Agnelli | "Nazionali ci privano dei migliori calciatori"

Agnelli all’attacco: “Le nazionali ci privano dei migliori calciatori”

Agnelli all’attacco: “Le nazionali ci privano dei migliori calciatori”

Andrea Agnelli a gamba tesa sulla Fifa e le nazionali: parole che non faranno di certo felice il commissario tecnico Antonio Conte

Andrea Agnelli a gamba tesa sulla Fifa e le nazionali. Il presidente della Juventus, presente all’inaugurazione dell’anno accademico del Collegio di Milano, ha detto la sua sulla gestione dei calendari per le nazionali effettuata dal governo del calcio mondiale. “Ci vediamo sottratti dalle Nazionali per 60 giorni all’anno i nostri migliori talenti – dice Agnelli – , un unicum nel suo genere. Provate ad immaginare la stessa situazione in un’azienda privata con i migliori manager prestati per una causa comune come un Mondiale o un Europeo”.

Parole forti che giungono a poche settimane dall’ultima polemica tra i club e la nazionale italiana di Tavecchio-Conte: il ct avrebbe voluto effettuare uno stage di tre giorni dall’8 al 10 febbraio, a due giorni da Juve-Napoli, ma la Lega Calcio, non trattandosi di un evento presente nel calendario Fifa, aveva esentato i top club dalla concessione dei proprio calciatori, considerato che a febbraio a causa delle coppe si giocherà ogni tre giorni.

“Fifa – continua Agnelli – è detentrice dei regolamenti del gioco calcio, ma è anche lontanissima dagli interessi dei club”.

Agnelli e il futuro del calcio mondiale

Membro dell’Eca e da settembre anche componente del Comitato Esecutivo dell’Uefa, Agnelli auspica una svolta nella governance del calcio:

“Nei mesi a venire saremo di fronte a profonde riflessioni per definire l’assetto della leadership e della governance del futuro. Il nostro auspicio è che la prossima squadra di leader, sia in Italia che a livello internazionale, possa portare ad uno sviluppo del nostro core business senza interferenze in molti casi illegittime, criminali e illegali, che tolgono la bella immagine del calcio. Dove sussistono grandi interessi economici – conclude – i comportamenti sono influenzati in negativo”.

Un commento

  1. Capitan Sparrow

    Condivisibile; guardate l’Inghilterra dove la gestione avviene non nell’interesse delle singole squadre ma del marchio Premier League, cosa di cui si giovano economicamente tutte le squadre. Certo, ci sono fior di manager. In Italia c’è Tavecchio. In Italia si fanno 32 replay per vedere se in rigore nettissimo dato alla Juve è contestabile. Se non si cambia questa logica non se ne esce. In Inghilterra tutto il movimento guadagna se una squadra avanza in champions; in Italia si è distrutta la squadra che poteva trainare il nostro calcio (anzi, che lo stava trainando e aveva portato 8 giocatori più lo staff tecnico alla finale mondiale)

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