Ancelotti: Juve spacciata se entra in campo con la paura dell'Inter | JMania

Ancelotti: Juve spacciata se entra in campo con la paura dell’Inter

Carlo Ancelotti non cambia mai. Anzi, se possibile il calcio inglese l’ha reso ancora più sereno e distaccato. Un esempio: ieri a poco più di due ore dalla partita di Carling Cup fra il Blackburn e il suo Chelsea, Carletto ha accettato di parlare di Juve-Inter. Improponibile replicare la stessa situazione con un allenatore in …

ancelotti_chelseaCarlo Ancelotti non cambia mai. Anzi, se possibile il calcio inglese l’ha reso ancora più sereno e distaccato. Un esempio: ieri a poco più di due ore dalla partita di Carling Cup fra il Blackburn e il suo Chelsea, Carletto ha accettato di parlare di Juve-Inter. Improponibile replicare la stessa situazione con un allenatore in Italia. Questione di carattere, ma anche di sicurezza nei Blues: «Abbiamo vinto diciotto partite su ventuno. Scusate l’immodestia, ma alleno una squadra fortissima».

Scusi l’intromissione, ma qui incombe Juve-Inter e come sa bene uno che fino a ieri allenava in Italia, da giorni non si parla d’altro. A lei interessa?
«Sinceramente, seguo, ma senza trasporto. Il Chelsea mi assorbe totalmente, sabato sera non potrò neppure vedere la partita di Torino perché giochiamo a Manchester con il City e sarò in viaggio. Comunque non vi invidio. Ma parlate solo di calcio in Italia?».

Scusi sir Carletto, ma questo è. All’inizio della stagione lei diede le percentuali scudetto: Inter 85%, Juve 15%. Conferma?
«L’Inter era e resta superfavorita, la Juve so che ha dei problemi adesso, ma è terza e non vedo ragione per disperarsi. Seguo poco la Juve, ho visto le due vittorie a Roma d’inizio stagione e francamente mi ha impressionato».

Si vede che pensa solo al Chelsea e si è distratto. Oggi la Juve non è più la stessa squadra. Secondo lei c’è un motivo?
«Fossi in Ferrara non mi preoccuperei, il campionato è ancora lungo, per me se c’è crisi è passeggera. Conosco bene i brasiliani. Sono lunatici, vanno a corrente alternata. Poi ingranano e danno spettacolo».

Diego, campione o sopravvalutato?
«Campionissimo. L’ho seguito molto l’anno scorso e l’ho affrontato due volte con il Milan contro il Werder Brema. È un grande trequartista».

Nella Juve spesso gioca lontano dalla porta.
«Perché deve ambientarsi e trovare la posizione ideale. Melo e Amauri conoscono l’Italia, per lui è tutto nuovo. Dategli tempo, non vi deluderà».

Ferrara è da Juve?
«Ciro è un allenatore vero, il classico uomo di campo. Deve fare le sue esperienze ed è più facile cominciare nel Pizzighettone che nella Juve. Ma lo conosco, non sarà travolto dalla responsabilità e scommetto su di lui».

Mourinho è sempre da Inter?
«È un maestro, lo dicono tutti».

Forti, robusti, anche imbattibili questi interisti?
«Io continuo a non trovare punti deboli. Per me l’Inter è una delle formazioni più difficili da affrontare a livello europeo».

In Italia imbattibili, ma in Champions?
«Anche noi del Chelsea avremmo problemi contro il Barcellona. E il Real, non ha perso al Camp Nou?».

Faccia uno sforzo, senza distogliere l’attenzione dalla sfida con il Blackburn. Riesce a trovare il tallone d’Achille dei nerazzurri?
«No, perché assomigliano molto al Chelsea, quindi sono bravissimi e come il Chelsea sono guidati da un grande allenatore. Non li batti sulle palle alte, fisicamente rischi di farti male».

Ha seguito il caso Balotelli?
«Vicenda triste. Non è razzimo è imbecillità e ignoranza».

A Torino quelli che lo insultato sono gli stessi che la chiamavano maiale, tradotto pig, visto la sua dimestichezza con la lingua. Ricorda?
«Appunto, ignoranti. Lui, comunque, ci mette del suo. È giovane e si lascia andare ad atteggiamenti non proprio simpatici. Questo non giustifica chi lo insulta. Per me, comunque, non è questione di pelle».

Vista l’aria che tira, lo farebbe giocare sabato sera?
«Se si è allenato bene e sta bene, non vedo perché lasciarlo fuori. E credo che anche Mourinho ragionerà così. Josè non è tipo da farsi condizionare da fattori esterni al campo».

Vorrebbe Balotelli a Londra?
«A me piace. Non so quanto sia facile gestirlo. Se davvero è indisciplinato, Mou fa bene a metterlo in castigo. Spero non sprechi il suo grande talento».

Sabato su quale panchina si siederebbe più volentieri?
«Su nessuna delle due, preferisco vivere. Nel senso che ho la mia oasi di pace e lascio agli altri i problemi. Sarà una partita tutta da gustare. Me la farò raccontare».

Chi rischia di più l’eliminazione in Europa?
«Nessuna delle due. La Juve non avrà problemi a fare quel punto che le serve contro un Bayern in difficoltà».

Incoraggi Ferrara: può battere l’Inter?
«Vedo grande equilibrio e un pareggio. Ma non dico che la Juve non possa farcela. Però se gioca con paura è fritta».

È vero che da giovane tifava Inter?
«Mi piaceva Mazzola. Vidi l’Inter dal vivo soltanto una volta a Mantova. Ma non avevo il biglietto e riuscii a entrare nel secondo tempo. Vittoria per 6-1, 5 reti nel secondo tempo. Una fortuna pazzesca».

Credits: La Stampa
Fracassi Enrico – Juvemania.it

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