Calciopoli, Appello: dichiarazioni spontanee di Della Valle

Calciopoli, Appello: dichiarazioni spontanee di Della Valle

Calciopoli, Appello: dichiarazioni spontanee di Della Valle

Calciopoli, processo d’Appello. Si torna in aula oggi a Napoli per l’appello sul processo noto ai più come Calciopoli. Il protagonista assoluto dell’udienza, sarà Diego Della Valle, presidente della Fiorentina, che negli anni passati ha duramente attaccato il presidente dell’Inter Massimo Moratti, chiedendogli di fare chiarezza sul dossier aggio illecito (oggetto ora di un processo …

2012 International Herald Tribune's Luxury Business Conference - Day 3Calciopoli, processo d’Appello. Si torna in aula oggi a Napoli per l’appello sul processo noto ai più come Calciopoli. Il protagonista assoluto dell’udienza, sarà Diego Della Valle, presidente della Fiorentina, che negli anni passati ha duramente attaccato il presidente dell’Inter Massimo Moratti, chiedendogli di fare chiarezza sul dossier aggio illecito (oggetto ora di un processo ad hoc a Milano) e sulle telefonate dell’Inter, da qualcuno abilmente tenute nascoste per diverso tempo e tirate fuori dalla difesa di Luciano Moggi.

Dopo l’intervento del giudice relatore e la requisitoria del procuratore generale, è previsto dunque un intervento spontaneo del patron della Fiorentina, che ha sempre considerato i fatti di Calciopoli un affronto personale da parte del presidente dell’Inter. Di seguito uno stralcio delle parole di Della Valle:

“E’ grave che siano state messe da parte intercettazioni di squadre che chiedevano tanto. La Fiorentina era fuori da quel sistema in cui tutti chiedevano tutto […] . Mazzini, persona di primo ordine, ci venne a dire che era bene non avere contrasti, ma cercare in modo positivo di collaborare. Dicemmo che se ci fosse stato bisogno di parlare con qualcuno, noi eravamo qui, senza essere altezzosi. […] Bergamo? Ci davano per una società lontana, ci siamo presi un impegno per vederci. Non c’era però l’intercettazione di quella colazione di lavoro, c’era tutto il resto, il pedinamento e altro, ma non c’era l’intercettazione della madre di tutti gli incontri, dell’incontro cardine. Poi in aula il carabiniere disse che l’intercettazione c’era ma era irrilevante. […] Dopo quel famoso incontro ci furono tre partite: Lazio-Fiorentina finita 1-1 con un errore arbitrale pazzesco a nostro sfavore, la terza con il Brescia che dovevamo vincere e ad arbitrarla fu mandato Collina che era notoriamente uno fuori da ogni sospetto. Se questo è quello che è accaduto dopo l’incontro capirete che il fine non era quello che ci viene imputato! Che nei fatti non ci siano cose che possano farlo sospettare è evidente. […] Non auguro a nessuno di trovarsi in questo magma rumoroso e mediatico. Noi quel sistema non lo conosciamo, siamo arrivati dopo, con l’obiettivo di portare novità nel mondo del calcio, puntando il dito sulle questioni morali”.

Foto Getty Images – Tutti i diritti riservati

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