Blanc: "abbiamo esaurito i jolly, vietato sbagliare" | JMania

Blanc: “abbiamo esaurito i jolly, vietato sbagliare”

Non è un inedito il discorsetto alla squadra, da quando s’è avviata questa stagione juventina: Ferrara s’era già incavolato di brutto ai primi di agosto, dopo il 4-1 beccato dal Villarreal («mai più una figuraccia così, siamo la Juve»), e al tecnico s’erano uniti i dirigenti dopo la partita persa per manifesto assenteismo sul prato …

blancNon è un inedito il discorsetto alla squadra, da quando s’è avviata questa stagione juventina: Ferrara s’era già incavolato di brutto ai primi di agosto, dopo il 4-1 beccato dal Villarreal («mai più una figuraccia così, siamo la Juve»), e al tecnico s’erano uniti i dirigenti dopo la partita persa per manifesto assenteismo sul prato di Palermo. E questo è il guaio più ingombrante e pericoloso: la Juve non si evolve, non impara dai propri errori, fatica ad affinare gioco e assetto, anzi è costretta a rivoluzionarlo, smarrisce certezze invece di saldarle, recupera pezzi dall’infermeria e ne lascia di nuovi.
Per questo è bene non sottovalutare la patologia, anche se siamo a novembre, il campionato è lungo e tutte quelle cose che, di questi tempi, danno sempre un po’ di coraggio. O illudono. Ieri mattina a Vinovo, di discorsi, ce ne sono stati addirittura un paio: quello di Jean-Claude Blanc e del ds Alessio Secco con l’allenatore, dai concetti robusti e senza ipocrisie, e quello di Ciro alla squadra. Brutalmente: la società ha ribadito la fiducia al tecnico e tutti si sono ripromessi di restare uniti e remare dalla stessa parte per risolvere i problemi. D’ora in poi, però, i medesimi problemi andranno sostituiti con le soluzioni.
Per farlo, la Juve ha dato un’apprezzabile sterzata pure alla forma che, in alcuni casi, è sostanza. Blanc, al primo stop da presidente, ha deciso di parlare pubblicamente, difendendo il tecnico, ma senza seppellire i problemi della squadra: un anno fa, dopo la sconfitta di Napoli che fu il primo scossone alla panca di Ranieri, né lui né l’allora presidente Cobolli Gigli pronunciarono vocabolo. Non s’è chiamato fuori, davanti alla squadra, neppure Ferrara: atteggiamento doveroso, ma non sempre praticato dagli allenatori che per mestiere s’associano spesso ai professori al cospetto degli alunni. Ciro, invece, s’è messo tra i banchi: abbiamo sbagliato tutti, ha detto in sostanza il tecnico, annotando tra gli errori della serata anche i suoi dalla panchina. Nella chiacchierata con i giocatori in mezzo al campo, si sono pure sfiorate questioni tattiche, compresa la posizione di Diego, che è intervenuto. Certo è che i giocatori hanno ben coscienza della situazione e non la sottovalutano, soprattutto i più esperti: e questo dovrebbe essere un fatto positivo, per migliorare le cose. L’evoluzione che non c’è è il tarlo di molti. Andava meglio all’inizio, insomma: e per un progetto appena pianificato è l’andamento peggiore.
L’incubo è di non trovare la posologia per curare i mali della squadra. Il fatto è che nelle sconfitte della Juve c’è sempre qualcosa di vagamente alieno, frammenti di irrazionalità. «Inspiegabile», diceva Ciro dopo il Napoli. Anche lasciando perdere l’amichevole con il Villarreal, c’è il «disastro» di Palermo, brevettato da Ferrara e Chiellini, ancora sul luogo del reato. «Non c’eravamo proprio», disse il difensore. Fu strano anche il decorso: partita così così con la Fiorentina (scusate, e la reazione?), rischi pazzeschi con il Maccabi Haifa (e in undici contro dieci), una faticaccia a Siena. Poi, il partitone contro la Samp, con il medesimo assetto e praticamente gli stessi uomini utilizzati contro gli israeliani. Tre giorni più tardi, il suicidio di massa contro il Napoli. Chiaro che, con questi alti e bassi, non si arriverà da nessuna parte: se continuiamo così, scordiamoci lo scudetto, ha detto la notte scorsa Buffon.
Ora, il cammino è ancora lungo per tutti, ma il chilometraggio non andrebbe sottovalutato troppo neppure adesso, all’inizio di novembre. Con la sconfitta interna e la vittoria a Livorno dell’Inter, il distacco dal primo posto s’è infatti allungato a sette punti: un record negativo, per i bianconeri. Mai erano stati tanti, dopo le prime undici giornate, da quando i tre punti per vittoria sono legge (dal 1994/95 in poi). Al massimo, erano stati sei, dal Milan (1995/96) e dalla Roma (2000/01): i bianconeri finirono al secondo posto. Ieri non sono stati chiesti replay.

Credits: La Stampa
Fracassi Enrico – Juvemania.it

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