Alla Juventus le piccole non fanno più paura | JMania

Alla Juventus le piccole non fanno più paura

L’anno scorso la Juventus perdeva punti con le pic­cole, arrivando a dilapidarne addirittura 21. Quest’anno – per quanto la statistica sia appena su quattro giornate – ha conquistato sei punti su sei, dimostrando, ieri sera, quella spietatezza che il suo tecnico aveva giustamente invocato alla vigilia, richiamando l’attenzione e la concentrazione della squadra sull’impegno contro …

ITALIA-FÚTBOL-SERIE AL’anno scorso la Juventus perdeva punti con le pic­cole, arrivando a dilapidarne addirittura 21. Quest’anno – per quanto la statistica sia appena su quattro giornate – ha conquistato sei punti su sei, dimostrando, ieri sera, quella spietatezza che il suo tecnico aveva giustamente invocato alla vigilia, richiamando l’attenzione e la concentrazione della squadra sull’impegno contro il Livorno. La partita è durata mezzora, il tempo di segnare due gol quanto mai “spietati” e non lasciare mai l’impressione di poter perdere il controllo del match, nonostante le ripetute insidie portate dal Livorno.

L’anno scorso la Juventus ha raramente potuto contare sulla migliore forma di Gigi Buffon e non ha praticamente mai avuto il Camoranesi che sa fare la differenza. Ieri sera il migliore portiere del mondo, paragonato da Spinelli a Maradona, ha ricordato a tutti perché lo chiamano così (ripassino che ha fatto esaltare i tifosi quanto i gol di un bomber), mentre l’oriundo si è finalmente ricordato di essere un fuoriclasse in grado di cambiare faccia alle partite e lo ha fatto. E anche questi non sono dettagli.
L’anno scorso la Juventus ha spesso affrontato le partite con molte assenze per infortuni vari. Anche quest’anno sembra che il problema si ripresenti, ma ieri (i giocatori out erano 8) non si è sentita la mancanza di nessuno di loro. Apartire da Diego, degnamente sostituito da Giovinco nell’ispirare la manovra offensiva. Merito di un mercato che ha realmente rinforzato la squadra, ma anche di una maggiore convinzione da parte di chi entra e sa dare il suo contributo. Piccole grandi differenze fra essere una squadra che crede di poter vincere lo scudetto e una che, al di là di averne le possibilità o meno, non ci credeva fino in fondo.

(Credits: Tuttosport.com)

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