Bonini: "Diego come Platini? No, Michel era Michel" | JMania

Bonini: “Diego come Platini? No, Michel era Michel”

“Tutti pazzi per la Juve“, popolare programma radiofonico in onda su Radio Erre 2, ha intervistato questa settimana l’ex centrocampista della Juventus Massimo Bonini. Salve Bonini, è un piacere averla con noi. Secondo lei, chi è il nuovo Massimo Bonini oggi? Ce ne sono tanti che mi assomigliano, è vero anche che il calcio sta …

10_boniniTutti pazzi per la Juve, popolare programma radiofonico in onda su Radio Erre 2, ha intervistato questa settimana l’ex centrocampista della Juventus Massimo Bonini.


Salve Bonini, è un piacere averla con noi. Secondo lei, chi è il nuovo Massimo Bonini oggi?

Ce ne sono tanti che mi assomigliano, è vero anche che il calcio sta cambiando, ormai il centrocampista moderno deve saper far tutto e non è più come una volta, io giocavo in maniera diversa perchè costretto da una Juve che era più sbilanciata davanti, avevamo un gioco particolare. Il centrocampista di oggi ha la possibilità sia di attaccare che di difendere, per questo rimane sempre un ruolo bellissimo.

I gravi problemi della Juve di oggi sono anche caratteriali?

“Sicuramente, poi dipende molto dagli infortuni, ma anche dagli errori, vedi anche quelli più gravi come quello di Felipe Melo contro il Milan che fanno la differenza, non si possono sbagliare certe cose, in questi momenti anche le cose più semplici diventano complicate. Con i giocatori che la Juventus aveva preso all’inizio della stagione erano tutti contenti, ma poi ci sono stati dei problemi anche perché la squadra titolare non ha mai giocato e con tutto l’organico al completo la Juve non sarebbe in cattive condizioni. Una squadra così importante non può permettersi di perdere punti pesanti come quelli contro le piccole: Bari, Chievo e Catania alcuni esempi, troppi punti gettati al vento! A questo punto la Juve sarebbe stata sicuramente più vicina all’Inter e al Milan.”

Che tristezza vedere a metà stagione una sfida tra Juventus e Roma con entrambe le squadre tagliate fuori dalla lotta scudetto. Non trovi? Hai un aneddoto su questa epica sfida dei tuoi tempi?

“Certo, davvero triste. Negli anni ’80 era davvero una sfida affascinante. Me ne ricordo una in particolare, perdevamo fino a cinque minuti al termine della gara e alla fine vincemmo 2-1, la Roma se avesse vinto si sarebbe avvicinata parecchio a noi in classifica. Era una partita importantissima. Diventò anche famosa per l’episodio in cui fu coinvolto Sergio Brio: un cane della polizia lo morse fuori dal campo. Chiaramente nello scontro vinse Brio (ride).”

Lei ha vinto tantissimo in maglia bianconera, 296 presenze, 8 stagioni, 3 scudetti e tutte le coppe vinte, Uefa esclusa. Davvero un grandissimo palmares!

“E’ vero, ho vinto talmente tanto che spesso non ricordo neanche io quanto, ma sono passati tanti anni, è ora che torni a vincere la Juventus di oggi”

Cosa ne pensa di Candreva? Non rischia di essere il doppione di Diego?

“E’ il giocatore che si è messo più in luce negli ultimi tempi e non mi stupisce che la Juventus lo abbia preso. Se lo ha prelevato significa che vale. Non lo conosco benissimo ma quando l’ho visto mi è sembrato un ottimo giocatore, gioca a testa alta, è bello vederlo in campo. Poi chiaramente dipenderà molto cosa farà alla Juve. Per me non sarà il doppione di Diego perchè giocherà più largo, mi piace molto, vede la giocata prima che gli arrivi la palla, è importante.”

Lei ha giocato tanto con Platinì, anche lui aveva difficoltà all’inizio come Diego, cosa ne pensa del suo momento?

“All’inizio il problema era quasi solo suo, ora tutta la squadra deve crescere, tanti giocatori non sono in forma, e il problema è diventato un po’ di tutti. Se tutta la squadra gioca male, anche lui poi non va. Come giocatore è diverso da Platinì, che era è più regista del brasiliano. Diego è più un trequartista, ma fa giocare meno la squadra rispetto al mio ex compagno di squadra. Lo vedo più come seconda punta perchè vede bene la porta. Aspettiamo che cresca la squadra poi vediamo cosa succede per dare dei giudizi su di lui. Certo però che Michel era Michel…”

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