Benfica-Juventus 2-1 | Intervista Antonio Conte | Video

Benfica-Juventus 2-1, intervista Antonio Conte: “Mostrato carattere” (Video)

Benfica-Juventus 2-1, intervista Antonio Conte: “Mostrato carattere” (Video)

Benfica-Juventus 2-1, intervista Antonio Conte: il tecnico dei bianconeri recrimina per il risultato ed è ottimista in vista della semifinale di ritorno

conte-juventus-fiorentina-1-1Benfica-Juventus 2-1, intervista Antonio Conte. “Io ci credo!”. Il tecnico bianconero non è abbattuto al termine della semifinale di andata di Europa League persa al Da Luz di Lisbona. Il Benfica non ha impressionato più di tanto e al ritorno ci sono tutti i margini per ribaltare il risultato. “La Juventus meritava molto – dice Conte a fine gara – , molto di più: per come ha giocato, per quello che ha creato, per l’insieme della prestazione… Sì, forse dovevamo essere più cattivi e determinati sotto porta e fare almeno un gol in più, ma se devo trovare un altro aspetto positivo allora dico che il risultato è ampiamente ribaltabile nella gara di ritorno la prossima settimana. Abbiamo concesso pochissimo al Benfica, anche a livello di possesso palla, che è stato molto basso rispetto alle lore medie. Siamo venuti a giocarci la partita, penso sia stata una bella semifinale, abbiamo massimo rispetto per il Benfica, ma crediamo di poter passare il turno”.

La Juventus, a dire il vero, ha giocato meglio nella ripresa, soprattutto dopo l’ingresso di Giovinco per Vucinic:

Avevo bisogno di un attaccante che potesse tenere palla e nello stesso tempo fosse capace di attaccare gli spazi – dice ancora Conte difendendo la sua scelta – Tevez? Ero molto in dubbio se schierarlo o meno. Fino all’ultimo sono stato incerto, ma alla fine sono felice per il gol e per la prestazione. E’ uscito stremato, ma non sente più dolore”

A fare la differenza, ovviamente, il gol a freddo preso dopo soli due minuti:

Ci sono rimasto per aver preso un gol dopo due minuti su un calcio da fermo – argomenta Antonio Conte – , dobbiamo essere più attenti e precisi perché marchiamo a uomo. Ma devo dire che sono soddisfatto per la reazione e la personalità. Inesperienza internazionale? Sì, quella ce l’abbiamo, è un gruppo vergine d’Europa che in questi due anni ha però fatto passi da gigante. Ora dobbiamo conquistare questa finale e progredire, ma il gol preso all’inizio non c’entra con l’Europa: è stata una disattenzione e basta. In fondo con un pizzico di fortuna in più – conclude – saremmo qui a parlare di un altro risultato.

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