoria: «C’è anche le italiane».
Di Laroni: «No no, non ci hanno fornito dati è diverso».
Gallinelli: «A Torino, prima del 20 aprile, il 19 o il 20 aprile 2005, la sim associata a De Santis ha agganciato celle, ha fatto traffico con utenze nazionali, internazioni, intercontinentali?».
Di Laroni: «In occasione delle partite che cita lei, i gestori non hanno fornito dati».
Casoria: «Quindi non ha telefonato neanche in Italia».
Gallinelli: «1° maggio, a Firenze ..Fiorentina-Milan, arbitrata da De Santis, avete ricostruito, avete riscontrato traffico tra la sim associata a De Santis e altre utenze nazionali e internazionali?»
Di Laroni: «No, non ci sono stati forniti dati».
Gallinelli: «8 maggio 2005, prima della partita Livorno-Siena quindi cella di Livorno
Di Laroni: «No, non ci sono stati forniti dati, avvocato».
Gallinelli: «A Reggio Calabria, 12 dicembre 2004».
Di Laroni: «Non avevamo proprio traffico in quel periodo. Iniziava dal 07 gennaio 2005 traffico su quella per il dato che ci veniva fornito».
Gallinelli: «22 maggio, siamo in piena lotta per la salvezza, Brescia-Messina, 22 maggio, a Brescia».
Di Laroni: «non ci sono stati forniti dati».
Gallinelli: «Ma li avete richiesti questi dati?».
Di Laroni: «Noi abbiamo richiesto giugno 2004 gennaio 2006».
Gallinelli: «Quando dice non ci sono stati forniti».
Casoria: «Li hanno chiesti ed hanno detto no.. ».
Gallinelli: «Ecco perché quando dice non ci sono stati forniti è ambigua la risposta, no?..
27 febbraio 2005, derby di Milano, partita importante Inter-Milan, a Milano ha fatto traffico questa sim? Là faceva traffico secondo voi, no? Il 27 maggio 2005, Inter- Milan, derby di Milano..il Milan lottava per lo scudetto con la Juventus..».
Di Laroni: «No, per le partite non avevamo dati quel giorno».
Gallinelli: «per questo glielo ho detto…siccome …prima ha evidenziato Palermo-Juventus».
Casoria: «Solo in quel caso».
Di Laroni: «No, in più casi».
Gallinelli: «Due contatti a Palermo».
Casoria: «Quali partite. Allora adesso elenca le partite..».
Di Laroni: «..allora..».
Gallinelli: «Se permette il controesame lo conduco io Maresciallo».
Di Laroni: «..Ma veramente la domanda.. ».
Capuano: «La domanda l’ha fatta il presidente».
Gallinelli: «Il presidente può fare quello che vuole Dr Capuano».
Di Laroni: «Dove abbiamo i dati, Milan-Bologna a Milano; Palermo-Juventus a Palermo; Palermo-Lecce a Palermo nuovamente».
Casoria: «Adesso faccia.. continui avvocato».
Gallinelli: «13.05 05, che sarebbe il periodo da voi..Reggina-Messina a Reggio Calabria.. ».
Di Laroni: «L’avevo indicato… Non c’era dati».
Gallinelli: «Avete fatto richiesta?».
Di Laroni: «Certo è tutta compreso..giugno 2004».
Gallinelli: «Che risposta vi è stata data?».
Di Laroni: «Quel giorno non c’era traffico, non c’erano dati che ci potevano fornire».
Gallinelli: «20.03.2005, Udinese-Lecce a Udine è stata agganciata, avete chiesto ai gestori?»
Di Laroni: «Non c’erano celle di Udine, gliele ho elencate le partite: Milano e due volte Palermo»
Gallinelli: «A Milano poi ci arriviamo»
Di Laroni: «Come città»
Gallinelli: «Ci arriviamo nel senso del controesame. Secondo la vostra ricostruzione a De Santis, se si ricorda secondo De Santis è imputato essere promotore organizzatore di questa associazione per delinquere, che lei di ricorda?.. »
Di Laroni: «So che è imputato per associazione a delinquere».
Gallinelli: «Dai dati in vostro possesso, risulta essere in possesso o utilizzatore dal 07.01.2005.. la scheda gli sarebbe stata consegnata?».
Di Laroni: «Io chiedo al gestore un periodo ampio giugno 2004, gennaio 2007, periodo ampio, prima del 07 gennaio io non ho niente, per me non esisteva questa scheda e dopo il 05.11.2005 non ho niente altro».
Gallinelli: «Vede, se vuole andiamo d’accordo e questo gli ho chiesto».
Casoria: «La consegna lui non sa».

Gallinelli: «Nel senso che viene associata questa scheda non a settembre 2004…a ottobre..».
Casoria: «Avvocato aveva già chiarito».
Gallinelli: «sa Presidente certe cose mi scusi…certe cose ».
Casoria: «Meglio approfondire, andiamo avanti».
Gallinelli: «È il livello che è stato dato a queste schede svizzere,mi scusi presidente, anche a livello mediatico io essere noioso ma preferisco dare rilievo qui piuttosto ch sui giornali..».
Capuano: «Presidente andiamo avanti?».
Gallinelli: «Senta, a pag. 22 delle trascrizioni dell’udienza del 13.11.2005, lei credo a domanda precisa e puntuale dell’avv. Prioreschi, riferì che dalla utenza attribuita a Moggi e De Santis avreste riscontrato man mano, 11 chiamate in uscita e 17 in entrata, poi dal 495 al 940 in uscita e 20 in entrata».
Di Laroni: «Già l’altra volta presidente ho avuto modo di spiegare.. ».
Casoria: «Ripeta».
Di Laroni: «Praticamente per ogni telefonata, o meglio contatto precisiamo, ci sono alcuni gestori che forniscono un dato solo, altri gestori che forniscono addirittura 3 dati..tipo wind o Vodafone etc.. io di mio, il programma ne un progressivo analist esiste, anche se c’è nella telefonata una differenza di un secondo, non c’è nessun programma e ne io di mio manualmente tolgo e dico no, questi tre dati per me equivale ad una telefonata».
Gallinelli: «Questa operazione l’avete fatta manualmente sempre?».
Di Laroni: «Io ho contato, ho contato i contatti complessivi senza toglierne nessuno».
Gallinelli: «Senza ausilio di sofware?».
Di Laroni: «Ma anche con analyst è stato fatto, tanto è vero è stato allegato».
Gallinelli: «Ma lei ha detto che Analyst ripeteva,dava una visione.. non lo utilizzavate».
Di Laroni: «Per dare una visione avvocato, Analyst è servito per dare visione complessiva dei contatti, mentre per attribuire le schede, fare quel processo che ho spiegato, l’ho fatto manualmente».
Gallinelli: «In data 21.01, arriviamo a Milano come abbiamo anticipato prima, scusi Coverciano .. mi risulta – mi corregga se sbaglio- può consultare tutti gli atti perché appunto dobbiamo essere coordinati in questa..se vuole.. alle ore 14.19.24 avete voi interpolato – come appunto lei afferma l’utenza chiamante xxxx495 attribuita a De Santis all’utenza chiamata xxxxx194 e avete riferito che la cella agganciata in questa telefonata…è la cella di via Morelli, 48 a Firenze che voi appunto associate a Coverciano ai raduni arbitrali; non è più via Soldani, 23 ma via Morelli giusto?».
Di Laroni: «Si».
Gallinelli: «Voi avete verificato se il 21, attraverso altre indagini, attraverso approfondimento investigativo, se in tale data e in quegli orari il De Santis si trovava in altra località e quindi non a Firenze? ».
Di Laroni: «Innanzi tutto il primo dato che abbiamo verificato.. ».
Gallinelli: «Chiedo scusa presidente, queste domande fanno riferimento ad un documento che ho prodotto alla memoria acquisita agli atti di questo processo ( allegato n.10), documentazione attestante la presenza altrove così come documenta in un atto pubblico che io ho rimesso all’attenzione di codesto tribunale. Questo il motivo per cui vado nello specifico».
Gallinelli: «Avete fatto questa indagine, se il 21/01/2005 alle ore 14.19.24 il De Santis non si trovasse, perché era magari fisicamente in altro posto, a Firenze e tanto meno a via Morelli 48?».
Di Laroni: «Innanzi tutto, il primo atto che abbiamo considerato è stato che dagli atti ufficiale che ci ha fornito la federazione italiana giuoco calcio, De Santis al raduno arbitrale del 21.01.2005, che riferito al periodo 20-22 gennaio 2005, 10° raduno arbitrale, De Santis era presente..Il primo dato è questo. Il secondo dato che emergeva dall’utenza svizzera, l’abbiamo interpolato con quello promanato dalla intercettazione telefonica che in quel momento effettuavamo nell’utenza del De Santis. In particolare noi in quel periodo monitoravamo l’utenza in uso al De Santis 372 in cui anche quell’utenza si trovava nello stesso, in coincidenza di data in orario prima-dopo a Coverciano».
Gallinelli: «Stiamo parlando sempre del 21.01.?».
Di Laroni: «Si sempre del 21.01.2005 e in più lo stesso De Santis, nel parlare, ci sono le telefonate – io se apro il cd- dice che sta a Coverciano addirittura il 20 è partito la sera».
Gallinelli: «Ci può indicare il progressivo?».
Di Laroni: «Devo aprire il cd..sinceramente non lo».
Gallinelli: «Senta maresciallo, le ho fatto questa domanda perché, lei è a conoscenza che il De Santis frequentava un corso per vice commissario di polizia penitenziaria incarichi direttivo dirigente superiore? ».
Di Laroni: «So che ha frequentato un corso».
Gallinelli: «Io le dico proprio quale, se mi dice che conosceva che frequentava un corso e in particolare un corso per vice commissario di polizia penitenziaria, anche tra l’altro, corso che si è svolto in parte nella sede del nucleo investigativo di via Inselci».
Di Laroni: «Si, dove faccio servizio».
Gallinelli: «Quindi anche.. vabbè vede».
Di Laroni: «Allora, si ero a conoscenza che De Santis stava facendo questo corso e ricordo una cosa ben particolare che, tra le altre cose, questi aspiranti commissari venivano da noi a vedere le tecniche che usavano, a visitare dove svolgevano la nostra attività investigativa. Io mi ricordo che il nostro comandante dell’epoca, il colonnello Arcangioli, ci avvisò che stavano venendo (noi effettuavamo in una saletta delle intercettazioni ) tutti gli aspiranti commissari, tra cui forse c’era anche il De Santis, tanto è vero che io.. personalmente e io mi recai in sala e spegnemmo tutti monitor delle intercettazioni perché se entravano a visitare la sala, a fianco al numero poteva esserci il nominativo … di De Santis».
Gallinelli: «Quindi De Santis non sapeva delle indagini».
Di Laroni: «Non ho capito».
Gallinelli: «Vabbé è una mia valutazione. Senta, ma forse ma poi l’ha visto fisicamente il De Santis?».
Di Laroni: «No, non l’ho visto che mi è stato riferito».
Gallinelli: «Dai suoi colleghi, gli è stato riferito poi che ha frequentato da voi questo corso?».
Di Laroni: «Io personalmente non l’ho mai visto».
Gallinelli: «Il colonnello Auricchio glielo ha riferito?».
Di Laroni: «No, il colonnello Autichio.. eravamo tutti quanti.. ».
Gallinelli: «Voi avete interpolato dei dati di traffico telefonico giusto? Eravate a conoscenza che De Santis frequentava questo corso della pubblica amministrazione, un corso organizzato dal ministero della giustizia, dal dipartimento; avete voi acquisito o fatto acquisire sulla frequenze, sui giorni e gli orari in cui De Santis frequentava questo corso e dove? il luogo?».
Di Laroni: «No».
Gallinelli: «Naturalmente per incrociarli con i dati di traffico che lei ha evidenziato ».
Di Laroni: «Non lo abbiamo fatto avvocato».
Gallinelli: «Allora, è a conoscenza che il giorno 21.05.2005 – quando lei dice che la cella dell’utenza svizzera attribuita al De Santis.. il De Santis, come risulta da dichiarazione pubblica ufficiale prodotta gli atti
Casoria: «Gennaio o Maggio?».
Gallinelli: «Gennaio. Frequentava, faceva il tirocinio presso il carcere di Regina Cieli e si trovata appunto presso questo istituto penitenziario dalle ore 08.00 alle ore 14.00?».
Gallinelli: «Del 21/01? No, non l’ho fatto ma io ho l’utenza che lui utilizzava 372 rich 26.14 2004 che a quell’ora la, nella stessa data stava a Coverciano».
Gallinelli: «Qui si confonde la persona con l’utenza.. io sto dicendo».
Capuano: «No avvocato, ha sentito l’intercettazione…parla dell’intercet.. ».
Casoria: «Ha chiarito perchè al telefono che era a Coverciano, poteva dire una bugia».
Gallinelli: «Io sto dicendo al teste, sto informando il teste, ma io credo che questo accertamento dovevano farlo loro no la difesa. Se hanno acquisito, presso il ministero di grazia e giustizia, visto che eravate a informati di tale corso».
Di Laroni: «Non lo hanno fatto».
Gallinelli: «La documentazione. Interpolato, accostato, incrociato, telefonate manualmente e manualmente non avete acquisito questo dato?».
Di Laroni: «No».
Gallinelli: «Non lo avete fatto mi riferisco presidente al documento prodotto agli atti, da cui risulta che in data, non so se posso riprodurlo posso anche farlo visionare al teste se ritiene vuole?».
Casoria: «No.. il teste non è un documento da lui formato …».
Gallinelli: «27.01.2005, allora ore 11.53 utenza chiamante 495 finale attribuita a De Santis 584… finale ad altro soggetto imputato in questo processo, cella agganciata via Massimiliamo Massi n.7, Roma; poi sempre il 27.01 ore 12.14 -prima alle 11.53 primo contatto- secondo contatto tra queste schede utenza chiamante ore 12.14 utenza chiamante 495 finale utenza chiamata 584 finale che le ho riferito prima, cella agganciata via Cesare Pavese, Roma zona … Avete accertato dove si trovava De Santis il giovedì 27.01.2005 in tali orari?
Di Laroni: «No».
Gallinelli: «Sempre dalla documentazione prodotta si trovava a Casal del Marmo, orario 09-13 e 14-18 quindi risulta presente, frequentare questo corso in quel giorno e in quegli orario, certamente incompatibili».
Capuano: «Presidente però, all’esito della risposta del teste non devono esserci commenti , questo sarà motivo di discussione, io le potrei dirle che lui è andato a firmare e poi se ne è andato in via Torino ma non glielo dico glielo dico..in discussione».
Gallinelli: «Commette un reato se lo dicesse».
Capuano: «Il teste ha risposto, poi sarà valutazione in sede di discussione…».
Gallinelli: «Anche il pm può rivalutare i fatti».
Gallinelli: «Mi deve consentire di fare le domande. Io non l’ho mai interrotto! Le risulta presidente che ho mai interrotto..?».
Casoria: «Questo tono non mi piace avvocato».
Gallinelli: «Io devo usare questo tono perché il pm sempre interrompe».
Capuano: «Assolutamente, io voglio solo che non si faccia il commento».
Casoria: «Non anticipiamo il commento, poi si vedrà».
Gallinelli: «Presidente io so perfettamente per questo io auspico, io ho piena fiducia, io voglio, faccio queste domande perché vengano valutate le risposte dal tribunale».
Casoria: «Non hanno fatto l’accertamento, è inutile insistere, il teste l’ha chiarito che non hanno fatto questo accertamento al ministero.. ministeriale».
Gallinelli: «Io non voglio sondare l’attendibilità del teste ma l’attendibilità delle indagini e questo mi è consentito dal codice, no? Le indagini devono essere valutate come l’imputato».
Gallinelli: «Avete accertato che ..lei prima ha detto che i ritiri a Coverciano iniziavano normalmente il Di Giovedì, giusto?».
Di Laroni: «Si normalmente».
Gallinelli: «Avete accertato se il De Santis in quale giorno si recava a questi ritiri, se si trovava il giovedì io il giorno successivo..ad esempio».
Di Laroni: «Per i due ritiri in questione».
Gallinelli: «Non mi sono spiegato bene. Durante il periodo in cui frequentava questo corso, la domanda è riferito a questo dato».
Di Laroni: «Il 20.01.2005 so che è partito alle ore 13 insieme all’arbitro Luca Palanca dal..».
Gallinelli: «E come lo sa questo?».
Di Laroni: «Perché ci proviene dalle intercettazioni del telefono ».
Gallinelli: «Lei ha visto parte De Santis partire dal forum il giorno 20?».
Di Laroni: «Lo dice De Santis per telefono».
Gallinelli: «La domanda è un’altra..uno può dire per telefono che è stato anche con Carol Alt»
Casoria: «Il teste ha chiarito che lo ricava dal …».
Gallinelli: «Avete acquisito i moduli di rimborso delle spese di De Santis con cui si può accertare con più precisione?».
Di Laroni: «No».
Gallinelli: «No non lo avete fatto, vi siete limitati all’interpolazione delle telefonate. Passiamo al 01.02.2005, ore 12.58.34, utenza chiamante 495 attribuita a De Sabntis, chiamate 584 finale cella agganciata in via Laurentina, Roma. Avete accertato dove si trovava se il De Santis in quel giorno e quell’ora se stava frequentando il corso a cui ho fatto riferimento? ».
Di Laroni: «No».
Gallinelli: «Benissimo. Nessuna altra domanda».

Riordiniamo anche qui le idee. Abbiamo appurato come per Auricchio dal febbraio 2005 al maggio 2005 il De Santis si svincolo, tranne poi tornare a vincolarsi per Lecce-Parma, e successivamente ristaccarsi. Un ultimo favore, insomma. Vediamo se le informazioni coincidono con i dati del traffico della sim svizzera attribuitagli: secondo Di Laroni, il traffico inizia il 7 gennaio 2005 (il giorno dopo Parma-Juventus nella quale penalizzò la Juventus) e termina il 28 marzo 2005. Quindi la maggior parte del traffico “svizzero” della sim di De Santis si collocherebbe in pieno periodo sdoganamento, quando “oggettivamente arbitrava contro la Juventus”. Si è parlato così tanto, e ancora si continua a farlo in maniera disinformata di questa benedetta sim svizzera data a De Santis, capo della combriccola romana, e poi scopriamo prima che l’arbitro tanto sodale non era, arrivando per metà campionato ad essere antijuventino, e poi che il traffico svizzero si sarebbe realizzato proprio “da sdoganato” e antijuventino.

Anche questa è Calciopoli, signori.

Sarà il tribunale, come sempre, ad accertare i fatti. Con questo dossier, si è semplicemente cercato di far capire come non tutto ciò che è contenuto nelle informative debba essere preso per dogma, e di come spesso delle telefonate o dei particolari ignorati dai Carabinieri possano risultare decisivi per far pendere il giudizio del lettore da una parte piuttosto che dall’altra.

Di Antonio Corsa, con la collaborazione di Mimmo Celsi e dell’Avv. Paolo Gallinelli
Gli audio delle telefonate li trovate sul Blog dell’Uccelino di del Piero

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