Alfredo Pedullà: "Ciro ora dimettiti" | JMania

Alfredo Pedullà: “Ciro ora dimettiti”

Ciruzzo a papà (bis): inevitabile. La vittoria sull’Inter aveva illuso, figlia di una prestazione mediocre. Ciruzzo a papà, avevi due risultati contro il Bayern, doveva essere una mezza formalità per la Juve… Invece Ciruzzo (Ferrara) si è incartato, ha messo un centrocampista (Poulsen) al posto di Del Piero, classica dimostrazione di chi è nato in …

PEDULLACiruzzo a papà (bis): inevitabile. La vittoria sull’Inter aveva illuso, figlia di una prestazione mediocre. Ciruzzo a papà, avevi due risultati contro il Bayern, doveva essere una mezza formalità per la Juve… Invece Ciruzzo (Ferrara) si è incartato, ha messo un centrocampista (Poulsen) al posto di Del Piero, classica dimostrazione di chi è nato in difesa e morirà mezzo (o tre quarti) difensivista. Uscire dalla Champions fa sempre male, così è un cazzotto che ti lascia i lividi. Ribadisco il concetto: con quell’organico Ciruzzo doveva soltanto divertirsi, sbizzarrirsi. Ha fatto divertire gli altri, congratulazioni vivissime. Adesso non sarebbe male se ci mettesse la faccia e decidesse di dimettersi. Mi piacerebbe un commento di Marcello Lippi. Così, tanto per gradire: non fate i maligni, trattasi di semplice curiosità. Il Milan passa ma trema, ed anche di brutto. Il primo tempo di Zurigo è quasi da museo degli orrori. Contava la qualificazione, è arrivata. Galliani pensi al mercato, faccia questa cortesia al popolo rossonero: sulla fasce, rinforzarsi è una necessità. E negli ottavi sarà meglio trovare Chelsea o Manchester: contro le piccole il Milan diventa… piccolissimo.
Il fair play mi fa impazzire. Nel senso che il fair play non ci compete: siamo italiani, popolo di improvvisatori, di antipatici piagnoni, di maledetti invidiosi. Riavvolgo il nastro: Bepi Pillon fa quel gran gesto durante Ascoli-Reggina e il giorno dopo dice di pentirsi. Cosa avrebbe dovuto dire? Ha trovato centinaia di persone fuori dallo stadio e non ha avuto la solidarietà della società. Io avrei fatto un comunicato sul sito lungo quaranta righe. A”Novantesimo minuto” sono stati capaci di dire che è stato un mezzo scandalo, invocando l’intervento dell’ufficio indagini. Complimenti vivissimi. Il fair play, questo sconosciuto. Preziosi litiga con Ghirardi, Preziosi litiga con Panucci, ci vediamo in tribunale. Mourinho critica Balotelli, gli chiede grande correttezza morale e poi applaude l’arbitro perché ritiene che la punizione che consente alla Juve di sbloccare il risultato sia completamente inventata. Mourinho produce moralismo sugli altri ma non su stesso: incredibile. Va in conferenza stampa (storia di ieri) prima di Inter-Rubin Kazan e liquida la pratica in pochi minuti, con la spocchia e l’arroganza di chi ti sta facendo una cortesia. Mi chiedo: ma non sarebbe giusto disertare le conferenze, oppure alzarsi e salutare tre minuti dopo simili comportamenti? Ho difeso Mou il giorno del suo avvento in Italia, quando i fan di Mancini lo avevano atteso al varco ancor prima che prendesse l’aereo dal Portogallo, destinazione Appiano Gentile. Ma adesso non lo seguo più, è un altro Mou. E trovo legittimo il nervosismo di Moratti e l’eventuale decisione di rompere il contratto se l’Inter dovesse essere eliminata al termine della fase a gironi di Champions. Si può avere paura del Rubin Kazan? Il problema non è il Rubin, il problema è l’Inter che arriva all’ultima giornata in questa situazione. Dirò di più: se l’Inter dovesse essere eliminata (speriamo di no, viva l’Italia che va avanti in Europa, senza distinzioni di fede o di maglia) io – fossi Moratti – chiederei a Mou il risarcimento danni, almeno il 30% del mostruoso ingaggio che gli garantisce, ritocco compreso.
Gli allenatori che saltano come tappi sono ormai un classico. Fossi stato il Catania avrei dato a Gianluca Atzori almeno la possibilità di incrociare il Livorno: non ho nulla nei riguardi di Mihajlovic, ma un allenatore giovane andrebbe scortato a maggior ragione se pensi di dover tornare sul mercato. Il Catania sogna Suazo, ha chiesto Pozzi alla Sampdoria e nelle ultime ore è andato anche su Daniele Vantaggiato che non riesce a decollare a Torino. In attesa degli attaccanti, sarebbe stato più giusto puntare ancora su Atzori e non lo dico perché lo conosco da una vita, lo dico perché quando cambi in panchina devi pensare – almeno sulla carta – che il salto di qualità sia chiaro ed evidente,. In serie B il presidente Camilli ha deciso di esonerare da almeno un mese Gustinetti: lo faccia immediatamente, così scoprirà di avere un organico da primi due posti. Ironia a parte, il Grosseto ha contattato Silvio Baldini che ha detto no: chi accetterà la corte di Camilli con la certezza di poter lavorare serenamente per almeno un paio di mesi?
Ci sono personaggi in cerca di autore. Credo che Rino Gattuso abbia deciso di lasciare il Milan: potrà anche cambiare idea, ma la situazione oggi è questa e credo che ci siano pochi margini per un ripensamento. Galliani pensa che sia un problema di contratto: spalmarglielo, allungarglielo, eccetera eccetera. Il problema non è quello: Gattuso se lo ridurrebbe pure, il suo ingaggio è semplicemente giocare. E’ inutile dire che Ringhio non troverebbe posto nelle prime cinque squadre d’Europa: secondo me così lo si invita a maggior ragione e fare la valigia. Troppi nodi da sciogliere: vi avevamo parlato di Munoz in tempi non sospetti, la Fiorentina lo avrà. Ledesma deve convincersi ad accettare una situazione italiana che non coinvolga una big, perché le big non hanno intenzione di fare simile investimento: il Napoli ci sta pensando seriamente, ma Ledesma non è convinto e lo scambio diventa quasi impossibile. La Roma si sbrighi a fare il contratto a Julio Sergio, ci sono spifferi pericolosi (per esempio la Sampdoria, se non rinnovasse con Castellazzi). Tutto può accadere, ma sarei sorpreso se l’Inter si facesse sfuggire Pandev per virare su Toni. Occhio al Siena: con la svolta societaria. ci sarà un massiccio intervento sul mercato. Rivorrebbero Giorgio Perinetti, lo avranno eventualmente soltanto in primavera: non disturbate il Bari che vuole crescere ancora, che ha bloccato Succi e Cerci e che sta monitorando la situazione di Castillo, il vero pallino di Ventura.
Mi chiedono di Quagliarella, della serie: ma sei sorpreso? Rispondo: sorpreso di cosa? Fabio è un grande ragazzo ed un grande attaccante. Un altro, dopo essere tornato a casa, avrebbe trovato diecimila alibi per giustificare il momento difficile. Lui ci ha messo la faccia, un nervosismo strisciante proprio perché non riusciva a sbloccarsi. La non esultanza dopo il gol dell’1-1 è la sintesi della sua straripante professionalità, complimenti. Mi hanno scritto in tanti sull’arbitraggio di Romeo in Napoli-Bari: sono sincero quando dico che per me non è stato sufficiente. Poteva starci l’espulsione di Ranocchia, un po’ meno quella di Masiello per doppia ammonizione. Ma sugli arbitro ormai mi sono rassegnato, ne riparlerò quando ci sarà una situazione agli antipodi rispetto a quella che ci sta regalando Collina.
Ho tre fogli pieni zeppi di domande: dovrei andare in ritiro per rispondere a tutti, questo e altro per gli amici di Facebook. Mi chiedono di pubblicare anche le domande di chi scrive, non è possibile perché sforerei: bastano le risposte, i diretti interessati sanno bene cosa mi hanno chiesto. Grazie ad Alessandro Ianniello (Pettinari non è una priorità per il Napoli, i nomi che fai sono interessanti ma adesso servono i giocatori fatti), Diego Correli (Hernanes costa troppo, un difensore di fascia serve come il pane), Daniele Rosa (se lasciasse la Juve, Molinaro difficilmente resterebbe in Italia), Antonio Schiraldi, Andrea Murabito, Francesco Dimo (penso tutto il bene possibile, stanno facendo benissimo entrambe), Francesco Fragolone (non credo), Michele Giordano (il Novara ha una grande società e un professionista di spessore come Tesser), Guglielmo Special One (non credo che sia come dici tu, ne ho parlato in questo stesso pezzo), Marco Martino (soluzione difficilissima), Efrem Bertoli (c’è bisogno di gente vera al comando della serie B; sono d’accordo sullo stadio “Menti”, un autentico monumento), Salvo Affronti (dipenderà dalla situazione, in bilico di Blasi), Alessio Paletti (perché l’Inter non ha troppa gente di personalità a livello di Champions: i tifosi del Pisa sono stati pugnalati, auguro un filotto di promozioni), Vincenzo Federico (sei troppo drastico, ma qualcosa bisogna migliorare), Kobemar Somaschini (il top sarebbe stato Italiano, ma io preferisco Iori a Loviso), Francesco Campanale, Paolo Parisi, Michele Piccolo (sì che poteva), Claudio Guerrieri (perché viene ritenuto un allenatore superato, con troppe lacune in chiave difensiva), Matteo Vellei, Bartolo Mugnolo (purtroppo c’è un regolamento applicato ad personam), Antonio Pacilli, Maurizio Rosalia (è una pista, però difficile), Giacomo Pavia (difficile che Molinaro vada alla Roma).
Un caro saluto a Marcello Lissone (era il minimo difendere il Bari. Un caffè a Cagliari? Accetto l’invito), Dark Berghem (se Chevanton tornasse anche al 70 per cento sarebbe un ottimo acquisto. Ma bisogna garantire a Conte esterni di qualità. Guberti? Magari), Daniele Apice (ti terrò aggiornato), Carlo Litrico (ne parlo proprio in questo editoriale, avrai letto), Davide Artale (Mesto a gennaio difficilmente lascerà il Genoa; Foggia piace a Delio Rossi, ma dipenderà anche dal contratto di Simplicio), Lele Ugello (Bruno è innamorato di Modena), Francesco Chicchelero (un paio di rinforzi, ma dipenderà molto dalle cessioni delle pedine in esubero), Antonio Mastrorillo (la Roma non ha ancora sciolto le riserve sulla cessione o meno di Guberti), Francesco Zanon (a giugno probabilmente, è extracomunitario), Antonio Carrella (ne hanno parlato, ma la trattativa non decolla), Nabbo Bemba, Fabio Giambò (visiterò il sito), Francesco Esposito (escludo, almeno per ora), Michele Piattellini (mi piace soprattutto Miguel Veloso), Mario Fiore, Gennaro Niscio (il top è Messi, con tutto il rispetto per Ibra), Marco del Gesso (Pinella, se sta bene, non sfigurerebbe in serie A. Anzi), Lorenzo Marcucci (Garofano si è lasciato male, per Cordova è in vantaggio il Brescia), Matteo Bini (spettacolo da cinque meno meno), Andrea Teza (però è una vittoria pesante, il resto dovrebbe migliorare presto), Andrea Gratton (il Milan si svenerebbe per Dzeko), Fabio Vigarriga Visconti (è possibile-probabile che a giugno la situazione cambierà), Andrea Merico (De Biasi o Camolese, non Zeman), Massimo Quattrone, Vincenzo Frasca (è un esterno ben monitorato, ha grandi mezzi), Francesco Mirone (sì al tridente, ma con un’altra punta centrale), Alberto Magisteri (Beckham tra i tre di centrocampo) e Alessandro Fortunato.
Un caro saluto anche a Massimo Tritto (la Triestina segue Cordova e D’Aversa), Giorni Orticelli (per Verratti trattativa non chiusa; Albertazzi ha un gran futuro; Hottor enormi margini di miglioramento; Di Gennaro può essere un discreto cambio), Andrea Russo (situazione tutta da delineare), Nico Paulangelo, Alberto Caronesi (Menegazzo sarebbe un grande acquisto; sono d’accordo sul difensore centrale, ma Bonucci resta a Bari fino a giugno), Nicola Lozupone (la penso come te),, Federico Fete Limonato, Vincenzo Di Maso (sei sempre preciso nelle tue analisi), Andrea Audisio (ho girato la segnalazione), Massimo Boffa, Gianluca Pompeo (due punte? Non credo), Matteo Merli (a giugno, forse), Michele Baselli, Andrea Pelosi (dipende da cosa ti offrono, io lo terrei soltanto se motivato al massimo), Ics Vu (non mi risulta che ci sia una trattativa in corso con i club italiani), Fabio Russo ancora non ha detto sì, ma il Catania insisterà), Pietro Vadalà (l’Inter non intende cedere Khrin).
(Alfredo Pedullà per TMW)

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