Balotelli ed i fischi: quando il razzismo non c'entra proprio nulla | JMania

Balotelli ed i fischi: quando il razzismo non c’entra proprio nulla

Quasi ogni domenica, da qualche tempo a questa parte, è sempre la solita solfa: partite da fermare, sedicenti opinionisti che gridano allo scandalo, pubblico etichettato come “fermo all’età della pietra” e altre amenità del genere. Si, amenità. E non perchè io approvi in qualche maniera i cori razzisti, ma mi pare abbastanza incredibile che al …

Balotelli zittisce la curva romanista

Balotelli zittisce la curva romanista

Quasi ogni domenica, da qualche tempo a questa parte, è sempre la solita solfa: partite da fermare, sedicenti opinionisti che gridano allo scandalo, pubblico etichettato come “fermo all’età della pietra” e altre amenità del genere.
Si, amenità. E non perchè io approvi in qualche maniera i cori razzisti, ma mi pare abbastanza incredibile che al centro della querelle ci sia sempre lui, Mario Balotelli da Brescia.
I tanti parrucconi che in TV si addolorano per i “cori razzisti ed i fischi ad ogni tocco del pallone” senza nemmeno mai aver visto una partita da una gradinata e, soprattutto, senza mai aver visto il comportamento di Balotelli in campo (e fuori, aggiungerei), sarebbe ora che iniziassero a pensare ad una motivazione alternativa. Inutile girarci attorno: il signore in questione si è guadagnato il disprezzo dei tifosi avversari perchè è un provocatore, uno strafottente, un giocatore di calcio che incarna tutti i difetti della “casta” al quale lui è strafiero di appartenere. Gesti di ogni tipo contro le curve (chi non ricorda il volo d’angelo con il quale si procurò uno dei tanti rigori fantasma concessi all’Inter per poi rivolgersi fieramente ai tifosi?), avversari irrisi in campo, dichiarazioni al limite nei dopopartita e farneticazioni varie su argomenti che, ahilui, non conosce affatto ne hanno fatto un bersaglio facile per qualunque tifoseria italiana.
Prendiamo l’ultima partita con il Cagliari, una squadra – ed una città – che ha eletto a suo simbolo e venerato per anni come un re David Suazo (che notoriamente è di colore) e che mai è stata al centro di episodi di “razzismo”.
E dei tifosi del Chievo, ne vogliamo parlare? Notoriamente i più tranquilli d’Italia (se non del Pianeta), hanno iniziato a sommergerlo di fischi ad ogni tocco del pallone da quando si permise di ammonirli mettendo l’indice davanti alle labbra dopo un goal.
E non solo: sommerso di fischi e “buuu” praticamente ovunque vada a giocare: Milano come Palermo. Pure quando gioca in Nazionale.
Ordunque: qualcuno riesce a comprendere da tutto questo che il razzismo non c’entra assolutamente nulla? Balotelli è un catalizzatore (in negativo) di masse: riesce a farsi “odiare” ovunque vada per i suoi atteggiamenti, per le sue infantili provocazioni a tifosi ed avversari. E pensare che stiamo parlando di uno dei giovani talenti più forti mai visti calcare un campo di calcio da anni ed anni.
Sarebbe ora di iniziare a coniugare in maniera corretta il termine “razzismo“: l’odio di matrice religiosa che alimenta i vari conflitti nel Mondo è razzismo; la persecuzione dei neri in Sudafrica è razzismo; l’idiozia del presidente di una Nazione che auspica di cancellarne un altra dalla cartina geografica è razzismo; non i fischi ad un giocatore di pallone, irritante nei modi come una pianta di ortica negli slip.
I precedenti si sprecano. Prendiamo Ibrahimovic. Da sempre le frange estreme delle curve di tutta Italia lo etichettano come “zingaro“, dedicandogli cori e striscioni a iosa. La stragrande maggioranza di loro nemmeno lo sa del perchè di un epiteto del genere: basta che sia un insulto. Questo per rimarcare il fatto che seppure il concetto sia sbagliato di base – cercare il punto debole del giocatore ed usarlo nella maniera più becera possibile per offenderlo – il razzismo è ben altra cosa.
Il rimedio? In attesa che Balotelli cresca un altro po’ ed impari a dribblare anche gli imbecilli che lo insultano, sarebbe utile tenere un profilo più basso in occasioni come queste, evitando di evocare un sentimento orribile come quello del razzismo per occasioni ed avvenimenti che di discriminante non hanno proprio nulla.
Facile da dire, difficile da praticare: invece di stendere un velo pietoso sui comportamenti di una parte del tifo organizzato italiano, come ampiamente auspicato da qualunque opinionista intervenga sull’argomento, decine e decine di trasmissioni televisive o radiofoniche e fiumi di inchiostro celebrano a modo loro – con ore ed ore di discussioni inutili – l’ennesimo “caso Balotelli“.
Olè.

Fracassi Enrico per Juvemania.it

3 commenti

  1. Basta con l’apoteosi della violenza. Basta con le notizie che sfruttano la curiosità malata di psicopatici. Auspico che anche lo sport torni nei suoi valori originari. Non si può accoltellare un altro ragazzo perchè dei miliardari in mutande vincono o perdono giocando una partita di pallone.

  2. Condivido tutto quanto, e aggiungerei un concetto: siccome è inutile aspettarsi che i giornalisti e gli addetti ai lavori smettano di cavalcare queste situazioni, spetta a noi tifosi smettere di seguire le loro trasmissioni e di comprare i loro giornali… 😉

  3. Ineccepibile. dalla prima all’ultima parola. Da incorniciare.

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