Blanc, e se sospendessimo il tuo di stipendio? | JMania

Blanc, e se sospendessimo il tuo di stipendio?

Nonostante il campionato più disastroso degli ultimi 50 anni, dove sta abbattendo tutti i record negativi e nonostante le 12 sconfitte in 32 gare, la Juventus è ancora clamorosamente in lotta per un posto in Champions, posizione che dista solo 3 punti. Segno questo inequivocabile del livello dell’attuale calcio italiano. Un tempo, una squadra con …

jean-claude-blancNonostante il campionato più disastroso degli ultimi 50 anni, dove sta abbattendo tutti i record negativi e nonostante le 12 sconfitte in 32 gare, la Juventus è ancora clamorosamente in lotta per un posto in Champions, posizione che dista solo 3 punti. Segno questo inequivocabile del livello dell’attuale calcio italiano. Un tempo, una squadra con una sconfitta ogni 3 gare o quasi al massimo avrebbe potuto ambire ad una salvezza senza patemi. Dal raggiungimento del quarto posto o meno dipende tutto il futuro della Juventus. Per questo è ancora prematuro parlare di nuovo allenatore(Allegri favorito?) o di nuovi acquisti (Kuranyi?).
La paura di fallire anche l’ultimo obiettivo stagionale ha messo sull’attenti il presidente bianconero uno e trino Jean Claude Blanc. In settimana, si è presentato a Vinovo minacciando i giocatori “fino a quando non farete risultato e non darete dimostrazione d’impegno e professionalità i compensi saranno sospesi”.
Chissà a quanti giocatori sarà venuto in mente di replicare con una pernacchia in stile Totò “Ma come, parla proprio lui?” Questo avranno pensato.
Blanc pur capendo quasi nulla di calcio è uno dei manager più pagati in Italia nonostante poi la sua gestione sia fallimentare sotto quasi tutti i punti di vista. E allora chi merita di più di avere lo stipendio bloccato? I giocatori o chi, ad esempio, lo scorso anno ha esonerato senza motivo quel Ranieri che oggi a Roma è ad un passo dallo scudetto? Sig. Blanc, si faccia un bell’esame di coscienza perché il primo stipendio da congelare sarebbe proprio il suo.
In questi giorni si fa fatica a parlare di calcio giocato perché la diffusione giornaliera di nuove intercettazioni inerenti a Calciopoli sta deviando l’attenzione dei media e non solo dai campi di gioco. D’altronde martedì 13 Aprile a Napoli ci sarà l’udienza decisiva per quello che riguarda il processo penale. L’avvocato di Luciano Moggi, Paolo Trofino, intervenuto ai microfoni di “Tutti pazzi per la Juve” ha confermato che punteranno a smontare completamente l’accusa di “Cupola” per far decadere il capo d’imputazione per associazione a delinquere.
Comunque vada a finire il processo penale, le nuove intercettazioni sono tornate a gettare una pesante ombra su quelli che sono stati i processi sportivi del 2006. Appurato che lo scudetto a tavolino non lo voleva assegnare nessuno, Guido Rossi escluso, le nuove intercettazioni hanno avuto persino il merito di risvegliare dal letargo l’attuale dirigenza juventina.
Parte del comunicato ufficiale emesso dalla Juventus mercoledì 7 Aprile riportava le seguenti parole
“Nel pieno rispetto delle attività riguardanti processi in corso, la Juventus valuterà attentamente con i suoi legali l’eventuale rilevanza di nuove prove introdotte nel procedimento in atto a Napoli al fine di garantire, in ogni sede sportiva e non, e come sempre ha fatto, la più accurata tutela della sua storia e dei suoi tifosi.”
I tifosi juventini nel leggere questo comunicato si sono lasciati andare a commenti ironici. Si è letto sui maggiori forum juventini “ma come, questi per 4 anni non hanno fatto niente per difenderci e ora si avvantaggiano della difesa dei legali Moggi al processo di Napoli?” oppure “fosse stata per Elkann, Gabetti, Montezemolo e Grande Stevens, Calciopoli sarebbe già morta e sepolta”. Eppoi un invito “se riaprono i processi, Dio ci scampi da Zaccone”. Insomma la nuova Juve viene criticata anche quando prova a fare qualcosa di buono. La verità è che ai tifosi non va giù che nel momento più difficile della storia bianconera, ovvero dal 2006 ad oggi, John Elkann & C. sono evaporati non spendendo una sola parola in difesa della Juve che fu e patteggiando la pena ovunque fosse possibile, senza nemmeno provare a difendersi. Altro che accurata tutela.
Calciopoli o non Calciopoli, quando poi ci si ritrova ad ammirare le prodezze di Lionel Messi ti ricordi perché il calcio da sempre è lo sport che più appassiona. Messi è un 1987, stesso anno di Giovinco tanto per intenderci. D’accordo, solo accostare i due giocatori è blasfemo ma pensate, in Italia un 1987 si considera ancora una promessa che deve esplodere. In Spagna invece Messi sono già 6 anni che è stabilmente in prima squadra. Il rilancio del calcio italiano deve passare anche dalla riscoperta dei vivai, ma soprattutto del coraggio di lanciare i giovani. Messi è un fenomeno, un extraterrestre, in alcune sue giocate rivedo addirittura Maradona. Lui giocherebbe ovunque, in qualsiasi paese. Ma sicuramente in Italia avrebbe avuto una maturazione più lenta. Eppure ricordo ancora la prima volta che l’ho visto giocare. Era un Barcellona-Juventus, calcio d’agosto. Era la Juventus stratosferica di Capello che per 2 anni dominò in Italia. Iniziò la partita e subito la piccola pulce fece un tunnel a Cannavaro che reagì con una stilettata sulle sue caviglie. Non aveva gradito evidentemente.
Ripresosi dalla botta, qualche minuto dopo Messi puntò anche Vieira e “zac”, tunnel pure a lui con tanto di calcione ricevuto in cambio pure in questa occasione.
Eppure Messi non indietreggiò di un passo.
Sono bastati 3 minuti per innamorarmi di Messi e capire che sarebbe diventato un grandissimo.
L’Inter dovrà solo sperare che, quando incontrerà il Barcellona, Lionel non sarà nella forma “Arsenal”, altrimenti non ha chance alcuna.
Che bello sarebbe se anche nel calcio italiano si tornasse a parlare solo di calcio giocato. Vero?

Di Stefano Discreti

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