Allegri contro i critici: "Non si vince giocando male"

Allegri contro i critici: “Non si vince giocando male”

Allegri contro i critici: “Non si vince giocando male”

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ha rilasciato una lunga intervista a ‘Il Giornale’: ha parlato di Pirlo, Champions e tanto altro

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ha rilasciato una lunga intervista a ‘Il Giornale’. Il tecnico toscano, ha toccato diversi argomenti, dallo scetticismo in merito al suo arrivo in bianconero, passando per la ‘questione Pirlo’, fino ai risultati fin qui ottimi. “Sono stato circondato da un enorme scetticismo. Non mi ha spaventato – ammette a Franco Ordine l’allenatore dei campioni d’Italia – , ho capito lo stato d’animo dei tifosi: per tutti loro il cambio dell’allenatore è stato un fulmine a ciel sereno. Mi son detto subito: qui non bisogna strafare. Sono arrivato a Vinovo il 16 luglio e avevo solo 6 giocatori da allenare, gli altri mi hanno raggiunto il 31 luglio e siamo partiti subito per gli Usa. Allora ho pensato: loro conoscono a memoria il sistema di gioco precedente, con quello iniziamo, poi penseremo a qualche modifica. E così è stato “.

La Juventus reduce da tre scudetti consecutivi con Antonio Conte, non è ripartita da zero, poiché lo zoccolo duro della squadra è rimasto intatto e dal punto di vista caratteriale il gruppo si è dimostrato molto maturo:

Che Juve mi ha lasciato Conte? Ho ereditato un patrimonio straordinario di professionisti, abituati a lavorare con intensità, guidati da una società forte che è il pilastro di una squadra di calcio. Senza quel pilastro di cemento armato, il palazzo viene giù alla prima sconfitta. Fatemi un esempio di una squadra, nel mondo, che riesca a vincere giocando male. Può capitare in un campionato lungo 38 giornate che si giochi male 2- 3-4 partite: devi vincerle col mestiere, con il talento del singolo. Ma solo se giochi bene, alla fine, puoi vincere un torneo. Cosa diversa è la sfida secca, tipo la finale di Champions tra Bayern e Chelsea: allora sì che può riuscire il colpaccio!.

In campionato la Juve sta facendo molto bene, ma ora c’è da affrontare l’esame Champions con il Borussia Dortmund che dirà a che punto è la Vecchia Signora sul panorama europeo:

Non si tratta di un complesso. Piuttosto ho colto una qualche difficoltà a gestire le fasi di un girone di Champions. Ora la mia Juve è più matura da questo punto di vista, ha raggiunto il primo traguardo, deve puntare a quello successivo: dobbiamo prendere posto stabilmente tra le prime 8 squadre d’Europa perché così ci avvicineremo a una finale, così avremo un sorteggio più favorevole in futuro. Il Borussia? Sarà dura domarlo. Bisognerà tirare fuori una bella partita sul piano tecnico. Come mi è venuto in testa di dire che andrebbe bene lo 0-0? Non sono mica Tafazzi io! Ho detto e lo ripeto: se giochi in casa la prima devi provare a vincere ma è fondamentale non prendere goal perché al ritorno hai 2 risultati su 3 a disposizione.

In campionato la Roma è a 10 punti di distacco con una partita in meno, da giocare oggi a Verona. Per lo scudetto, secondo Allegri, è ancora tutto da decidere:

La sfida per lo scudetto sarebbe rimasta incerta anche se fossimo passati 9 punti davanti dopo Cesena. La Roma resta un’ottima squadra che sta pagando un’elementare differenza rispetto all’anno scorso: gioca 3 partite a settimana invece che una… Preoccupato dal nostro rallentamento? No. Abbiamo lavorato tantissimo e pagato un po’ pegno. Si può giocare male – ammette – ma non può succedere di subire a Cesena come mai era capitato prima.

Si passa poi ad analizzare i singoli e non si può non partire da Andrea Pirlo: assodato che la rottura del regista con il Milan non avvenne a causa del tecnico toscano, dopo un periodo di appannamento contro l’Atalanta è tornato a giocare ad altissimi livelli. La sua esperienza internazionale sarà fondamentale in Coppa:

Cosa ci siamo detti con Pirlo il primo giorno? Lo ha svelato Andrea. Ha detto: io e Allegri sappiamo bene come sono andate le cose. Quella mattina gli ho solo detto: ‘ Ehi, Andrea, ti ho ringiovanito di 4 anni, mi dovresti ringraziare’. E gliel’ho sottolineato dopo il goal-capolavoro con l’Atalanta: ‘Hai visto che ti ho ringiovanito di 4 anni?’. Perché la verità è solo questa: dopo 10 anni di Milan, Pirlo aveva esaurito gli stimoli. E la disputa sul contratto, 1 anno o 3 anni, è stato solo un pretesto. Chi mi ha sorpreso di più alla Juventus? Buffon – risponde – Mi ha stupito e folgorato non per il suo valore che conoscevo già, ma per le doti caratteriali, per come si allena tutti i giorni, a tutte le ore del giorno. È un vero fuoriclasse. E sa qual è la qualità del fuoriclasse? Rendere tutto semplice. Morata? Al Real Madrid era trattato da ragazzo, qui è arrivato come un giocatore importante: ha patito all’inizio la differenza. Un conto è giocare per vincere sempre una partita ogni tre giorni, un conto disputare un ritaglio di partita. Ho subito qualche censura all’inizio: perché non gioca Morata?, mi chiedevano. Perché bisogna prepararlo – replica Allegri – , allenarlo fisicamente e non solo. I giovani vanno protetti. Stessa regola vale per Coman.

La chiusura è su Pogba e Vidal, centrocampisti che hanno avuto momenti difficili nella stagione:

Pogba è un ragazzo di 21 anni, da mesi è su tutti i giornali con le cifre pazzesche della sua quotazione. Non deve sempre far vedere di essere sempre il più bravo ma far diventare normale il suo altissimo rendimento. Cosa succede a Vidal? Niente di imprevedibile. Si è operato nell’estate, è tornato a giocare prima del tempo per partecipare al mondiale, è rientrato a Torino, al primo raduno della sua nazionale si è infortunato, è rimasto fermo. Cosa volete che succeda – conclude – dopo una sequenza del genere?

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