Calciomercato, Juve ad un passo da Kevin Kuranyi dello Schalke 04 | JMania

Calciomercato, Juve ad un passo da Kevin Kuranyi dello Schalke 04

Amauri e Kuranyi potrebbero sembrare due cloni. Capelli lunghi, la barba, lo stesso fisico e quel Brasile che – per entrambi – non sarà mai un posto dove trascorrere – solo – le vacanze. Kevin Kurany è cresciuto lì, sulle spiagge di Copacabana. Rio de Janeiro. Petròpolis per l’esattezza. Sole, gol e l’R’n b’ colonna …

kevin_kuraniyAmauri e Kuranyi potrebbero sembrare due cloni. Capelli lunghi, la barba, lo stesso fisico e quel Brasile che – per entrambi – non sarà mai un posto dove trascorrere – solo – le vacanze. Kevin Kurany è cresciuto lì, sulle spiagge di Copacabana. Rio de Janeiro. Petròpolis per l’esattezza. Sole, gol e l’R’n b’ colonna sonora – perfetta – per chi – da piccolo – ha già conosciuto mondi diversi.
Papà ungherese, la mamma di Panama. Per lui – allora – solo l’imbarazzo della scelta e la Germania – Stoccarda – la sua nuova casa. La sua nazionale. A 15 anni. Non solo un posto dove vivere. D’accordo – ora – il look si addice più ad un bravo ragazzo. Uno di quelli che a scuola amava la matematica e l’educazione fisica. Scontato. Soprattutto per chi, da sempre, ha avuto un rapporto speciale con il gol. Con quei numeri da aggiornare e – perché no – imparare a memoria: 15 con lo Stoccarda – in Bundesliga – al primo anno da titolare. Ora – sono 105. Con lui sempre in doppia cifra. Anche allo Schalke 04. La sua nuova squadra dopo il trasferimento – rumoroso – del 2005 per 7 milioni. Rumoroso, come l’addio – forzato – alla nazionale di Joachim Loew poco più di un anno fa.
11 Ottobre 2008, Germania-Russia, qualificazioni mondiali. Kuranyi saluta tutti alla fine del primo tempo. Della serie: non gioco più, me ne vado. E – in effetti – quella maglia con Loew c.t non la indosserà più, malgrado i tentativi di Bierhoff e Beckenbauer. Nessun rimpianto – però – per lui che dopo gli allenamenti ama stare a casa, in famiglia. Lontano dal calcio. Ma sempre al telefonino. L’oggetto a cui – davvero – non può rinunciare insieme alla fajolada. Una specie di talismano. Un po’ come Felix Magath. Il maestro di Stoccarda. Lui che fu il primo ad insegnargli i movimenti da punta centrale. Lui che ha ritrovato allo Schalke. Per crescere ancora. Anche se il cittadino del mondo è già cresciuto abbastanza.

Credits: Sky Sport
Fracassi Enrico – Juvemania.it

Commenta

Questo sito utilizza cookies di terze parti. Per saperne di più o bloccare tutti o alcuni cookie leggi l'Informativa. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Leggi l'informativa

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi