Calciopoli e il pasticcio dei carabinieri su Inter-Sampdoria del 2005 | JMania

Calciopoli e il pasticcio dei carabinieri su Inter-Sampdoria del 2005

Farsopoli: il processo di carta… straccia, continua. In occasione del match tra Inter e Sampdoria del 9 gennaio 2005 venne sorteggiato per dirigere la gara l’arbitro Bertini, ritenuto dall’accusa del processo di calciopoli, uno degli esponenti della cupola di Moggi. Dalle nuove intercettazioni sono emerse però alcune conversazioni fra il designatore arbitrale di allora Paolo …

Farsopoli: il processo di carta… straccia, continua. In occasione del match tra Inter e Sampdoria del 9 gennaio 2005 venne sorteggiato per dirigere la gara l’arbitro Bertini, ritenuto dall’accusa del processo di calciopoli, uno degli esponenti della cupola di Moggi. Dalle nuove intercettazioni sono emerse però alcune conversazioni fra il designatore arbitrale di allora Paolo Bergamo e il presidente dell’Inter Giacinto Facchetti, in particolare una poco prima di quella partita, alle 12.53.

Facchetti: «Sto andando allo stadio l’ho detto con i miei di avere con Bertini un certo tatto, una certa disponibilità. L’ho detto con i giocatori, con Mancini e gli altri».
Bergamo: « Vedrai che sarà una bella partita. (Bertini) viene predisposto a fare una bella partita» .
Facchetti: « Si si, va bene».
Ber­gamo: «È una sfida che vedrai la vinciamo insieme. Vedrai che le cose andranno per il verso giusto poi la squadra sta ricominciando ad avere fiducia, a fare i risultati, fa morale… » .

La partita finì con la vittoria dell’Inter che con Vieri, Recoba e Martins, rimontò la Samp, regalandosi uno dei più bei successi degli ultimi anni. Discorso non valido per i carabinieri, però, che nella smania di colpire Moggi (o dietro consiglio, sciagurato, di terzi) realizzano un’informativa farlocca: secondo la stessa, in base a quella partita e alla designazione ci sono conferme dei “magheggi” di Moggi, che intervenì su Bergamo per fare designare il ‘fedele scudiero’ Bertini e condizionare la partita dell’Inter. E con successo, perché secondo l’informativa dei carabinieri, l’Inter fu bloccata sul 3-3 compromettendone il cammino verso il tricolore.
Delle due l’una: se si salva la buona fede dei carabinieri, non si può non rimarcare che nessuno, sottolineato nessuno, degli organi indaganti ha avuto l’accortezza di verificare i risultati riportati dalle informative, confezionando un processo in pieno stile “dittatura sudamericana”. O forse peggio.

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