Bonucci: "Juve, raggiungiamo più obiettivi possibili" | JMania

Bonucci: “Juve, raggiungiamo più obiettivi possibili”

Bonucci: “Juve, raggiungiamo più obiettivi possibili”

Alla ricerca di un volto, il volto del calcio italiano del futuro. Il Gillette Future Champion 2010 è entrato nel vivo da un po’, tre ragazzi si contendono l’eredità di Sebastian Giovinco. Leonardo Bonucci, Stefano Okaka e Andrea Ranocchia sono i tre ragazzi in lizza per il titolo. Hanno bruciato le tappe, sono entrati nei …

Alla ricerca di un volto, il volto del calcio italiano del futuro. Il Gillette Future Champion 2010 è entrato nel vivo da un po’, tre ragazzi si contendono l’eredità di Sebastian Giovinco. Leonardo Bonucci, Stefano Okaka e Andrea Ranocchia sono i tre ragazzi in lizza per il titolo. Hanno bruciato le tappe, sono entrati nei cuori dei tifosi e nel giro delle nazionali. La definizione di “speranza” ormai va loro stretta: qui si tratta di certezze. E si tratta di cominciare a togliersi qualche soddisfazione.

Sul campo inseguono grandi obiettivi con Juve, Roma e Genoa, su internet puntano alla prima “incoronazione” personale. Sul sito Gillette, infatti, sono i tifosi e gli appassionati a decidere se meriti di più una chiusura di Bonucci, una volata verso la porta di Okaka, un colpo di testa di Ranocchia. Ma le giocate non sono tutto: il Gillette Future Champion non premia solo il calciatore, ma anche il ragazzo: servono fair play e volontà di emergere. Attraverso queste pagine i tre aspiranti campioni del futuro hanno provato a far conoscere le loro ambizioni, la loro storia, il loro percorso nel calcio che conta e in quello delle giovanili. Oggi continuiamo con Leonardo Bonucci.

Se non avessi sfondato nel calcio, che cosa pensi che avresti fatto nella vita?
Ad essere sincero non ho mai pensato alla mia vita senza calcio, tanti sacrifici oggi sono stati ripagati. La cosa della quale sono sicuro è che se non avessi sfondato in questo mondo mi sarebbe piaciuto continuare gli studi dopo il diploma da ragioniere.

Milano, Treviso, Pisa, Bari, Torino: nella tua carriera hai girato parecchie città. Qual è quella a cui ti senti più legato? E qual è la città che ti piace di più, in cui vivrai dopo il ritiro?
Credo che per tutto quello che ha significato per me, per la mia compagna Martina e per la mia carriera, Bari sia la città alla quale mi sento maggiormente legato. Torino la stiamo conoscendo e non ci dispiace affatto anche se siamo solo all’inizio. Comunque c’è tempo per decidere la sede definitiva.

C’è un compagno delle giovanili su cui avresti scommesso vedendolo giocare? E dove è finito?
Sì, è Francesco Bolzoni, centrocampista mio compagno nelle giovanili dell’Inter. Ora gioca nel Siena.

Nello spogliatoio ti hanno mai dato dei soprannomi? E tu ne hai dati agli altri?
Non mi ricordo di soprannomi assegnatimi da compagni, io invece ne avevo dato uno proprio a Bolzoni, lo chiamavo il Puma, come Emerson, per le movenze e il modo di gioco.

Qual è lo stadio che ti ha impressionato di più nella tua carriera?
Per la capienza e la grandezza l’Amsterdam Arena: è davvero enorme… Mentre lo stadio che mi è rimasto impresso, per la struttura e il significato che ha, è quello del Mondiale in Sudafrica a Nelspruit, il famoso stadio con le giraffe. Veramente unico nel suo genere!

Se dovessi votare per il Pallone d’oro, che sceglieresti fra i giocatori?
Direi che Lionel Messi se lo merita proprio.

“Avanti veloce” fino a maggio… Dove sarà la Juventus?
Non voglio creare illusioni ai nostri tifosi, giochiamo partita dopo partita con l’obiettivo di vincerne il più possibile, siamo la Juventus ed abbiamo l’obbligo di esserci ad ogni minimo errore delle squadre che sono sopra di noi in classifica. E poi i conti li faremo alla fine.

Leonardo Bonucci non è il classico giocatore tutto apparenza e vanità. Non conduce una vita sregolata e non passa il suo tempo a valutare l’opportunità di un nuovo tatuaggio. Lavora per migliorarsi, cerca la concentrazione prima delle gare, si rilassa a casa con la fidanzata Martina. “Non sono un malato del look, i miei capelli li taglio in fretta con la macchinetta, ogni tanto mi faccio crescere la barba di due-tre giorni. Ma qualche tempo fa ho scoperto la crema idratante Gillette, e adesso la uso regolarmente. Non per vanità, non per il profumo, anche se è buono. Ma per proteggere la mia pelle. Prima finiva con screpolarsi. Pensate che esageri? Provate voi a giocare a -15°  in Polonia, come abbiamo fatto noi”.  Ideale dopo la rasatura, ma utile sempre, la crema idratante Gillette ha trovato un altro fan. Un fan speciale, che deve curare il suo volto. Perché può essere la faccia del calcio italiano del futuro.

Un commento

  1. Ma che cacchio di articolo, si parla piu’ di Gillette che di calcio,cos’è un omaggio al look di Bonucci ? Ma DAI…

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