La lunga intervista di oggi ad Agnelli in cui parla pure di Calciopoli

Agnelli: “La Juventus non vende i top player e su Calciopoli non ci fermeremo”

Agnelli: “La Juventus non vende i top player e su Calciopoli non ci fermeremo”

Andrea Agnelli, presidente della Juventus, rilascia una lunga intervista a ‘Tuttosport’ nel corso della quale parla anche di mercato, bilanci e Calciopoli

Torino FC v Juventus - Serie AAndrea Agnelli, presidente della Juventus, fa il bilancio del 2013 nel corso di una lunga intervista rilasciata a ‘Tuttosport’. I campioni d’Italia mandano in archivio 12 mesi da record, ma ovviamente non hanno alcuna intenzione di fermarsi: “Due anni fa, senza Champions, eravamo a circa 210/215 milioni di fatturato, l’anno scorso abbiamo raggiunto quota 283, di cui 60 derivanti dalla Champions. Nel 2015/2016, quando ci scadranno alcuni contratti – spiega il numero uno del club – , in forza di altri già siglati saremo intorno ai 240/250 milioni. Il nostro obiettivo sono i 300 milioni di fatturato al netto della Champions League. Così si raggiunge il principio di autofinanziamento, senza rischio sportivo e con capacità di fuoco. Poi bisogna saper spendere”.

I conti del club migliorano e non c’è nessun allarme per il mercato: i big resteranno e arriveranno altri colpi.

“Conte e Pirlo? Sono molto contento di Antonio e lui è molto contento di me e della Juventus. Non vedo la Juventus senza Conte. Ad Andrea ho detto che qui è a casa. Gli piace la Juventus e gli si addice. So che lui e Marotta si sono dati appuntamento a febbraio-marzo per definire. Pirlo starà con noi ancora per un po’ di tempo – promette il presidente – Pogba? Nel mio discorso di Londra parlavo del calcio italiano e non della Juventus. Noi non abbiamo le risorse per andare oltre certe cifre, le nostre cifre non consentono di contrastare alcune realtà affermate come Real, Barcellona, Bayern e United. Il prolungamento di Paul ci può stare. Non credo esistano problemi a questo giro di boa”.

Sul calciomercato in generale, Agnelli ammette che la Juventus ha tante risorse ma non verranno di certo ‘sperperate’:

“Non è detto che se il prodotto non costa non è buono. E’ anche giusto ottimizzare gli investimenti. Dopo di che lavoriamo tutti per costruire una struttura di conto economico che ci porti nel breve-medio periodo a quel tipo di situazione per cui la mera partecipazione alla Champions League ci consenta un grande acquisto. In sintesi, oggi possiamo già cominciare a ipotizzare una serie di operazioni che sono di taglio superiore, poi però devono valerne la pena. Spendere per spendere no”.

Protagonisti assoluti della seconda metà del 2013 bianconero, Tevez e Llorente, sui quali Agnelli ha ovviamente qualcosa da dire:

“Sono stati bravi Marotta, Paratici e Nedved a individuare queste occasioni. Poi è stato eccezionale Conte a ottimizzarli. Ben venga questo tipo di politica. Per me il mercato si fa a giugno. A gennaio c’è il mercato di riparazione e non mi pare ci sia da riparare nulla. Vucinic? Quelle sono situazioni che si creano lì per lì. Domandate a Marotta”.

Sul prossimo bilancio, in ogni caso, peserà l’esclusione dalla Champions:

“Istanbul? E’ stato fatto ciò che abbiamo creduto giusto fare in quel momento. Eravamo in contatto con i massimi vertici dell’Uefa – sostiene Agnelli – , ci hanno detto che quella partita si doveva giocare. L’eliminazione dalla Champions è un danno sia di immagine sia, potenzialmente, per il bilancio. Ed è pure un peccato. La scorsa stagione siamo andati meglio delle aspettative, questa peggio. L’anno prossimo ci ritroveremo verosimilmente in Champions League sapendo che abbiamo un problema di ranking Uefa nei due anni 2010/11 e 2011/2012. Per questo è importante andare avanti in Europa League. La normalizzazione deve avvenire nei prossimi tre anni”.

I tifosi della Juventus, intanto, si chiedono che fine abbiano fatto le battaglie di Calciopoli. Agnelli risponde così e tranquillizza tutti:

“Bisogna aspettare l’ultimo grado di giudizio per trarre delle conclusioni complete. Ad oggi siamo alle motivazioni del primo grado di giudizio che ci dicono che un campionato non era sotto inchiesta e che l’altro non è stato falsato. Attendiamo le motivazioni di secondo grado per avere piena consapevolezza dei motivi che hanno portato a nuove condanne. A conclusione dell’iter – prosegue il presidente della Juve – svilupperemo le nostre valutazioni su che tipo di richieste presentare in base all’articolo 39 per la revisione dei processi sportivi. Questa possibilità è utilizzabile una volta soltanto, sfruttarla senza essere in possesso di tutta la documentazione significa privarsi di strumenti che potrebbero rivelarsi determinanti in quel procedimento”.

Non c’è più Moratti, ora la rivalità è con la nuova Inter di Thohir:

“Prima che tornasse Moratti la rivalità con l’Inter è sempre stata molto accesa. E’ il derby d’Italia e continuerà ad esserlo a prescindere dalle proprietà. Ho parlato con Massimo, era una decisione che aveva preso e devo dire che forse, nel suo essere triste per cosa rappresenta sentimentalmente l’Inter, è felice perché è la scelta migliore”.

Poi la ricetta di Agnelli per la riforma della giustizia sportiva:

“Serve sicuramente maggiore tutela del diritto alla difesa, ora il processo è troppo sbilanciato a favore dell’accusa. Anche a Legge 91 del 1981 va completamente rivista. Ci vuole un testo unico dello sport. Quanto ai marchi, è prioritario combattere la contraffazione. Curve chiuse? La lotta al razzismo va combattuta con ogni mezzo e in ogni forma, la discriminazione territoriale credo esista da 25 anni almeno. Fino al campionato scorso scattava l’ammenda, improvvisamente è giunto l’inasprimento della sanzione, approvato dal Consiglio federale di inizio agosto. Tutti hanno alzato la manina, un voto all’unanimità. Gridare allo scandalo un mese dopo mi pare immaturo. Quanto ai bambini, è stato un esperimento bello, però spero che allo stadio vada chi ha acquistato il tagliando”.

Capitolo calcioscommesse: alcuni giornalisti hanno infangato Conte e saranno querelati dal tecnico bianconero.

“Se Antonio avesse allenato l’Abbiategrasso e non la Juventus dal punto di vista delle indagini non sarebbe cambiato nulla ma da quello mediatico sicuramente sì. Il tema del riciclaggio del denaro sporco è importante, con altri strumenti, il costo del riciclaggio è del 30% circa, con le scommesse sportive dell’8%. Ecco perché c’è massimo interesse da parte delle organizzazioni criminali internazionali. Dopodiché ci vuole senso di responsabilità per non rendere questo un fenomeno di campanilismo”.

Foto Getty Images – Tutti i diritti riservati

3 commenti

  1. Agnelli hai avuto paura di Abete -Moratti e ti sei rifugiato in serie B Ormai abbiamo quel marchio e la storia è scritta. Dovevi attaccare subito non adesso (è tardi)

  2. Andrea Agnelli ha fatto un discorso da MANAGER ILLUMINATO. Le squadre di calcio, come già ebbe a dire suo padre Umberto, sono AZIENDE a tutti gli effetti e come tali devono rispettare i vincoli di bilancio comuni a tutte le aziende. Sono finiti i tempi del “denaro facile” iniettato da PRESIDENTI spesso irresponsabili.Ne va della sopravvivenza di questo MAGNIFICO SPORT.

  3. belle parole…. seguissero anche dei fatti….

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