Agnelli: "La sconfitta di Berlino aiuterà a vincere altri trofei"

Agnelli: “La sconfitta di Berlino aiuterà a vincere altri trofei”

Agnelli: “La sconfitta di Berlino aiuterà a vincere altri trofei”

Andrea Agnelli, presidente della Juventus, è stato oggi all’incontro dal titolo ‘Financial fair play: Europe and Italy’ presso l’Università Bocconi

Andrea Agnelli, presidente della Juventus, è stato oggi all’incontro dal titolo ‘Financial fair play: Europe and Italy’ presso l’Università Bocconi, cui partecipa anche Karl-Heinz Rummenigge, ex attaccante dell’Inter e alto dirigente del Bayern Monaco. Da tempo ormai tra i due c’è una particolare sinergia, nata attraverso l’ECA e poi proseguita nell’Uefa: “Rummenigge per me è non solo guida – spiega Andrea Agnelli – , ma anche maestro. Il primo insegnamento che ho avuto oggi da lui è che anche per noi c’è stata la consapevolezza di poter competere a livello internazionale dopo la sconfitta della finale di Berlino come lo è stato per il Bayern dopo la sconfitta di Madrid. E’ nei momenti di maggiore difficoltà, dove magari uno rischia di prendere una botta, che si trovano in sé maggiori risorse per poter ritornare a vincere certi trofei”.

Insomma, da una cocente sconfitta possono nascere le grandi vittorie del domani: lo sa bene la Juventus che dopo il purgatorio di Calciopoli è rinata e sta letteralmente dominando in Italia da diversi anni. In Europa, invece, i bianconeri sono tornati grandi da poco e la sconfitta nella finale di Champions contro il Barcellona può essere per certi versi salutare.

Agnelli: “Sei anni di successi e conti in ordine”

“Sono stati sei anni di grandissima passione in pieno financial fair play. Qualsiasi azione compiuta sotto la mia presidenza – continua Agnelli – ha sempre tenuto in considerazione dei parametri del financial fair play. Una cosa che, però, è peculiare è che i tifosi chiedono sempre la vittoria piuttosto che il bilancio in ordine. Sta a chi gestisce la capacità di saper coniugare le due esigenze: rispondere ai tifosi, ma anche al buon senso imposto dalla normativa”.

Da questo punto di vista, la Juve è un modello da seguire in Italia: stadio di proprietà, nuova sede e centro sportivo in costruzione, mercato accorto e votato all’acquisto di giovani calciatori forti, meglio se italiani. Con questa politica la Signora ha aumentato il proprio valore della rosa e sta facendo schizzare alle stelle il fatturato: raggiunta quota 350 milioni, ora si viaggia verso i 400, per avvicinarsi sempre più alle big d’Europa.

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