Adrian Mutu: "con la Juventus voglio vincere!" | JMania

Adrian Mutu: “con la Juventus voglio vincere!”

Un divano viola e Mutu. Mezz´ora a parlare di vita e di calcio, ma senza sfiorare la vicenda Chelsea. «Tanto non c´è niente da dire». Mutu, come va il ginocchio? «Nessun problema. Contro la Juve dovrei essere disponibile». E la testa? «Bene, anche se non è un momento particolarmente felice. Sto andando avanti». Senza entrare …

mutuUn divano viola e Mutu. Mezz´ora a parlare di vita e di calcio, ma senza sfiorare la vicenda Chelsea. «Tanto non c´è niente da dire».
Mutu, come va il ginocchio?
«Nessun problema. Contro la Juve dovrei essere disponibile».
E la testa?
«Bene, anche se non è un momento particolarmente felice. Sto andando avanti».
Senza entrare nello specifico delle sue vicende personali, si è mai chiesto perché ce l´hanno così tanto con lei?
«Bella domanda. No, non lo so. Forse perché si aspettano tanto da me, non voglio nemmeno pensare ad altri interessi. Io in Romania sono un giocatore importante, come Chivu, e da noi si aspettano sempre il massimo. Contro la Serbia abbiamo deluso, ma la sconfitta non è solo colpa nostra».
Basta una sconfitta a scatenare questo gossip sulle sue notti?
«In Romania purtroppo è così. Io non ho fatto niente di male e ribadisco che mi sono sempre comportato da professionista. Nessuno può mettere in dubbio questo».
Scusi l´intrusione nella sua vita privata, ma sua moglie Consuelo che dice?
«Se mia moglie non conoscesse la stampa romena e non si fidasse di me, sarebbe un problema. Fortunatamente Consuelo è una donna intelligente e sa che tutto quello che è stato scritto su di me sono cose fuori dal mondo».
Sempre a proposito di voci si dice che lei a gennaio potrebbe lasciare la Fiorentina, è davvero così?
«Non so chi mette in giro certe voci».
Anche il suo procuratore.
«Sì, me l´hanno detto, ma io e lui di queste cose non ne abbiamo mai parlato».
Lei più di una volta ha detto che avrebbe voluto chiudere la carriera a Firenze, è cambiato qualcosa?
«No, vorrei rimanere alla Fiorentina a lungo. Però non sono solo io a decidere, c´è anche la società. Si parlerà, si vedrà. Ma adesso ho altro per la testa».
Tipo?
«Recuperare in fretta la condizione, arrivare al cento per cento. Ormai manca poco».
Sono stati mesi difficili.
«Sì, ma per fortuna mi è stata accanto la mia famiglia e un sacco di altra gente».
C´è qualcosa che le ha dato fastidio?
«Se devo essere sincero, sì. Il fatto che le mie prestazioni sono state giudicate più per i gol che non ho fatto che per quello che ho fatto in campo. Sapendo di attraversare un momento difficile, in cui dovevo ritrovare la condizione, mi sono messo al servizio della squadra e ho lavorato soprattutto per gli altri. Ma pochi da fuori se ne sono accorti. Anche quando avete parlato bene di me, avete sempre detto: ha fatto una partita di grande sacrificio ma poteva fare due gol».
Però spesso l´abbiamo anche coccolata.
«È vero, anche più del dovuto. Il calcio è fatto così».
Che può dire di Jovetic?
«Sta attraversando un buon momento, è un giocatore importante, sono contento per lui».
Pensa che un giorno la Fiorentina potrà giocare con Mutu, Jovetic e Gilardino insieme?
«Tutto è possibile, però di queste cose dovete parlare con Prandelli».
In estate il mercato della Fiorentina è stato molto criticato, ma i risultati dicono che ci sbagliavamo. Cosa è successo?
«C´è un progetto e tutti lavorano per ottenere il meglio. La Fiorentina è ai vertici da quattro anni, ormai non è più una novità. Siamo una grande squadra che sta crescendo».
Oltretutto finora ha giocato senza il Mutu migliore.
«Appunto, vuol dire che la Fiorentina non dipende da nessuno, che ha uno spirito forte. È una squadra fondata sul gruppo, non sulle individualità».
Sorpreso dalle dimissioni di Andrea Della Valle?
«Un po´ sì, ma ha fatto bene. Voleva dare un segnale a chi è andato oltre le critiche. Comunque spero torni presto».
Che partita è quella con la Juventus?
«Importante. È una sfida al vertice della classifica. Siamo lì e vogliamo rimanerci».
La Juve ha qualcosa in più della Fiorentina?
«Non ha niente in più».
E la Fiorentina ha qualcosa in più della Juventus?
«Lo spirito di squadra. La Fiorentina è lì da quattro anni, la Juventus no, anche per le vicende che tutti conoscono, per cui ne riparliamo fra un paio di anni».
Partita aperta.
«Andiamo a Torino per vincere».
È vero che è arrabbiato?
«Sono sempre arrabbiato».
Con la Juve un po´ di più?
«Voglio vincere».
Qual è l´obiettivo della Fiorentina?
«Non so dove possiamo arrivare, diciamo che l´obiettivo è rimanere tra le prime quattro. Poi si vedrà».
Niente limiti.
«La Fiorentina è abituata a stupire».
E in Champions?
«Vogliamo passare il turno, dopo la vittoria con il Liverpool siamo più fiduciosi. Possiamo fare bene. L´importante è fare la Champions con dignità».
Vi aspetta un altro periodo pieno di partite, in pratica giocate ogni tre giorni. Qual è il rischio maggiore?
«Di arrivare a certe partite stanchi».
Però finora ve la siete cavata piuttosto bene.
«Alcune partite, anche se ci è mancata un po´ di lucidità, le abbiamo gestite da grande squadra. Motivati. E questo mi fa stare tranquillo».
Deviamo dal calcio: come sta andando il suo vino?
«Con tutti i problemi che ho avuto in questo periodo il vino è stato l´ultimo dei miei pensieri».
E allora ci dica se ha un desiderio.
«Tornare al cento per cento della condizione. Da lì in poi sarà tutto più facile».

Credits: La Repubblica
Fracassi Enrico – Juvemania.it

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