Barzagli "Scudetto inaspettato ma la stagione non è ancora finita" | JMania

Barzagli “Scudetto inaspettato ma la stagione non è ancora finita”

Barzagli “Scudetto inaspettato ma la stagione non è ancora finita”

“Lo scudetto è un sogno che si è avverato. Ora mancano due settimane per chiudere tutto e siamo ancora molto concentrati ma per ora è bello festeggiare. Contro l’Atalanta più una passerella, che lo sarà per i tifosi, vogliamo fare una bella figura e chiudere imbattuti. Poi ci sarà anche la finale di Roma contro …

“Lo scudetto è un sogno che si è avverato. Ora mancano due settimane per chiudere tutto e siamo ancora molto concentrati ma per ora è bello festeggiare. Contro l’Atalanta più una passerella, che lo sarà per i tifosi, vogliamo fare una bella figura e chiudere imbattuti. Poi ci sarà anche la finale di Roma contro il Napoli ma ci penseremo a tempo debito”. Andrea Barzagli, protagonista di un’annata straordinaria con la Juventus, è stato oggi protagonista del ‘Filo Diretto’ con i tifosi su Juventus Channell. “L’emozione del Mondiale non la paragono con nessun’altra. Vincere però lo scudetto con la Juve è un’emozione molto forte, più forte certamente del titolo con il Wolsfburg. L’Italia agli europei parte per vincere. Siamo una squadra che deve arrivare più lontano possibile. Vediamo come andrà il nostro cammino che considerando i nostri avversari non sarà certo facile. Ritornando allo scudetto devo dire che gli ultimi 10 minuti contro il Cagliari sono stati incredibili soprattutto per quello che ti passava per la mente o quello che stava accadendo in panchina. Quando si vince è sempre bello. È difficile dire quale sia la vittoria più bella perché sono gioie importanti. Sono gioie diverse, perché il campionato lo porti avanti nove mesi mentre il campionato del ondo è un mese di tensioni incredibili. L’importante è che alla fine si riesca ad esultare”, ha proseguito il centrale bianconero.

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Dopo il settimo posto dello scorso anno, di certo Barzagli non si aspettava di vincere il tricolore così presto:

Non mi aspettavo di vincere il campionato ad inizio stagione. Volevamo tornare protagonisti e certamente la Juve non meritava piazzamenti come il settimo posto. Poi è chiaro che ci abbiamo creduto ogni domenica di più ma in partenza non c’era la convinzione di vincere subito lo scudetto. Non pensavo che avremmo festeggiato con il Cagliari a Trieste ma di certo il successo contro gli isolani è stato decisivo perché se anche il Milan avesse mantenuto il distacco lo scudetto sarebbe stato quasi nostro. Questo gruppo è fatto in maniera tale che se mancano tre titolare va in sofferenza in difesa ma chiunque scende in campo sa cosa fare. Basti pensare ai difensori centrali con il Genoa, Vidal e Caceres non hanno fatto rimpiangere chi mancava. L’anno scorso abbiamo affrontato partite in cui non avevamo tanta fiducia. Abbiamo pareggiato partite in casa che vincevamo anche due a zero. Quest’anno invece è andata in modo totalmente diverso.

Dopo l’Atalanta ci sarà la possibilità di chiudere la stagione con un altro trofeo, la Coppa Italia, in palio il 20 maggio a Roma contro il Napoli:

Contro il Napoli in Coppa Italia sarà dura. Loro arrivano molto carichi, avranno una settimana per preparare una partita secca in cui può succedere di tutto. Non sarà facile contro gli azzurri ripensando soprattutto alla sfida del San Paolo. Dobbiamo ripartire da quello che abbiamo visto allo Juventus Stadium. Sono molti anni che giocano insieme, è una squadra che basi solide e giocatori in attacco molto forti. Dobbiamo prepararla nel migliore dei modi anche perché in difesa ci sarà molto da lavorare». «La mia migliore prestazione? Non lo so, forse in casa contro il Napoli perché non gli abbiamo concesso nulla. È stata una partita moto efficace in fase difensiva. Differenze tra la Bundesliga e la Serie A? Soprattutto a livello tattico dove tutti sono preparati. In Bundesliga anche la piccola va in casa del Bayern Monaco per giocarsela. Si gioca molto più sulla corsa mentre in Italia ci sono più qualità individuale. Il segreto del nostro successo è il lavoro. La difesa è un reparto a sè in cui ci si aiuta sempre e in cui non puoi giocare singolarmente come succede in attacco. Il mio compagno di stanza? Padoin. Quello con cui ho più legato ed esco di più? Siamo in molti ad uscire insieme con mogli e fidanzate. Il giovane che più mi ha impressionato? Nella Primavera ce ne sono molti. Spero che continuino così senza montarsi troppo la testa. La mia canzone preferita? Ce ne sono tante però posso dire che i Nirvana sono al top con “Smells like teen spirit”. L’avversario più difficile da marcare? Milito perché ha dei movimenti incredibili ma anche Ibrahimovic perché è una guerra per tutta la partita.

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