Calciopoli & Co Interviste

Avv. Trofino: “Al processo di Napoli solo autogol dell’accusa. La prescrizione? Si può rinunciare”

Scritto da Redazione JM

Ai microfoni di 'Tutti pazzi per la Juve' è intervenuto l'avvocato Paolo Trofino, legale di Luciano Moggi al processo di Napoli, che ha detto la sua sugli ultimi sviluppi relativi a Calciopoli.

Buonasera Avvocato, è per noi un grande piacere averla nuovamente ai nostri microfoni, anche perchè lei è solitamente abituato a parlare solo con i fatti in Tribunale. Le era mai capitato, in tanti anni di professione, di assistere a due istanze di ricusazione di un giudice da parte dei PM?
"Sapete che non amo parlare molto al di fuori delle aule di tribunale ma in questo caso, sopratutto per la stima e amicizia nei confronti di Stefano (Discreti ndr), farò un'eccezione. Allora in risposta alla vostra domanda vi dico che in una delle pochissime interviste che rilasciai all'inizio dicevo che mi auguravo che questo procedimento contro Moggi sarebbe stato un processo normale verso un cittadino normale, perché sentivo la pressione dei media che era fortissima e mi preoccupava tutto questo sistema informativo che ci premeva addosso. Purtroppo il processo normale invece non lo è stato mai, né nelle indagini né nel dibattimento e non lo è ancora di più con questa richiesta di ricusazione che, a distanza di oltre un anno dalla precedente, ci è piovuta addosso. L’eccezionalità di questo processo deriva da fatti straordinari. Ormai c’è una normale fuga di verbali in ogni processo, questo si sa. Ma in questo processo addirittura sono stati pubblicati i tomi delle intercettazioni!! L’Espresso e Panorama pubblicarono per intero le telefonate, quindi anziché un solo verbale qui si pubblicò tutto. Immaginate quindi l’eccezionalità della cosa ed eccezionale è stata questa richiesta dei pubblici ministeri, sulla cui fondatezza aspetto la Corte d’appello, ma posso dichiarare con certezza che è infondata."

A differenza degli altri legali che l'affiancano nella difesa di Luciano Moggi, lei hai vissuto anche periodi precedenti all'interno della Juventus. Perché i legali della Juventus non vi hanno mai spalleggiato, almeno mediaticamente, nella difesa di Luciano Moggi lasciando di conseguenza il processo nell'anonimato dei media, che riportano solo quello che gli fa più comodo?
"La Juventus in un primo momento ha avuto un atteggiamento prudente perché era preoccupata che tutto quello che stava accadendo si potesse ripercuotere su aspetti economici contro la società. Ma credo anche che sin dall'inizio non abbiano ben compreso la portata di questo evento che si presentava come un’inchiesta piena di prove, letta con superficialità nella fase preliminare, e che poteva spaventare. Quindi credo che sia stata una valutazione errata da parte di qualcuno che ha poi indotto la società ad assumere un atteggiamento che poi nel tempo è cambiato."

Ma perché dopo l’uscita di tutte queste intercettazioni decisive la Juventus non fa un passo determinato in merito?
"Andrea Agnelli ha fatto un passo, ha fatto l’esposto sul quale Palazzi, con un leggero ritardo, sta mandando avanti questa indagine."

Però lo ha fatto solamente sulla parte riguardante la revoca dello scudetto all’Inter e non sulla revisione del processo sportivo...
"Revisionare un processo sportivo è piuttosto difficile perché i tempi di prescrizione sono abbastanza difficili da superare..."

Possiamo affermare che, nel caso passasse la ricusazione del giudice Casoria o venisse approvata in Parlamento la legge sul processo breve, questo processo rischierebbe di finire o in decadenza dei termini o, allungandone i tempi, fino alla prescrizione?
"Il problema se passasse la legge sul processo breve è che, nella fase dibattimentale in cui siamo adesso cioè quasi al quinto anno, il processo sarebbe praticamente finito. Comunque  noi non staremo fermi su queste ultime iniziative della Procura. Aspetteremo il 25 Marzo per quanto riguarda la decisione sull’istanza di ricusazione ma è evidente che questo atteggiamento della Procura è stranissimo e anomalo perché un’istanza di ricusazione, quasi mai fatta da nessun pubblico ministero, qui addirittura è stata ripetuta due volte mettendo in piazza i panni sporchi della magistratura napoletana e non se ne capisce il perché.
Se questo processo dovesse ricominciare da capo, immaginate quanto tempo ci vorrebbe ai nuovi giudici per leggere tutte le migliaia e migliaia di pagine di questo processo, ascoltare le migliaia di telefonate. Ci vorrebbe un anno solo per conoscere il processo ed iniziare a rifarlo. Perché il pubblico ministero chiede questo e perché lo chiede solo dopo un 507? Ovvero nell’ultima udienza la Procura ha chiesto di ascoltare alcuni testi ai sensi della norma del codice che prevede che alla fine dell’istruttoria dibattimentale le parti possono ancora richiedere delle prove. Questo significa però che se la Procura ancora cerca delle prove il 1° di Marzo 2011 evidentemente pensa che il processo non è ancora ben definito da prove serie. Se poi questi testi dell'accusa che arrivano fanno la figura che hanno fatto, che ovviamente non è riportata dai media esattamente come è avvenuta, ma è una totale debacle per l’accusa, e l’istanza di ricusazione arriva il giorno dopo..... Noi comunque faremo le nostre mosse che ovviamente non posso anticiparvi per motivi di strategia difensiva."

Possiamo affermare che, caso rarissimo e contrariamente a quello che avviene di solito, l’accusa sembra stia quasi cercando di allungare i tempi per ottenere una prescrizione mentre la difesa vuole invece arrivare il prima possibile alla sentenza?
"Io non sono mai propenso a discutere su dietrologie. I Pm vogliono la prescrizione perché pensano di perdere? Questo non lo so, può anche darsi ma vedete noi abbiamo rinunciato a 50 testi per due motivi. Primo perché non avevamo più interesse ad ascoltare testi a discarico nel momento in cui il dibattimento aveva dimostrato che non c’erano prove di carico. Secondo perché Moggi e gli altri hanno interesse a vedere questo processo finito il prima possibile. Quindi è veramente tutto un’anomalia incredibile perché di solito si dice che gli avvocati cercano sempre di perdere tempo per poter arrivare alla prescrizione mentre in questo caso il pubblico ministero chiede per la seconda volta infondatamente la ricusazione di un magistrato che è stato già definito precedentemente super-partes dalla Corte d’appello. Questa anomalia però scatena un effetto molto negativo per il mio assistito. Io metterò in campo tutto quello che potrò per far sì che questo non provochi un danno."

Nel caso in cui passasse la ricusazione della Casoria l’imputato potrebbe scegliere comunque di non arrivare alla prescrizione ma di ottenere sempre la sentenza?
"La prescrizione è rinunciabile a termini di legge. La rinuncia alla prescrizione è un diritto soggettivo."

Per quanto riguarda invece il ruolo dei media nel processo volevamo chiederle questo: si aspettava una reazione così imponente al suo definire “la madre di tutte le intercettazioni” quella in cui c'è il famoso “metti Collina….” nella telefonata tra Facchetti e Bergamo?
"Io sono rimasto molto seccato dalla dichiarazione di Gianfelice Facchetti, anche perché io non avevo nessuna intenzione di offendere nessuno. L’ho definita così perché erano cinque anni che si diceva che Moggi era uno che parlava con i designatori e che per questo poteva essere processato e radiato e doveva smettere di occuparsi di calcio, poi alla fine si scopre come con l’ultimo teste dell’accusa (Minotti ndr) che ha fatto un autogol straordinario, che i vertici dell’Inter ed anche di altre squadre come il Parma di Arrigo Sacchi, andavano a fare le cene con Bergamo, che poi non c’è nulla di male.  Ma se l’elemento di carico dell’accusa è quello che incontrare i designatori a cena è sintomo di aver fatto qualche illecito con loro, allora è un fatto generalizzato perché tutti ci andavano, Bergamo l’ha sempre detto, tutti quelli che andavano a giocare a Livorno venivano invitati a cena ed anche in altre occasioni. Per cinque anni ci hanno massacrato con questa storia delle griglie quando di griglie ne parlavano tutti, persino Zamparini, attraverso il suo direttore sportivo...."

Eppure un anno fa il PM dichiarò “piaccia o non piaccia non ci sono telefonate di altri presidenti…”
"Ma questa non è l’unica cosa che è stata stravolta da questo processo. L’ipotesi dell’esistenza di una cupola con a capo Luciano Moggi è un’ipotesi completamente frantumata e devastata dall’istruttoria dibattimentale. Per noi il processo era praticamente finito, aspettavamo solo di stabilire gli interventi finali dei difensori e le discussioni. Poi il pubblico ministero ha azionato quell’articolo per dimostrare un’accusa che era rimasta assolutamente nel vano, distrutta e frantumata, dopodiché visto che la nuova prova non aveva prodotto niente restavano solo le discussioni finali. Quindi il processo era già finito prima di questa richiesta di ricusazione. Inoltre la richiesta è fatta solo verso il presidente del collegio, e, se venisse accettata, metterebbe anche gli altri due giudici nella condizione di non poter continuare, perché sia la dottoressa Gualtieri che la dottoressa Pandolfi sono già state trasferite in altri uffici. Quindi bisognerebbe ricomporre un nuovo collegio da capo ed immaginate che lavoro per i giudici. E quindi io sono molto perplesso."

Nei giorni scorsi abbiamo ascoltato da noi un Luciano Moggi molto amareggiato per questo possibile allungamento del processo, perché ovviamente lui vuole la sentenza al più presto. Cosa ci può dire in merito?
"In passato quando ci fu il processo per doping contro la Juve io inventai il termine “gogna mediatica” e quella a cui è stato sottoposto Moggi è stata la peggiore di tutte. Vi ricordate che nel 2006 ogni quotidiano faceva 6-7 pagine su Moggi dicendo  di tutto, mentre per l’elezione di Napolitano a Presidente della Repubblica ne facevano al massimo 4? Hanno distrutto la sua famiglia ed i suoi affetti ed adesso i pubblici ministeri fanno una richiesta così pretestuosa... Credo che Moggi debba avere tutta la nostra comprensione. Lo si vuole tenere ancora fuori dal mondo del calcio? Peccato che lui non abbia nessuna intenzione di rientrarci e comunque non farebbe mai più le funzioni che espletava quando c’era prima. Ha diritto ad una parola fine, come pure tutti i tifosi della Juve hanno diritto di sapere alla fine di tutta questa tragedia, che ha distrutto il blasone sportivo e tutto il resto, cosa c’era di vero e di effettivo e soprattutto se non è vero che il mondo del calcio era attraversato da mille illegalità diffuse delle quali non era responsabile solo la Juve. Punto e basta. Poi voglio dire un ultimo pensiero: tantomeno possono considerare Moggi come il diavolo, perché non sarebbe stato possibile vivere per un diavolo in un mondo di angeli per tanto tempo. Moggi alla Juve è stato tanti anni a mietere successi, basta guardarsi un attimo la formazione della Juventus del 2004/2005 e del 2005/2006 e capire un poco poco di calcio,per chiedersi come poteva essere considerato strano che la Juve vincesse gli scudetti. Nel procedimento disciplinare io lo dissi: guardate la finale del 2006 di Berlino! Guardate i 22 giocatori in campo. Quello è lo specchio di chi era Moggi."

Che effetto potrebbe avere sul processo di Napoli l’attuale riforma della giustizia che il Parlamento sta portando avanti?
"Avrà dei tempi talmente lunghi che su Calciopoli non avrà nessun effetto."

Quindi è solo questa istanza di ricusazione che può sconvolgere il processo nell'immediato?
"Sì, perché significherebbe ricominciare tutto da capo. Si dovrebbe esultare perché la prescrizione sarebbe vicinissima, seppure per Moggi sarebbe un po’ più lunga,ma noi non esulteremmo affatto. Noi vogliamo la parola fine e vogliamo il “restore” di alcune situazioni di carattere sportivo, la rivalsa dei tifosi e della proprietà che hanno scoperto che tutto il mondo faceva delle cose normali. Andare a cena con Bergamo e Pairetto, se non si dimostra che in queste cene avvenivano accordi di carattere illecito, erano semplici incontri fra persone che si conoscevano, come ad esempio Moggi che conosce Bergamo da 40 anni, da quando l'ex designatore faceva l’arbitro. E molte di queste amicizie esistono ancora oggi come per qualche guardalinee ancora in attività che alza la bandierina...".

(Credits: 'Tuttipazziperlajuve.com' e 'Juvenews.net' per la trascrizione)

1 Commento

  • “La prescrizione è rinunciabile a termini di legge. La rinuncia alla prescrizione è un diritto soggettivo.”\r\nChe Moratti rinunci alla prescrizione !!!!!

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