Beccantini: "Club ostaggio delle bandiere" | JMania

Beccantini: “Club ostaggio delle bandiere”

Meglio bandiera che banderuola, naturalmente. Se il calcio è diventato il più suggestivo dei romanzi popolari, molto si deve ai simboli che hanno consentito ai tifosi di identificarli, e identificarsi, nelle squadre del cuore. Meglio bandiera, a patto di non fare prigioniero il club. L’onnipotente Spagna di questo periodo offre argomenti su cui riflettere. Oggi …

Meglio bandiera che banderuola, naturalmente. Se il calcio è diventato il più suggestivo dei romanzi popolari, molto si deve ai simboli che hanno consentito ai tifosi di identificarli, e identificarsi, nelle squadre del cuore. Meglio bandiera, a patto di non fare prigioniero il club. L’onnipotente Spagna di questo periodo offre argomenti su cui riflettere. Oggi si decide la sorte di Raul. La leggenda del Real Madrid è sul punto di accordarsi con lo Schalke 04. Raul Gonzalez Blanco, madridista dal 1992: 3 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 6 campionati, record di presenze e di gol. Con Raul, lascia anche Guti, 34 anni a ottobre e da quindici al Bernabeu. Sarà stato l’arrivo di José Mourinho, saranno stati i calcoli dei diretti interessati o gli scrupoli di Florentino Perez. Morale della favola: tagli dolorosi,ma netti. Raul, per la cronaca, ha 33 anni. PaoloMaldini si ritirò a 40. Francesco Totti, lui, va per i 34 (li compirà a settembre) e Alessandro Del Piero per i 36 (li festeggerà a novembre). Totti e Del Piero incarnano la storia della Roma e della Juventus, società dalle quali tanto hanno avuto e alle quali tanto, anche sul piano degli infortuni, hanno dato. Nell’ultimo torneo hanno segnato, rispettivamente, quattordici e nove gol. La mediocrità è così diffusa e radicata che potranno giocare serenamente fino agli «anta», demolendo il muro delle duecento reti in serie A.
Non è in discussione il patrimonio di affetto, di talento, di tradizione che riassumono. Semai, il futuro che dall’alto delle carriere e del logorìo tengono in ostaggio. Caschi il mondo, a Totti piace giocare «libero d’attacco», prima punta: Toni lo ha imparato sulla sua pelle, ora tocca ad Adriano. Del Piero o Diego, ha dichiarato Del Neri. Un piccolo passo avanti rispetto alle ambiguità dell’ultima gestione. Totti è una religione, Del Piero un sentimento. Non si parla di eredi, nel loro caso, ma solo di contratti spalmabili e cariche affittabili. Totti predica anche quando potrebbe farne a meno, Del Piero tace anche quando dovrebbe alzare la voce (penso allo spogliatoio spaccato e al Ranieri silurato: non disse beo). Lo juventino è più «toccabile» del romanista, nessuno studia da leader, entrambi si cibano di episodi e, padroni di troppi destini, continuano a credersi la soluzione e non il problema.

5 commenti

  1. Mettere Diego e Del piero sullo stesso piano è davvero una follia. Del Piero come xeconda punta al momento vale minimo 3-4 Diego. Se poi discutiamo della freschezza fisica etc etc è un altro discorso. Del Piero non lo si pensiona semplicemente perché non ci sono i soldi e/o non ci sono nuovi “Del piero” in giro.

  2. Mourigno è un grande anche in questo, ha detto a Raul che non c’era più posto per lui e RAUL campione qual’è ha capito e si è fatto da parte, un discorso simile dovrebbe essere fatto anche da Del Neri a Del Piero, il nostro Alex è stato un campione immenso ma 36-37 anni per un attaccante sono moltissimi, ben venga Del Piero nello staff tecnico, ancora un anno come capitano quasi mai giocatore, ma se mettiamo sullo staso piano lui e DIEGO è una follia, Diego potrebbe essere sacrificato NON per far spazio a DZEKO bensì per far spazio a Del Piero che COMANDA TANTISSIMO IN SQUADRA e tutto ciò è sciocco!!!

  3. sono d’accordo con beccantini, non si può essere ostaggio delle bandiere che, se si ritengono tali, devono anche sapere quando farsi da parte per permettere alla società che gli ha permesso di essere grandi e che li ha fatti ricchi,di ringiovanirsi e rinforzarsi.Questo senza dimenticare quello che hanno fatto per la storia del club (una per tutte per il nostro capitano il gol a Tokyo).

  4. Perfetto, la Juve si privò di Baggio perché arrivò un tale Del Piero e dimostrò di aver le “palle” per sostituire Baggio. In 14 anni quanti sono arrivati alla Juve con le “palle” per sostituire Del Piero? Se si tentenna sugli stessi Giovinco e Diego, vuol dire che non li si ritiene all’altezza no?

  5. venederli tutti… dietro ad una scrivania o altrimenti in una squadra di seconda fascia in attesa di un loro rientro dirigenziale a fine carriera…
    i tifosi RINGRAZIANO ETERNAMENTE per quello fatto in carriera (NON CERTAMENTE A GRATIS…) ma non si possono vendere e bloccare la carriera di giocatori giovani (vedi giovinco e diego) per dare spazio ai senatori.
    Si ricordi che la juve si privò di Baggio per dar spazio al giovane del piero…

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