Ancelotti: "Non sarò il successore di Lippi" | JMania

Ancelotti: “Non sarò il successore di Lippi”

Carlo Ancelotti spazia tra vari argomenti nell’intervista pubblicata oggi da La Repubblica: “Il prossimo anno il ct azzurro non saro’ certamente io. Sono l’allenatore del Chelsea – precisa l’ex tecnico del Milan -, vedremo come finirà questa bella avventura. Intanto in giugno andrò a vedere il mondiale in Sudafrica, come in Germania. A me stuzzica …

carlo ancelotti chelseaCarlo Ancelotti spazia tra vari argomenti nell’intervista pubblicata oggi da La Repubblica: “Il prossimo anno il ct azzurro non saro’ certamente io. Sono l’allenatore del Chelsea – precisa l’ex tecnico del Milan -, vedremo come finirà questa bella avventura. Intanto in giugno andrò a vedere il mondiale in Sudafrica, come in Germania. A me stuzzica l’idea di allenare una nazionale, non necessariamente africana”. Il tecnico del Chelsea presenta così il Mondiale del prossimo anno. “Mi aspetto qualche sorpresa, a giudicare dalle qualificazioni”.
Francia e Portogallo sono agli spareggi e intanto sono salite le quotazioni di nazionali non proprio famosissime, come la Slovacchia: “C’e’ sempre piu’ equilibrio in campo internazionale. Sicuramente sarà un Mondiale molto equilibrato. Non vedo una nazionale che spicchi nettamente sulle altre. Il Brasile sembra leggermente più forte, ma non è detto. Quanto ai grandi giocatori, se ci saranno i francesi e Cristiano Ronaldo, mancherà solo Ibra”. E l’Italia di Lippi? Può ancora dire la sua? “Ha perso qualche giocatore di qualità, però è rimasto il gruppo. Nel 2006 vinse con quello, non con la qualità. Ripetersi, quattro anni dopo, è difficile. Ma le condizioni per un ottimo mondiale ci sono, i nuovi possono portare qualcosa di nuovo. I talenti non mancano.
Paloschi, Ranocchia, Balotelli, Santon sono bravi. Lo spazio nei club i giovani non sempre lo trovano, mica solo in Italia.
E’ un diritto di Lippi fare le scelte, è stato messo lì per questo. Non vedo le invocazioni per Cassano come una moda o un fenomeno di costume: il tormentone della lista per il mondiale c’è sempre stato e sempre ci sarà”.
Ma ci sarà anche la variabile delle incognite? Certo che sì per Ancelotti: “In Sudafrica farà fresco: in teoria è un vantaggio per il gioco. Ma alcune sedi delle partite sono in altitudine, il che può giocare brutti scherzi. Lo dico per esperienza: a Messico ’86 constatai che lo sforzo è diverso e che il pallone non viaggia allo stesso modo. Fenomeni sconosciuti non ne vedo. I grandi fuoriclasse saranno i protagonisti annunciati, da Messi in giù”. Le sorprese? Le africane e non solo perchè per la prima volta si gioca un mondiale in Africa. Oltre al Sudafrica, ci sono le migliori scuole del continente – spiega ancora Ancelotti -, Nigeria, Camerun, Ghana, Costa d’Avorio e la vincente dello spareggio Egitto-Algeria. Non mi stupirei, se una di queste arrivasse tra le prime quattro. Al Chelsea alleno quattro africani, tra i quali Drogba, che è tra i primissimi al mondo. Sono proprio forti. I brasiliani hanno fantasia, tecnica e Dunga, un ct molto più pragmatico del solito. Pato può andare in Sudafrica e sfondare. Quanto a Ronaldinho, dipende solo da lui riprendersi il posto”. Infine un giudizio sul lavoro di Capello, ct dell’Inghilterra. “Da Londra vedo che ha un ottimo rapporto con gli inglesi. La qualificazione diretta al mondiale non è mai scontata, per l’Inghilterra, e in più ha 5-6 giocatori di primissima fascia. Mi è capitato di sentirlo, preparerà l’appuntamento col massimo scrupolo”.
(Credits: la Repubblica)

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