Bufera scommesse arrestati Mauri e Milanetto, perquisita la casa di Conte | JMania

Bufera scommesse arrestati Mauri e Milanetto, perquisita la casa di Conte

Bufera scommesse arrestati Mauri e Milanetto, perquisita la casa di Conte

Putiferio sul calcio italiano: stamane all’alba sono stati tratti in arresto il capitano della Lazio Stefano Mauri e l’ex giocatore del Genoa, ora al Padova, Omar Milanetto. Nel contempo, gli agenti di polizia hanno fatto irruzione nel ritiro della nazionale di Prandelli per raggiungere il difensore azzurro Domenico Criscito,  indagato per associazione a delinquere finalizzata …

Putiferio sul calcio italiano: stamane all’alba sono stati tratti in arresto il capitano della Lazio Stefano Mauri e l’ex giocatore del Genoa, ora al Padova, Omar Milanetto. Nel contempo, gli agenti di polizia hanno fatto irruzione nel ritiro della nazionale di Prandelli per raggiungere il difensore azzurro Domenico Criscito,  indagato per associazione a delinquere finalizzata alla frode e alla truffa sportiva, e presso l’abitazione dell’allenatore della Juventus Antonio Conte. In tutto sono 19 i provvedimenti restrittivi emessi dal gip del tribunale di Cremona Guido Salvini nell’ambito dell’inchiesta “Last Bet”. Anche gli indagati di questa nuova tranche dell’inchiesta devono rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva, in quanto secondo gli inquirenti farebbero parte di un’organizzazione transnazionale dedita alle combine degli incontri di calcio. Secondo le ricostruzioni, i calciatori Mauri e Milanetto erano disponibili, in cambio di denaro, a combinare gli incontri delle proprie squadre. Per Criscito, invece, c’è il coinvolgimento nella presunta combine di Lazio-Genova, del maggio 2011.

Per quel che riguarda il tecnico della Juve Antonio Conte, le indagini si stanno muovendo in base alle indicazioni del pentito Filippo Carobbio, ex calciatore del Siena ai tempi di Conte. Nel mirino degli inquirenti ci sono anche cinque cittadini ungheresi che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia, facevano parte di una “cellula” che riferiva direttamente al boss dell’organizzazione criminale, il singaporiano Eng Tan Seet, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso dicembre.

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